23 settembre 2013

Arsenal vs. Stoke 3-1: Top of the League! Però, che bell’effetto che fa…

Certo, è troppo presto per qualsiasi volo pindarico, qualsiasi illusione, qualsiasi sogno...però...

ARSENAL ARE TOP OF THE TABLE!

Siamo lì, in cima alla classifica della Premier, mentre lo United ne prende quattro dal City nel derby e il Chelsea di José Mourinho fatica a fare gol, a vincere e a difendere.
Non è ancora il caso di esaltarsi né di fare proclami, fatto sta però che l’Arsenal ha vinto le ultime sette partite di fila e ha messo al tappeto anche il nuovo Stoke City di Mark Hughes.
Non è stato semplice – tutt’altro in verità – però ancora una volta i Gunners hanno mostrato il loro viso meno fotogenico e scintillante e hanno saputo soffrire quando è stato necessario.
Nonostante il gol in apertura di Aaron Ramsey, infatti, gli uomini di Arsène Wenger hanno concesso sempre più campo agli avversari, mantenendo il risultato in bilico fino alla capocciata vincente di Bacary Sagna ad un quarto d’ora dal termine, nel momento stesso in cui gli ospiti sembravano poter riacciuffare il pareggio all’Emirates Stadium.

Non è stato il migliore Arsenal della stagione, la cui prestazione ha ricalcato grossomodo quella offerta nella recente trasferta a Marsiglia per il debutto in Champions League: poco movimento, circolazione di palla lenta e faticosa e poche idee utili a scardinare la difesa avversaria.
Ci sono voluti infatti tre calci di fermo per avere la meglio dell’avversario – una rarità in casa Arsenal – e la precisione di Mesut Özil ha fatto tutta la differenza in un pomeriggio altrimenti grigiastro.
Prima la punizione dal limite che Asmir Begovic ha respinto sui piedi di Aaron Ramsey, poi due cross perfettamente calibrati per i colpi di testa vincenti di Per Mertesacker e Bacary Sagna.
Nel mezzo il gol concesso a Cameron, qualche problema nel mantenere il possesso del pallone e nessuna scorribanda nell trequarti offensiva, complici la poca verve del trio a supporto di Olivier Giroud.

Parte delle colpe va anche all’assenza di Theo Walcott, colpito da un infortunio ai muscoli addominali appena un’ora prima dell’inizio della partita e sostituito da Serge Gnabry, al debutto dal primo minuto in Premier League: il tedesco ha alternato cose buone ad altre meno, finendo spesso col tenere il pallone un secondo di troppo.
Niente di grave comunque, a 18 anni certi difetti si possono facilmente perdonare in presenza di uno dei migliori talenti europei – a sentire gli osservatori.
Come giàdiscusso alla vigilia della partita, un giocatore come Theo Walcott è difficile da inquadrare ma in partite come quella di ieri si capisce meglio come mai sia un titolare fisso nei piani di Arsène Wenger: nessun altro giocatore attualmente in rosa – con l’eccezione di Alex Oxlade-Chamberlain, forse – può offrire la profondità e la larghezza di gioco tipiche di Theo Walcott.
Con Jack Wilshere, Aaron Ramsey, Mesut Özil, Santi Cazorla, Lukas Podolski e perfino Kieran Gibbs tutti propensi a tagliare verso il centro, il pericolo di creare un sovraccarico di traffico sulla trequarti è altissimo.
Unico tra i centrocampisti offensivi a disposizione di Arsène Wenger, Theo Walcott ama partire molto largo e infilarsi centralmente solo una volta in area di rigore, nella terra di nessuno tra terzino e stopper.
Le sue caratteristiche sono mancate crudelmente ieri, con i Gunners spesso troppo numerosi nel piccolissimo spazio a ridosso dell’area di rigore avversaria e nessuna alternativa per allargare le maglie della difesa.

Al di là di qualche balbettio a livello tattico, tuttavia, a preoccupare è la stanchezza mostrata da molti giocatori in campo ieri: Jack Wilshere, Olivier Giroud e lo stesso Mesut Özil sono apparsi poco brillanti, colpa per alcuni di un enorme numero di partite giocate consecutivamente e di acciacchi e impegni internazionali per altri, fatto sta che sarebbe utile un po’ di turnover per far riposare i titolari.
Gli infortuni di Alex Chamberlain, Santi Cazorla e Lukas Podolski non aiutano in questo senso, fortunatamente arriva la Capital One Cup a permettere un minimo di rotazione tra i ranghi.
L’impegno di mercoledì sera contro il West Brom permetterà ad Arsène Wenger d’inserire coloro che fino a qui non hanno avuto molto spazio e i reduci da infortuni più o meno gravi, quindi vedremo sicuramente in campo sia Mikel Arteta che Thomas Vermaelen, più forse anche TGSTEL – il grande desaparecido.
Probabile anche una conferma per Serge Gnabry e non sarà impossibile vedere un altro giovane, il difensore Isaac Hayden che ha già trovato posto in panchina nella trasferta del Vélodrome.

Spazio quindi alla coppa di Lega mentre noi ci godiamo questo primato che sarà prematuro, inaspettato e precario quanto volete ma che è soprattutto strameritato da un gruppo di giocatori che assomiglia sempre di più ad una squadra, con la S maiuscola.
Questo Arsenal sa giocare di fioretto come da tradizione ma non esita a tuffarsi in trincea quando necessario, sa essere brutto e cattivo quando serve e possiede qualche uomo in grado di strigliare i compagni, organizzare i reparti e prendere per mano la squadra nei momenti caldi delle partite.

Guai ad abbassare la guardia proprio ora che iniziamo a divertirci, sotto con il West Brom e poi con la trasferta a casa dello Swansea – sono queste le partite della vita.

COMMON ARSENAL!

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