domenica 25 agosto 2013

Fulham vs Arsenal 1-3: i brutti anatroccoli continuano la trasformazione

Non credete che i giudizi del post Arsenal vs Aston Villa fossero un po’ troppo severi e troppo affrettati?
Non dico che la squadra sia composta da fenomeni e che domineremo Premier League e Champions League, però questo gruppo è destinato a qualcosa di più che un piazzamento in Europa League.

Esattamente come successo alla vigilia della trasferta in Turchia, pareva che i Gunners andassero ad affrontare un avversario che avrebbe dato loro molto filo da torcere, messo in luce tutti i difetti della rosa a disposizione di Arsène Wenger e fatto precipitare nel baratro l’intera stagione dell’Arsenal.

Questo, fino al momento del calcio d’inizio. Poi, esattamente come a casa del Fenerbahce, il campo ha detto tutt’altro: gli uomini di Arsène Wenger hanno immediatamente preso in mano le redini della partita e schiacciato l’avversario nella propria trequarti, creato diverse occasioni e poi meritatamente aperto le marcature con il terzo gol (in altrettante partite) di Olivier Giroud.
Passato in vantaggio, l’Arsenal ha diligentemente lavorato sulla fase difensiva e deciso di colpire in contropiede, sfruttando al massimo le qualità tecniche e la velocità d’esecuzione dei vari Santi Cazorla, Tomas Rosicky, Aaron Ramsey, Theo Walcott, Lukas Podolski e Olivier Giroud.
Il mancino tedesco ha quindi chiuso i conti con due splendide conclusioni a cavallo tra il primo e secondo tempo, mettendo il sigillo a due splendide azioni di rottura orchestrate da Aaron Ramsey, Theo Walcott e Santi Cazorla.
Esattamente come ammirato durante il magnifico finale della scorsa stagione, gli uomini di Arsène Wenger si sono mostrati compatti e solidali senza il pallone tra i piedi, poi letali una volta recuperata la sfera.

Senza andare troppo lontano, lo stile di questa squadra è lo stesso che utilizzavano gli Invincibles – dei maestri nell’arte della ripartenza.
Gli interpreti non sono certo all’altezza dei loro illustri predecessori, però è innegabile che Arsène Wenger sia tornato alle (vincenti) origini abbandonando il baricentro alto dei tempi di Cesc Fàbregas e il palleggio orizzontale per privilegiare una maggiore attenzione alla fase difensiva e ripartenze fulminanti.
La capacità di Jack Wilshere, Aaron Ramsey, Tomas Rosicky e Santi Cazorla di trasformare un’azione difensiva in un contropiede fulminante non ha nulla da invidiare a quanto faceva al tempo Patrick Vieira, il principale incaricato di far ripartire il gioco degli Invincibles; il fisico ed il passo della nuova generazione non sono certo gli stessi, in compenso la tecnica individuale appare nettamente superiore a quella del gigante francese.
Non è certo tempo d’esaltarsi, come non era tempo di disperazione una settimana fa, però è innegabile che questa squadra non avrà nulla da temere quando affronterà avversari di spessore – che siano United, City o Chelsea.
Il primo test arriverà con il North London Derby della settimana prossima, non prima di aver (speriamo) archiviato la pratica dei preliminari di Champions League: io sono pronto a scommettere sulla prestazione degli uomini di Arsène Wenger – voi?
Se il risultato di una partita dipende da una miriade di fattori, la prestazione è unicamente frutto del lavoro settimanale svolto sul campo e nello spogliatoio – per questo sono così fiducioso.
Questi ragazzi hanno un grande spirito e una dedizione mostruosa, per questo non tradiranno.

A differenza di qualche stagione passata, credo che quest’anno non assisteremo più a prestazioni scialbe e senza spirito battagliero, una cosa che mi conforta enormemente.
Ci saranno sconfitte e giornate no, ma mai vedremo un giocatore dell’Arsenal uscire dal campo senza aver dato ogni singola riserva di energia per la squadra.
Gli atteggiamenti, le dichiarazioni e le prestazioni dei singoli ce lo stanno dimostrando da qualche mese ormai.
Sembra esistere una consapevolezza all’interno del gruppo, la convinzione di avere un deficit qualitativo rispetto alle avversarie dirette ma anche di poter sopperire a questo distacco con un lavoro intenso sul campo, l’uno per l’altro.

In tutta onestà, questo spirito resta per me più importante di qualsiasi altra qualità.
Sotto con i turchi adesso, c’è un lavoro da portare a termine.


COMMON ARSENAL!

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