23 ottobre 2013

Arsenal vs Borussia Dortmund 1-2: sconfitta bruciante e immeritata, la corsa agli ottavi ricomincia

Una sconfitta è una sconfitta.
Una sconfitta che al momento dei sorteggi sembrava dover trasformarsi in una carneficina è via via diventata una sconfitta probabile dopo l’ottimo esordio contro l’Olympique Marsiglia e una partita equilibrata dopo la lezione rifilata al Napoli; nei secondi quarantacinque minuti della partita di ieri, la sconfitta sembrava doversi trasformare piuttosto in una vittoria – con buona pace dei detrattori.

Crudelmente, è rimasta una sconfitta.

Il temibile Borussia Dortmund di Jürgen Klöpp ha giocato in maniera impressionante nei primi venti minuti della contesa, andando meritatamente in vantaggio, dopodiché è lentamente sparito dal campo – soverchiato da un Arsenal ritrovatosi dopo la brutta partenza.
Il genio tattico di Jürgen Klöpp ha tirato fuori dal cilindro il catenaccio e contropiede inventato da Nereo Rocco nell’anteguerra; due linee estremamente compatte a ridosso della propria area di rigore, riduzione drastica di ogni spazio per l’avversario e palla lunga a cercare i velocisti Robert Lewandowsi e Marco Reus.
Per uno che si è detto discepolo di Arrigo Sacchi, non è una bella pubblicità.

Ingenui gli uomini di Arsène Wenger nel cadere nella trappola, come ammesso dal manager stesso, perché sarebbe stato più saggio accontentarsi del pareggio anziché correre quel rischio di troppo che ha rimesso in bilico la qualificazione.
Io però non ci sto a questo giochino, il modo in cui l’Arsenal ha schiacciato l’avversario nella propria metà campo durante la ripresa è stato maestoso – soprattutto in virtù degli elogi piovuti sui tedeschi da ogni parte del mondo.
Il Borussia Dortmund dell’anno scorso non è lo stesso di quest’anno, la partita di ieri lo ha dimostrato ampiamente.
L’idolatrato Mats Hummels è stato ridicolizzato da un Olivier Giroud incontenibile fisicamente, capace di vincere quasi tutti i duelli aerei e i corpo a corpo contro il difensore per il quale il Barcellona sembra pronto ad investire 35 milioni di euro; Robert Lewandowski – mister 10 milioni di euro cash non appena fima il precontratto con il Bayern a Gennaio – non ha mai tirato in porta fino al tap-in vincente e Marco Reus non si è esibito in nessuna delle serpentine grazie alle quali si è costruito un nome in Europa e in Germania.
Per non parlare di Neven Subotic e Roman Weidenfeller, la coppia più comica dai tempi di Stanlio&Ollio.

Ciò nonostante, abbiamo perso. Ed è questo che fa rabbia.
Abbiamo perso per aver cercato di vincere la partita e chiudere la qualificazione.
Non vogliatemene, non ne faccio un rimprovero a chi ha giocato ieri sera; nonostante un centrocampo palesemente spento e il povero Olivier Giroud lasciato solo a lottare contro la difesa dei vice campioni d’Europa, questo Arsenal ha rischiato (e avrebbe meritato) di vincere la partita e staccare mezzo biglietto per gli ottavi.
Una delle prestazioni meno soddisfacenti dall’inizio del campionato ad oggi ci ha permesso di giocare almeno alla pari con una delle migliori squadre d’Europa: di chi dobbiamo avere paura noi?
C’é chi su Facebook ha definito un’utopia andare a vincere a Napoli o a Dortmund, francamente per quanto visto finora possiamo vincerle pure entrambe perché anche ieri abbiamo dimostrato di avere carattere.
Siamo stati puniti per il troppo coraggio, amen.
Avremo imparato una lezione in più, però i tedeschi e più in generale gli avversari in Europa hanno capito che il piccolo Arsenal può dire la propria contro chiunque.

La strada verso gli ottavi di finale è lunga e ardua, non solo per l’Arsenal però.

COMMON ARSENAL!

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