martedì 3 settembre 2013

Mercato chiuso, questa volta il botto lo fanno i Gunners!

Dopo anni di frustrazioni, cessioni eccellenti, obbiettivi mancati e operazioni di basso profilo – quantomeno a livello mediatico – è finalmente arrivato il momento della riscossa!

Con un’operazione estenuante e una trattativa fiume, Arsène Wenger ha portato a termine l’operazione più importante della sessione di mercato appena conclusasi: l’acquisto di Mesut Özil dal Real Madrid per una cifra molto vicina ai 50 milioni di euro.
Dati alla mano, è l’acquisto più caro mai fatto dall’Arsenal e il tedesco diventa anche il giocatore con l’ingaggio più alto mai pagato dai Gunners (115k sterline a settimana, circa 7 milioni di euro l’anno).

Al di là delle cifre, tuttavia, è in primis il messaggio inviato da Arsène Wenger e dall’Arsenal a colpire.
Dopo anni di ristrettezze finanziarie e sessioni di mercato condotte in maniera deludente, l’arrivo di Mesut Özil dice chiaro e tondo che il vento è cambiato dalle parti di Londra.
Negli ultimi quindici anni, solamente in due occasioni si era assistito ad operazioni di mercato così altisonanti, prima con l’arrivo di Dennis Bergkamp e successivamente quello di Sol Campbell dagli Sp*rs.
In entrambi i casi, l’Arsenal aveva dichiarato apertamente di fare le cose in grande, proprio come successo ieri sera con l’operazione Özil.

Dichiarazione d’intenti e messaggi a parte, non sono stati pochi i tifosi non troppo estasiati dall’arrivo del trequartista tedesco, sottolineando come la squadra avesse bisogno di innesti in altri reparti piuttosto che nell’area avanzata del centrocampo.
Premettendo che un giocatore del calibro di Özil resta a prescindere un innesto determinante per una qualsiasi squadra, mi sono divertito a capire in che modo il tedesco potrebbe risultare decisivo per le sorti della stagione dei Gunners.
Dati alla mano, la stagione scorsa è stata caratterizzata da ben 7 partite senza gol per i Gunners in Premier League (quasi una su cinque, quindi), dato che si allarga a dismisura se prendiamo in conto anche le partite in cui i Gunners sono andati a segno una sola volta: delle 38 partite di campionato disputate, 22 sono finite con al massimo un gol segnato dall’Arsenal – con conseguente patimento per tutti noi – allo stadio o davanti alla TV – e tanti pareggi o sconfitte registrate.
Se la matematica non mi tradisce, il 58% delle partite della scorsa stagione è terminata con nella migliore delle ipotesi un solo gol all’attivo per i Gunners, percentuale che schizza al 74% se prendiamo in conto unicamente le partite casalinghe.

A mio modesto parere, questo denota un problema nel creare occasioni da gol (oltre che nel finalizzarle, a volte), soprattutto quando l’avversario sbarca all’Emirates Stadium deciso ad innalzare le barricate sulla propria trequarti.
L’apporto di Mesut Özil potrà quindi contribuire enormemente a risolvere questo problema e lascerà Santi Cazorla meno solo nel tentativo di scardinare le difese avversarie, come detto principalmente tra le mura amiche.
È innegabile infatti quanto l’ex giocatore del Màlaga sia stato l’uomo sul quale poggiava quasi interamente la manovra offensiva dell’Arsenal, orfani com’eravamo del miglior Jack Wilshere e – a tratti – anche di Tomas Rosicky.
In questo senso, il fatto di avere due sorgenti di gioco di eguale qualità e fantasia renderà più imprevedibile la manovra dei Gunners e – cosa non da poco – raddoppierà di fatto la difficoltà per gli avversari, chiamati ad arginare due playmaker di grandissimo livello.

Per questo motivo, l’arrivo di Mesut Özil è da ritenersi un innesto di enorme qualità per l’Arsenal e non un semplice acquisto “mediatico” per calmare il nervosismo dei tifosi.

A chi chiedeva a gran voce l’arrivo di un difensore e di un mediano, Arsène Wenger ha risposto con l’ingaggio di Mathieu Flamini: probabilmente non un nome da sogno, però sicuramente l’uomo giusto in caso di emergenza sia a centrocampo che in difesa; il temperamento, l’esperienza e la combattività di uno come Mathieu Flamini saranno molto importanti per i Gunners, sia perché permetteranno una maggiore copertura a centrocampo per i vari Jack Wilshere, Aaron Ramsey, Mikel Arteta e Tomas Rosicky, sia perché consentiranno quando necessario di spostare Bacary Sagna al centro della difesa senza che la linea difensiva ne risenta troppo.
Con Carl Jenkinson che migliora partita dopo partita e il duo Kieran Gibbs-Nacho Monreal a presidiare la corsia di sinistra, Mathieu Flamini potrà offrire ulteriore copertura sull’out di destra, qualora fossimo in una situazione d’emergenza.
I ritorni di Thomas Vermaelen e Abou Diaby completeranno numericamente la rosa, non eccessivamente ampia in termini di numero ma certamente ben assortita in termini di copertura, vista la versatilità di molti dei giocatori attualmente a disposizione di Arsène Wenger.

Di certo un settore dove siamo più che coperti è quello del portiere, dove dopo l’arrivo (un po’ a sorpresa) di Emiliano Viviano ci troviamo con tre potenziali titolari e sicuramente con nessun terzo portiere propriamente detto.
La mia idea è che Arsène Wenger voglia studiarsi da vicino il portiere italiano per capire chi, tra lui e Fabianski, potrà offrire le migliori garanzie da riserva di Wojciech Szczesny.
Emiliano Viviano ha grandi qualità ma si è perso per strada dopo qualche infortunio di troppo, Lukasz Fabianski ha il contratto in scadenza tra un anno e quindi entrambi dovranno lottare per il proprio futuro a Londra.
Il polacco per vedere il contratto rinnovato e poter aspirare seriamente a scalzare il connazionale, l’italiano per convincere Arsène Wenger a sborsare i 6 milioni necessari per il trasferimento definitivo e rilanciare la propria carriera.

Unico neo – a mio avviso – di questa campagna acquisti è il mancato arrivo di un centravanti che possa alternarsi a Olivier Giroud: il tentativo per Demba Ba è andato a vuoto a causa della reticenza di José Mourinho, il quale ha oltremodo ostacolato l’attuazione di un piano B in casa Arsenal aspettando fino all’ultimo prima di negare il via libera al prestito.
Un peccato d’ingenuità per Arsène Wenger, probabilmente già sicuro di poter contare sull’attaccante ex Newcastle, il quale ora potrà contare solo sull’acerbo Yaya Sanogo e su un improbabile ritorno di Nicklas Bendtner, almeno fino al rientro di Lukas Podolski e Alex Oxlade-Chamberlain.
Incrociando le dita, non ci sarà troppo bisogno di fare a meno di Olivier Giroud e l’assalto potrà partire di nuovo a Gennaio.

Con questa rosa e questa qualità, credo fermamente che l’Arsenal potrà lottare per il titolo ma la vera differenza la faranno la determinazione e la costanza di rendimento: se rimarranno ai livelli visti dal finale di stagione ad oggi, potremo davvero toglierci tante soddisfazioni.

COMMON ARSENAL!

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