03 ottobre 2013

A quelli che dicono che l'Arsenal ha una panchina corta non date retta...

Le ho contate, foglio Excel alla mano: Arsène Wenger ha a disposizione ben VENTISETTE combinazioni diverse per creare la linea d’attacco ideale da schierare alle spalle di Olivier Giroud.

VENTISETTE.
VENTISETTE combinazioni create da sei giocatori, tutti estremamente versatili.

Senza tirare in ballo il debuttante Serge Gnabry né l’acerbo Ryo Myiachi e senza chiedere stravolgimenti alle abitudini di due centrali come Tomas Rosicky e Aaron Ramsey, l’alsaziano può comunque contare su VENTISETTE modi di schierare i tre moschettieri alle spalle di Olivier  Giroud D’Artagnan.
Mesut Özil l’ho contato solo come trequartista canonico, tanta è stata la scelta tra le alternative sulle fasce.
Inoltre, Theo Walcott l’ho preso in considerazione solo come ala destra e lo stesso ho fatto con Lukas Podolski dalla parte opposta.
Ciò nonostante, restano VENTISETTE modi diversi di creare occasioni da gol per l’Arsenal.

Non è scandalosamente eccitante tutto ciò?

Con le rivali che hanno al massimo due alternative per ruolo – per quanto buone -, Arsène Wenger non ha nemmeno abbastanza dita per contarle tutte.
Andiamo nel dettaglio: Santi Cazorla e Jack Wilshere possono giocare ovunque sulla linea della trequarti, esprimendosi praticamente sugli stessi livelli; Alex Oxlade-Chamberlain può giocare indifferentemente sia a destra che a sinistra, purché abbia spazio davanti a sé per accelerare e mettere a sedere gli avversari; Theo Walcott e Lukas Podolski, come detto, spadroneggiano ognuno nel proprio settore di preferenza e Mesut Özil potrebbe girovagare ovunque sul campo tanto è bravo, però lo teniamo lì nella posizione del numero 10 e ci godiamo lo spettacolo.
Come devono comportarsi gli avversari?
Raddoppia pure l’attenzione sul fantasista tedesco, che fai poi però contro la velocità di Theo Walcott o la fantasia di Santi Cazorla?
Ok, allora metti due mastini che mordano le caviglie dello spagnolo e di Mesut Özil, che fai però contro la prepotenza di Lukas Podolski?
Metti anche che – per miracolo – tieni a bada la linea offensiva dell’Arsenal per oltre un’ora: pensi di avercela fatta, sei distrutto fisicamente ma credi di aver finalmente fermato le armi migliori dei Gunners ma ecco che si preparano a entrare Jack Wilshere e Alex Oxlade-Chamberlain.
Hai voglia di piangere, eh? Ti capisco...

Lo stesso si può applicare anche a centrocampo, dove Mathieu Flamini, Aaron Ramsey, Mikel Arteta, Tomas Rosicky, Jack Wilshere (anche qui!) e pure un redivivo Abou Diaby sono perfettamente in grado di dominare l’avversario di turno, offrendo copertura difensiva e geometrie offensive.
Il discorso non cambia per la difesa, abbiamo giocatori affidabili che siedono in panchina pronti ad ogni evenienza, che si tratti di infortuni, cali di forma o scelte tattiche a seconda delle situazioni; il bello di questo gruppo è che sembra remare tutto dalla stessa parte, a cominciare proprio da chi non si trova al centro del palcoscenico.
C’è concorrenza in squadra, quella concorrenza che deve spingere ognuno a sudarsi il posto in squadra – anche se si chiama Thomas Vermaelen, Mikel Arteta o Jack Wilshere.

Non è scandalosamente eccitante tutto questo?

COMMON ARSENAL!

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