martedì 10 settembre 2013

I dilemmi di Arsène Wenger, tra campo e contratti...

In questa settimana di impegni internazionali, prendo il tempo per rifletttere sul futuro immediato e relativamente lontano dell’Arsenal.
Arsène Wwbger è in questi giorni confrontato infatti ad un buon numero di dubbi, tanto sul campo quanto fuori dal terreno di gioco; tanto per il futuro immediato quanto per un avvenire più lontano del Club.

Passata (non ancora del tutto!) l’euforia generata dall’arrivo di Mesut Özil durante l’ultimo giorno di mercato, è ora di concentrarsi sulla nuova fisionomia della squadra e sulle scelte che Arsène Wenger ha fatto e sarà chiamato a fare a brevissimo giro di posta:

Dilemma #1: Mesut Özil titolare contro il Sunderland?

Ora che il trasferimento è completato, le foto ufficiali sono state messe in linea e il popolare concorso online è stato lanciato, come comportarsi con il trequartista tedesco?
Con appena tre giorni di allenamento con i nuovi compagni e due partite della Nazionale nelle gambe, Mesut Özil non è certo nelle condizioni migliori per entrare immediatamente nel cuore della manovra dei Gunners.
Tuttavia, la tentazione di schierare immediatamente il nuovo acquisto dev’essere grande per Arsène Wenger, il fatto di poter sbattere subito il suo nuovo uomo da 40 milioni di sterline in faccia a chi lo credeva incapace di spendere è sicuramente un fattore nella mente dell’alsaziano.
Data la sua saggezza, tuttavia, credo che opterà per la scelta più oculata, ovvero far partire il tedesco dalla panchina per eventualmente inserirlo quando i ritmi si faranno più blandi.
Non bisogna dimenticare infatti che saranno ben pochi i giocatori del Sunderland ad aver viaggiato in occasione della sosta per le Nazionali, mentre in casa Arsenal sono la maggioranza.
In questi casi a fare la differenza sono l’intesa e l’esperienza, qualità che permettono di risparmiare qualche energia preziosa e che – per ovvie ragioni – mancano ancora a Mesut Özil.

Esporre immediatamente il numero 10 tedesco ai ritmi forsennati della Premier League, che a Sunderland diventano spesso ingestibili, potrebbe avere conseguenze funeste sia per il fisico che per il morale dell’ex giocatore del Real Madrid, a meno che l’Arsenal non prenda immediatamente in mano la partita e detti i ritmi con autorità.
Per assurdo, quindi, la presenza di Mesut Özil potrebbe quindi favorire l’inserimento di Mesut Özil, dal momento che con lui in campo avremmo molte possibilità in più di conservare il pallone e disinnescare l’agonismo degli avversari.
Senza contare il fatto che con il tedesco in campo, le possibilità di portare a casa l’intera posta in palio allo Stadium of Light sarebbero maggiori, giocoforza.

Un bel dilemma insomma, mi rimetto alla volontà del nostro manager perché faccia la scelta migliore: Mesut Özil oppure no, abbiamo in ogni caso abbastanza qualità nei nostri ranghi per vincere a casa di Paolo Di Canio.
Per ovvie ragioni preferirei comunque vederlo esordire dal primo minuto, non fosse altro che per la voglia di rendermi conto che Mesut Özil è DAVVERO un giocatore dell’Arsenal.

Dilemma #2: il rebus dell’attacco

Va bene l’arrivo di Mesut Özil, però siamo rimasti fregati dal comportamento di José Mourinho e ci ritroviamo con un solo attaccante di razza in rosa: che fare?

Le alternative per Arsène Wenger sono due, ovvero cercare sul mercato un giocatore senza contratto (Ciprian Marica?) oppure dare fiducia all’acerbo Yaya Sanogo e allo zombie Nicklas Bendtner.
La logica direbbe che né Yaya Sanogo né il danese sono alternative affidabili a Olivier Giroud, quindi fiondarsi sul romeno potrebbe essere una buona soluzione sia in termini tecnici che economici.
Esiste un però, tuttavia: il possibile arrivo di Ciprian Marica chiuderebbe di fatto le porte a nuove operazioni in entrata durante la finestra di mercato invernale.
Il classico dilemma dell’uovo oggi o la gallina domani, in un certo senso.

Forse puntare tutto su Olivier Giroud da qui a Gennaio potrebbe rivelarsi rischioso, perché però precludersi subito la possibilità di cercare un attaccante di miglior rango?
È vero che né Yaya Sanogo né Nicklas Bendtner sembrano attualmente pronti per reggere il peso dell’attacco dei Gunners nello sventurato caso di assenza dell’ex centravanti del Montpellier, siamo però sicuri che l’alternativa offerta in questo momento dal mercato sia tanto migliore?
Personalmente, no.
Penso sia molto più producente dare fiducia a Yaya Sanogo e aspettare sia il rientro di Lukas Podolski sia l’apertura del mercato – soprattutto quando tante squadre avranno gerarchie molto più definite e ci saranno tante occasioni appetibili per l’Arsenal.

Nel frattempo quindi fiducia al giovane francese e chissà che con qualche minuto in più nelle gambe non possa rivelarsi una soluzione d’emergenza più che soddisfacente.
Già che ci siamo, diamo pure una spolverata a Nicklas Bendtner perchè, nel caso in cui Olivier Giroud, Yaya Sanogo, Theo Walcott, Chuba Akpom, Benik Afobe e Zak Ansah non siano disponibili e che Thierry Henry perda l’aereo, Sylavin Wiltord non risponda al telefono, Nwankwo Kanu parta in vacanza e Ian Wright e Alan Smith siano troppo impegnati nel commentare qualche partita, potrebbe esserci bisogno di lui.

Dilemma #3: come sistemare il centrocampo?

Tra tutti i dubbi, questo è probabilmente il migliore che si possa mai desiderare di avere: chi scegliere tra Mikel Arteta, Aaron Ramsey e Jack Wilshere?
Mentre le rivali schierano Joe Allen, Jordan Henderson, Fernandinho, James Milner, Tom Cleverley e Ramires, noi ci troviamo di fronte al dilemma di dover lasciare uno tra Mikel Arteta, Aaron Ramsey e Jack Wilshere in panchina!
Per non parlare di Tomas Rosicky, sempre più regista e sempre meno trequartista con l’avanzare degli anni...

Se per il momento la coppia composta da Aaron Ramsey e Jack Wilshere è pressoché intoccabile, il rientro di Mikel Arteta potrebbe scompigliare le carte in mano ad Arsène Wenger e costringere l’alsaziano a rivedere lo schieramento di base del centrocampo.
In questo stato di forma, l’unico uomo assolutamente intoccabile è Aaron Ramsey, presente praticamente ovunque sul campo tanto in difesa quanto in attacco ed altrettanto efficace sia al di qua che al di là della metà campo.
Resterebbe quindi da decidere chi affiancare al gallese, se preferire l’ordine e il senso tattico di Mikel Arteta oppure il dinamismo e l’entusiasmo di Jack Wilshere. Una scelta molto difficile, data la qualità dei due interpreti, che Arsène Wenger potrebbe effettuare di volta in volta a seconda dell’avversario e delle situazioni: è evidente che Jack Wilshere potrebbe apportare molto in fase offensiva data la sua capacità di passare da una metà campo all’altro in pochi secondi, d’altro canto però la zona davanti alla difesa potrebbe trovarsi spesso scoperta e quindi la difesa sarebbe esposta agli attacchi avversari; con Mikel Arteta in campo, la qualità della manovra sarebbe ben superiore e la protezione per la difesa molto più efficace, tuttavia il ritmo potrebbe risentirne vista lo scarso dinamismo dello spagnolo.

Fossi al posto di Arsène Wenger, preferirei avere sempre in campo un uomo dell’esperienza e del carisma di Mikel Arteta – anche a costo di rallentare un po’ la manovra.
Jack Wilshere ha l’enorme vantaggio di poter giocare in qualsiasi ruolo del centrocampo, quindi un eventuale rischio di scarso utilizzo per l’inglese non si porrebbe nemmeno.
La mia coppia di centrocampo sarebbe quindi composta da Aaron Ramsey e Mikel Arteta, con Jack Wilshere pronto ad inserirsi nel caso il rendimento del gallese dovesse calare.
Dopotutto, è così che funziona in un grande Club: tanti giocatori di ottimo livello che lottano per un posto da titolare.

Per potenziale e qualità credo che Jack Wilshere sia migliore di Aaron Ramsey, toccherà a lui provarlo sul campo.

Dilemma #4: quanti contratti in scadenza, che fare?

Lukas Fabianski, Emiliano Viviano, Emmanuel Frimpong, Bacary Sagna, Wojciech Szczesny, Tomas Rosicky e Nicklas Bendtner – questi i giocatori che si troveranno liberi di negoziare un contratto con un altro Club a partire da Gennaio 2014.
Che fare? Chi confermare? Chi lasciare libero? Chi vorraà rinnovare e chi invece ha già deciso di andarsene?
Il più indiziato per vedere la sua carriera all’Arsenal è Emmanuel Frimpong: il ghanese non è stato praticamente mai utilizzato nelle varie amichevoli estive e sembra lontano anni luce dalla prima squadra – pur allenandosi regolarmente con il resto del gruppo.
Escluso dalla lista per la Champions League, il mastino di centrocampo avrà soltanto scampoli di Capital One Cup e FA Cup per guadagnarsi una riconferma oppure partire in prestito in un Club che gli garantisca un impiego regolare.
Le possibilità che resti sono davvero infime, però da un lottatore come Frimpong è lecito aspettarsi anche un colpo di coda spettacolare.
Nel caso, lo verremmo subito a sapere via Twitter e Instagram – non c’è dubbio!
Un altro in bilico è sicuramente Lukasz Fabianski, come provato dall’arrivo di Emiliano Viviano dal Palermo: ora che nemmeno il posto di numero 12 è sicuro, il polacco potrebbe perfino decidere di lasciare il Club a Gennaio per guadagnarsi una convocazione al prossimo Mondiale.
Personalmente, non la considererei una perdita perché tutto sommato Lukasz Fabianski ha mostrato talento solo in una decina di partite, mentre per il resto della sua carriera a Londra ci ha lasciato una serie di ricordi da incubo.
Nonostante Arsène Wenger gli abbia dato più volte fiducia, non credo che il futuro di Lukasz Fabianski possa essere all’Arsenal e credo che – salvo prestazioni inqualificabili – a fine anno preferirà rendere permanente il trasferimento di Emiliano Viviano.
Ed eccoci quindi al meno celebrato dei nuovi acquisti, il portiere italiano reduce da un’esperienza davvero poco positiva alla Fiorentina.
Arrivato in prestito con opzione di riscatto fissata a 6 milioni, l’ex portiere del Palermo dovrà guadagnarsi la conferma e spingere quindi Arsène Wenger a lasciare partire il suo principale concorrente – quel Lukasz Fabianski mai in grado di confermarsi come titolare.
La missione è tutt’altro che impossibile, tuttavia il passo successivo sarebbe quello di insidiare Wojciech Szczesny per lo status di titolare e qui la situazione cambia: un ginocchio malandato e qualche indecisione di troppo non ne fanno il candidato ideale, resterà da capire se Arsène Wenger riterrà Viviano abbastanza forte per tenere Wojciech Szczesny sulle spine oppure se in estate vorrà affiancargli qualcuno di più tosto ed esperto.
Sei milioni non sono tanti, però Arsène Wenger valuta ogni singolo penny che spende perciò non è così scontato che Emiliano Viviano venga riscattato, anche qualora Lukasz Fabianski venga ceduto.

Per restare in ambito di portieri, anche Wojciech Szczesny sarà in scadenza di contratto l’estate prossima, una situazione che Arsène Wenger deve risolvere al più presto per evitare problemi una volta arrivato l’inverno.
Ci sono diversi Club di prima fascia che cercano attualmente un portiere di talento – penso ad esempio al Milan, al Barcellona e al Manchester City – quindi un’eventuale esplosione di Wojciech Szczesny potrebbe complicare la questione rinnovo.
Non credo che il polacco voglia lasciare il Club che adora, però sappiamo perfettamente come vanno certe cose perciò è saggio tutelarsi al più presto, allungando l’accordo con Wojciech Szczesny.
Il talento c’è tutto, esistono ancora alcuni aspetti da migliorare ma credo siamo tutti d’accordo nel ritenere Wojciech Szczesny un potenziale titolare per i prossimi dieci anni.
Stesso discorso vale per Bacary Sagna, un pilastro assoluto della squadra e uno dei veterani dello spogliatoio: dopo un periodo buio e alcune voci che lo volevano in procinto di accasarsi a Parigi, il francese è di nuovo una sicurezza per la retroguardia dell’Arsenal e un esempio per la nuova generazione – è tempo quindi di assicurarsi che Bacary Sagna resti dalle parti dell’Emirates ancora un paio d’anni almeno.
Resta da capire se questa sia anche la volontà del giocatore, però la prospettiva di allungare la carriera giocando più spesso da centrale e le nuove ambizioni del Club dovrebbero essere più che sufficienti per convincerlo.

Discorso simile, in termini di volontà, per Tomas Rosicky: il centrocampista ceco non ha mai nascosto il desiderio di chiudere la carriera in patria, tra le fila di quello Sparta Praga che lo ha lanciato nel panorama europeo e la prossima estate dovrà decidere se realizzare questo progetto oppure rimandarlo ancora.
A 32 anni, il Piccolo Mozart si vedrà certamente offrire un rinnovo annuale da Arsène Wenger – come da prassi – e quindi dovrà decidere se restare ancora un anno all’Arsenal e (forse) perdere il treno buono per rientrare in patria da eroe oppure abbandonare un Club con il quale il legame sembra fortissimo per mantenere fede ai propri propositi.
Con la sua esperienza e il suo carisma, uno come Tomas Rosicky potrebbe fare molto comodo all’Arsenal sia sul campo che nello spogliatoio, una sua eventuale partenza però non sarebbe una catastrofe – anche se personalmente sarei molto triste nel vedere partire un personaggio così positivo e un calciatore tanto talentuoso. Difficile prevedere quale sarà l’esito di questa vicenda.

Ed eccoci al punto finale, il contratto in scadenza di Nicklas Bendtner: a rigor di logica non dovrebbe ricevere nemmeno la proposta di rinnovo, temo però che Arsène Wenger possa farsi illudere da un paio di prestazioni incoraggianti del danese per convincerlo a restare altri due – o forse addirittura tre – anni.
Uno scenario da incubo dopo tutte le dichiarazioni e i comportamenti inaccettabili di TGSTEL negli ultimi mesi, confido nella pragmaticità di Arsène Wenger perché abbia la meglio sulla sfera emozionale dell’alsaziano.
Nicklas Bendtner non deve avere un futuro all’Arsenal perché non ha fatto nulla per meritarlo, non tanto in campo quanto fuori. Non solo, ha fatto davvero di tutto per farsi detestare e questo non può e non deve essere dimenticato.

La lista degli attuali dubbi che frullano in testa ad Arsène Wenger – ammesso che sia davvero il caso – finisce qui.
Se i problemi fossero questi per tutto l’anno, ci metterei a firma subito: problemi di abbondanza, problemi di scelta, problemi di formazione (in senso positivo) sono più che benvenuti in casa Arsenal.
Per anni sono stati i fisioterapisti e gli agenti a dettare la formazione titolare ad Arsène Wenger, se le cose potessero finalmente cambiare sarebbe un bel passo avanti!


COMMON ARSENAL!

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