giovedì 5 settembre 2013

Eccovi servito l’Arsenal 2013/2014, giocatore per giocatore

Il mercato ha chiuso signore e signori, la rosa a disposizione di Arsène Wenger è finalmente definita.
A qualcuno piace, a qualcuno molto meno.
Per questi ultimi mi spiace ma, almeno fino a Gennaio, bisogna fare di necessità virtù!

Cosa possiamo aspettarci dagli uomini prescelti per vestire il glorioso Red&White? Chi saprà sorprenderci in positivo? Chi saprà dare un contributo determinante alla squadra? Chi, al contrario, finirà in quella spirale di negatività tanto cara ad André Villas-Boas?
Ci ho pensato su, con tutta la modestia della mia conoscenza vi presento le mie considerazioni...

Wojciech SZCZESNY – 1
Il portiere polacco è capace di tutto e il contrario di tutto, come dimostrato ampiamente la passata stagione, eppure Arsène Wenger lo ha confermato come titolare anche per la stagione appena iniziata.
Il perché lo ha dimostrato lo stesso Szczesny durante l’ultimo NLD con quella parata in controtempo che ha salvato il risultato.
La panchina nel finale della scorsa stagione sembra avergli fatto un gran bene, l’arrivo di Emiliano Viviano lo terrà sulle spine più di quanto possa fare la presenza di Lukasz Fabianski.
Ci saranno ancora errori e sviste, però il futuro sembra roseo con Wojciech tra i pali!

Lukasz FABIANSKI – 21
A differenza di Jovanotti, Fabianski non è affatto un ragazzo fortunato: ogni volta che è sembrato sul punto di fare il definitivo salto di qualità, un infortunio lo ha rispedito alla casella di partenza.
Il polacco avrà quattro mesi per convincere Arsène Wenger ad allungargli il contratto, dovrà battere la sfortuna e la concorrenza di Emiliano Viviano per sperare di avere un futuro all’Arsenal, altrimenti sarà probabilmente la cessione a Gennaio.

Emiliano VIVIANO – 13
Arrivato un po’ a sorpresa dal Palermo, il portiere italiano è un’autentica scommessa per Arsène Wenger: ai tempi di Bologna pareva dover essere l’erede naturale di Gigi Buffon e si era guadagnato il passaggio all’Inter, poi un ginocchio rotto e un lungo calvario lo hanno fatto precipitare nel limbo.
Come per Fabianski, le possibilità di una conferma dipenderanno da quanto riuscirà ad impressionare il manager nei prossimi mesi.
Una cosa è certa, soltanto uno dei due sarà confermato e l’italiano sembra favorito.

Bacary SAGNA – 3
Sembrava dovesse partire in direzione di Parigi, per fortuna invece è rimasto.
A dispetto di qualche prestazione francamente sotto la sufficienza, il francese è di gran lunga il miglior terzino destro che l’Arsenal possa desiderare e il miglior mentore possibile per Carl Jenkinson.
Questa stagione lo vedremo in azione anche da centrale, un ruolo che sembra calzargli molto bene e che potrebbe allungargli la carriera di qualche anno.
Arsène Wenger è pronto a rinnovargli il contratto, speriamo tutto sia risolto in fretta perché da Gennaio l’ex giocatore dell’Auxerre sarà libero di firmare con un altro Club

Carl JENKINSON – 25
Il Gooner più Gooner che ci sia all’interno dello spogliatoio! Bastasse questo, Carl Jenkinson sarebbe un titolare inamovibile della squadra.
Lo sarà, questo è quasi certo, ma per ora deve ancora imparare tanti trucchetti da Bacary Sagna; ciò nonostante, lo vedremo in campo sempre più spesso e questa non può che essere una buona notizia, visti i progressi incredibili fatti in questi anni.
Ecco un nome che potrebbe sorprendere tutti, e se alla fine facesse parte della spedizione inglese in partenza per Rio de Janeiro? Io un penny ce lo metterei.

Kieran GIBBS – 28
Infortuni permettendo, un titolare inamovibile.
Alla minima sosta ai box, tuttavia, rischia di vedersi sorpassare da Nacho Monreal e non recuperare più il distacco.
Questa può essere la stagione della definitiva consacrazione per il terzino inglese, è davvero ora di strappare il posto da titolare ad Ashley Cole in Nazionale e lasciare un segno indelebile anche a Islington.
Lui potrebbe riscrivere la storia che Cashley ha lasciato in sospeso passando al Chelsea e diventare il nuovo gioiello di una lista che comprende Pat Rice, Kenny Samson e Nigel Winterburn.

Nacho MONREAL – 17
Arrivato in Gennaio per coprire le spalle a Gibbs e allontanare definitivamente André Santos, lo spagnolo ha disputato un’eccellente prima stagione in Premier League – almeno fino al rientro dell’inglese.
L’inizio della nuova stagione non è apparso brillante, dovrà sudare in allenamento e aspettare l’opportunità giusta per scalzare Kieran Gibbs.
Ha tutte le carte in mano, dovrà giocarsele molto bene per non finire incollato definitivamente alla panchina.
Dopo un buon inizio è chiamato ad una conferma, non la più facile delle missioni: non me la sentirei di puntare tutto su Nacho...

Per MERTESACKER – 4
Sul tedesco si è detto di tutto: panic buy, troppo lento per la Premier, troppo scarso per l’Arsenal e molto altro ancora.
Cosa si dice invece ora?
Leader indiscusso della linea difensiva, impareggiabile per tempismo e senso della posizione e determinante in più di un’occasione, soprattutto nel finale della scorsa stagione.
In più, ha contribuito in maniera decisiva nel convincere Mesut Özil ad accettare l’offerta dell’Arsenal: che volete di più?
Uno su cui contare, un leader difensivo come non se ne vedevano da tempo in casa dell’Arsenal

Laurent KOSCIELNY – 6
Idem come sopra, però ancora troppo impulsivo.
Un lottatore che ama molto la marcatura stretta e il corpo a corpo, però tende ad usare troppo le mani: sarebbe stato uno scandalo se gli avessero fischiato contro un rigore per la spinta del tutto inutile a Soldado? Per me, no.
Tanto volenteroso quanto, a volte, pericoloso. Se Thomas Vermaelen ritrova sè stesso, il francese potrebbe vedere il suo posto da titolare in serio pericolo.
Ha fissato l’asticella molto in alto dopo le prestazioni della stagione scorsa, saprà reggere il peso delle aspettative?

Thomas VERMAELEN – 5
Per me, il belga è da tenere d’occhio quest’anno.
Dopo una stagione d’esordio fantastica, una serie di problemi lo hanno rallentato vistosamente, facendolo precipitare sempre più in basso.
La coppia Mertesacker-Koscielny ha dato garanzie ottime per tutta la stagione scorsa, attenzione però alla voglia di riscatto del capitano.
Se Vermaelen torna il Verminator della sua prima stagione, per me è intoccabile.
Ecco un altro che potrebbe sorprenderne molti...

Mikel ARTETA – 8
Un vice-capitano coi fiocchi, un uomo d’ordine e d’esperienza in mezzo al campo, un trascinatore che ama prendersi le responsabilità.
L’età però avanza e la concorrenza comincia a farsi spietata per lo spagnolo, soprattuto da parte di Aaron Ramsey e Jack Wilshere: l’infortunio attuale lo terrà fuori ancora per almeno quattro settimane, cosa succederà se l’intesa tra i due giovani inglesi continuerà a migliorare?
Mikel Arteta potrebbe trovarsi nello scomodo ruolo di comprimario, come reagirà?
Dovesse perdere il posto da titolare, Mikel Arteta dovrà saper restare l’elemento dello spogliatoio da seguire per tutti i compagni più giovani – una sorta di guida per i compagni anche dalla panchina.
Manovra molto difficile da gestire, soprattutto se dovesse arrivare all’improvviso.
Scenario non impossibile, missione molto delicata per Arsène Wenger.

Aaron RAMSEY – 16
Siccome in genere ho buona memoria, ricordo perfettamente tutte le critiche e le nefandezze indirizzate al gallese: i più gentili invitavano Arsène Wenger a disfarsi al più presto di questo giocatore mediocre, i meno cortesi non vi ripeto nemmeno cosa dicessero.
Chi è il primo a fare mea culpa?
Nessun altro giocatore attualmente in rosa ha la stessa intensità di gioco che Aaron Ramsey mette in campo partita dopo partita, per non parlare della continuità con cui si presenta in zona gol ultimamente.
Il gallese dà l’impressione di essere ovunque, in difesa come in attacco, centralmente come sugli esterni: un tuttofare dai piedi molto educati, un ragazzo nonostante tutto estremamente modesto e però ben consapevole delle proprie qualità. Se cercate uno che non si tirerà mai indietro quando il pallone scotta, rivolgetevi a Aaron Ramsey

Jack WILSHERE – 10
So già in anticipo che questo commento mi varrà pochi apprezzamenti.
La qualità di Jack Wilshere non si discute, però la collocazione in campo resta un mistero: per me non è un trequartista né un mediano nel termine puro del termine, quindi dove lo mettiamo?
Visto quanto ama le scorribande palla al piede, dovrebbe avere la libertà (e la copertura) necessaria per girovagare per il campo, ma chi ne assicura le retrovie?
Questa sarà una stagione estremamente importante per Jack, l’infortunio è dietro le spalle ormai ed è tempo di diventare quel giocatore straordinario visto per ora solo a tratti.
Per me dovrebbe giocare davanti alla difesa e smistare il traffico, dovrebbe però convincersi a guardarsi le spalle prima di fiondarsi in avanti. Ce la farà?
Al momento non lo metterei tra i titolari fissi, ahimé: a lui il compito di smentirmi.

Emmanuel FRIMPONG – 26
Le ginocchia ballerine gli hanno presentato un conto salatissimo fino a questo punto, ora recuperare il tempo perduto è difficile.
Come tanti altri, ha meno di un anno per dimostrare di meritare la conferma oppure il suo contratto non sarà rinnovato. Dovrà sgomitare per giocare in Capital One Cup e sperare, però il taglio sembra inevitabile. Chissà, forse sarà uno spreco immane però il comportamento non è quello di un Gunner quindi STAY DENCH! and #LeaveIt, oppure la porta è da quella parte...personalmente senza troppi rimpianti.

Mathieu FLAMINI – 20
A volte ritornano.
A volte ritornano dopo aver abbandonato la nave nel momento più delicato.
Il percorso che aspetta Mathieu Flamini per riconquistare i tifosi dell’Arsenal è molto tortuoso, il modo in cui ha lasciato i Gunners la prima volta è stato pessimo e quindi sarà difficile rifarsi una verginità.
Ci riuscirà a colpi di contrasti vinti, sudore versato e bocca chiusa – che sia a centrocampo o in attacco.
Acquisto intelligente e conveniente, tuttavia non mi aspetto un contributo eccezionale dal marsigliese.
Panchina, spezzoni di partita e qualche presenza in Capital One Cup – ecco il destino che attende Mathieu Flamini.
Dovrà farsi andar bene il copione, alla prima protesta i tifosi gli volteranno definitivamente le spalle.

Abou DIABY – 24
Numero nuovo, vita nuova? Speriamo...
Troppi infortuni, troppi passaggi a vuoto, troppo tempo passato fuori dal terreno di gioco.
In tanti non vorrebbero più vederlo con la maglia dell’Arsenal a causa del tempo speso in infermeria, una storia già sentita per Tomas Rosicky, Robin van Persie e Aaron Ramsey: visto come è andata per i predecessori, io me lo tengo stretto.
Considerarlo un membro EFFETTIVO della squadra sarebbe da folli, tenerlo nella manica come un asso invece è lungimiranza pura: SE mai guarirà del tutto, la sua presenza fisica e le qualità tecniche saranno importanti per l’Arsenal.
Altra possibile sorpresa della stagione (in positivo, per una volta).

Santi CAZORLA – 19
Non smetterò mai di fustigarmi per aver dubitato delle qualità dello spagnolo, ero molto scettico circa il suo arrivo perché mi aspettavo un esterno di centrocampo tutto fumo e niente arrosto ed invece mi sono ritrovato una fonte di gioco (e gol) quasi inesauribile.
Tante delle fortune di questa stagione passeranno inevitabilmente dai piedi dello spagnolo, che sarà verosimilmente un sorta di playmaker dirottato sulla fascia sinistra.
In fase offensiva non ci saranno problemi, riuscirà però a rientrare ogni volta a dar man forte alla difesa?
Domanda intrigante, certo col suo fisico da corazziere non potrà battersi granché contro gli avversari di turno, speriamo solo che l’andirivieni non gli tolga lucidità – sarebbe un delitto imperdonabile.

Mesut ÖZIL – 11
Per il sottoscritto è semplicemente il miglior trequartista attualmente presente sul pianeta: visione, tocco morbido e controllo di palla sono da extraterrestre – gli mancano mobilità e dribbling per essere tra i migliori in assoluto; per altri, è semplicemente uno scarto del Real Madrid, un giocatore pagato troppo da Arsène Wenger e sostanzialmente un lusso per la squadra.
Il campo ci dirà chi ha ragione, spero soltanto che possa mantenere i ritmi delle ultime cinque stagioni in quanto ad assist sfornati. Uno come Özil può trasformare Olivier Giroud nell’attaccante di livello mondiale che abbiamo aspettato tutta l’estate.

Tomàs ROSICKY – 7
Lo abbiamo aspettato come un certo Godot, ci siamo disperati per ogni infortunio in più e in tanti hanno addirittura abbandonato le speranze – ed ecco che finalmente possiamo ammirare il Piccolo Mozart.
Dispiace essersi persi la brillantezza, però sono ben contento di avere a disposizione la sua esperienza e la voglia di lottare ma soprattutto quel suo cambio di passo fulmineo che lo rende spesso imprendibile.
Solo neo, come sempre lo avremo a disposizione ad intermittenza e il suo contributo sarà purtroppo limitato. Anche così, tuttavia, Tomàs Rosicky è prezioso per la squadra e Arsène Wenger lo sa bene, tanto da volergli proporre un contratto nuovo.
Il ceco ha sempre detto di voler chiudere la carriera nel suo Sparta Praga, dite che farà le valigie a fine anno?

Alex OXLADE-CHAMBERLAIN – 15
Al momento, un jolly offensivo che può cambiare la partita in un lampo – ma a lungo termine?
Arsène Wenger lo vede come trequartista o addirittura centrocampista centrale, lui si trova bene nel ruolo di esterno tutto dribbling: come finirà?
Il ritornello non dovrebbe cambiare di molto quest’anno, verrà chiamato in causa qua e là per portare imprevedibilità all’attacco ma raramente lo vedremo titolare.
A meno che.
A meno che non compia quel decisivo passaggio da promessa a certezza, come già successo a Theo Walcott e Kieran Gibbs, per fare due esempi.
Nel suo ruolo c’è grande affollamento, saprà essere paziente e non perdersi?
Scommessa dall’esito molto incerto...

Geodion ZELALEM – 58 e Serge GNABRY – 44
Rispettivamente 16 e 18 anni, talento da vendere ma (ovviamente) nessuna esperienza.
Inclusi recentemente in prima squadra, i giovani talentini tedeschi si accontenteranno di sedersi in panchina ogni tanto e magari assaporare la Capital One Cup se il sorteggio sarà favorevole.
Di certo, sentiremo ancora parlare di entrambi – anche se il primo sembra aver catturato tutta l’attenzione di Arsène Wenger: visione di gioco eccelsa, piede fatato e un gusto speciale per il passaggio filtrante – tutte caratteristiche che ha in comune con un altro 16enne che ha debuttato non troppo tempo fa nell’Arsenal.
Qualcuno si ricorda come si chiamasse quel ragazzino spagnolo?

Ryo MIYAICHI – 31
Tra un prestito e l’altro (Feyenoord, Bolton e Wigan) non l’abbiamo mai visto giocare, eppure Arsène Wenger ha detto chiaramente che il giapponese è parte integrante della prima squadra per questa stagione.
Come tanti prima di lui, dovrà chiarire in Capital One Cup se ha la stoffa per emergere oppure no: sono molto curioso di vederlo all’opera per 90 minuti e capire se siamo davanti a un Oliver Hutton oppure a un Bruce Harper.
È ancora presto per contare su Ryodinho...

Theo WALCOTT – 14
L’eterno dilemma non è ancora risolto: centrocampista o attaccante? Per me, entrambi.
Per lo meno fino a che il modulo resta questo; impossibile che regga da solo il peso dell’attacco se non sporadicamente, non ha il fisico per fare il lavoro di Olivier Giroud. Molto meglio quando parte da destra, s’infila alle spalle del terzino e sbuca dritto davanti al portiere – dove lo aspettano gli assist di Santi Cazorla, Mesut Özil, Aaron Ramsey e Jack Wilshere.
Virtualmente è uno da 30 gol a stagione, però quando si tratta di Theo Walcott il virtuale spesso resta tale: virtualmente dovrebbe aver imparato a dribblare, virtualmente avrebbe dovuto imparare a crossare ed invece ogni volta il pallone è perso.
Resta un eterno incompiuto, è in grado di sparire da partite intere senza una ragione.

Lukas PODOLSKI – 9
Idem come sopra, può essere determinante o irritante a seconda della giornata.
Sono due le cose positive che mi piacciono del tedesco: lo spirito di sacrificio e l’impegno profuso sempre e comunque.
Resta da capire come si adatterà alla nuova vita che Arsène Wenger sembra prospettargli, ovvero quella della seconda scelta: in qualche modo se l’è cercata volendo giocare da attaccante, di fatto si è messo dietro ad Olivier Giroud nelle preferenze del manager e nel frattempo la corsia di sinistra è diventata territorio di Santi Cazorla, ancor di più con l’arrivo di Mesut Özil.
Certo, nell’anno dei Mondiali non sarà affatto scontato cheLukas Podolski accetti un ruolo da comparsa...

Olivier GIROUD – 12
L’anno scorso non aveva convinto del tutto, un po’ per una certa imprecisione sottoporta e un po’ per un’intesa con i compagni quasi mai veramente trovata.
Quest’anno sembra un altro giocatore, in zona gol si fa trovare puntuale e il dialogo con i compagni migliora di giorno in giorno.
Il gol contro gli Sp*rs, nello specifico, mostra gli enormi progressi fatti in entrambi gli ambiti: un movimento perfettamente in sincrono con Theo Walcott e un tocco sopraffino per beffare Dawson e Lloris.
Restano limiti tecnici nello stretto, con il piede che risulta pesante in certi frangenti, e soprattutto la grande questione: saprà reggere da solo almeno fino a Gennaio?
Al di là dell’aspetto numerico, su Olivier Giroud peserà l’enorme pressione di capitalizzare gli assist che verosimilmente pioveranno sul francese, vista la batteria di assistmen che si trova alle spalle: cosa succede se sbaglia tre o quattro occasioni di fila? Cosa succede se resta all’asciutto per qualche partita consecutiva? In tanti lo aspetteranno al varco...

Yaya SANOGO – 22
Fino a metà Agosto è stato l’unico acquisto effettuato dall’Arsenal – da qui certe scene di panico di molti tifosi.
Le prime uscite non sono state granché convincenti, a quanto si è potuto vedere c’è ancora tanto lavoro da fare prima di diventare una vera alternativa per la squadra.
Purtroppo – o per fortuna – il giovane francese è diventato improvvisamente la prima alternativa a Olivier Giroud, un ruolo decisamente troppo grande per le possibilità attuali dell’attaccante ex Auxerre.
Arsène Wenger si è detto sicuro che Yaya Sanogo saprà conquistarsi le prime pagine dei giornali a suon di prestazioni, prego davvero perché abbia ragione altrimenti andrà messo in atto un piano B terrificante...il piano B52!

Nicklas BENDTNER – 52
Ed eccoci all’autoproclamatosi centravanti di livello mondiale, meglio conosciuto come TGSTEL (The Greatest Striker That Ever Lived): ha avuto offerte da mezza Europa, le ha rifiutate tutte nonostante avesse sbandierato ai quattro venti che avrebbe cambiato aria alla prima occasione.
Ora, saltato anche il passaggio al Crystal Palace, ce lo ritroviamo sul groppone e rischiamo pure di vederlo in campo.
Arsène Wenger – uomo sempre estremamente magnanimo – ha detto che “se lavorerà duro per ritrovare la forma e si allenerà con impegno” verrà utilizzato durante la stagione.
Ho tirato un sospiro di sollievo, vedendo con quanta determinazione si allena, le possibilità di vederlo in campo sono minime.
Mi accontento di Yaya Sanogo e pure di Chuba Akpom pur di non rivedere in campo il ragazzone danese.

La lista è completa, il campo potrà smentire o confermare tutto quello detto fino a qui.
La qualità in squadra c’è e questo nemmeno il più pessimista potrà negarlo; resta un certa ristrettezza numerica, il rischio di avere molti giocatori inesperti e qualche carattere scontroso che potrebbe far saltare in aria lo spogliatoio qualora non fosse impiegato regolarmente.
L’armonia dello spogliatoio sarà fondamentale per la stagione, se a livello di undici ideale non siamo inferiori a nessuna delle rivali in Premier League, il fatto di non avere una panchina di estrema qualità (a differenza di Chelsea e City, ad esempio) porterà a situazioni d’emergenza durante le quali l’altruismo dovrà passare davanti agli interessi personali.
La formula ha funzionato benissimo nel finale della scorsa stagione, speriamo soltano che duri.
Se così sarà, l’Arsenal potrebbe ribaltare i pronostici.

COMMON ARSENAL!

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