mercoledì 30 ottobre 2013

Arsenal vs Chelsea 0-2: fuori dalla coppa di Lega, un vantaggio o un peccato?

Leggendo qualche commento e qualche blog, sono in pochi quelli dispiaciuti per l’eliminazione dei Gunners.
Io sono tra quelli.

Non mi piace dover scegliere tra i trofei in palio, non mi piace che la squadra possa non essere furiosa dopo una sconfitta e ancor meno mi piace che i tifosi possano credere che un’eliminazione sia tutto sommato benefica.

La sconfitta di ieri sera ci toglie da sotto il naso un trofeo che avremmo potuto vincere, punto.
Sarà anche la coppa di Lega, però resta un trofeo in palio e quindi come tale bisogna provare a vincerlo, a prescindere dalle priorità e dal calendario.
Abbiamo perso in casa contro un Chelsea che non ha mostrato nulla di straordinario ma ha semplicemente approfittato di due disattenzioni della difesa dei Gunners; l’Arsenal non meritava assolutamente la sconfitta – tanto meno con due gol di scarto – ma il vero problema è che non meritava nemmeno di vincere.
Se la difesa ed il centrocampo hanno fatto un buon lavoro, pur senza brillare davvero, davanti non c’è stato il minimo segno di grinta e determinazione: Nicklas Bendtner ha sempre girato al largo dell’area di rigore e non ha azzeccato praticamente nulla mentre Ryo Myiaichi non ha mai provato a saltare l’uomo, rifugiandosi nel passaggio comodo a pochi passi.
Con questa mentalità non si andrà certo lontani.
Pur avendo davanti due onesti lavoratori come Cesar Azpilicueta e Ryan Bertrand, il giapponese si è limitato a fare il compitino e non ha mostrato l’intraprendenza e il carattere che un’ala che gioca nell’Arsenal deve sempre mettere in campo.
Avrei preferito avesse provato cento dribbling e li avesse sbagliati tutti piuttosto che assistere ad una prestazione scialba e timida come quella di Ryo Myiaichi.
Dovrebbe prendere esempio da Alex Oxlade-Chamberlain e provare, provare, provare e provare anziché aver paura di sbagliare.

Non possono essere sempre i soliti noti (Santi Cazorla, Aaron Ramsey, Mesut Özil e Jack Wilshere) a caricarsi della responsabilità di creare occasioni da gol, bisgona che ognuno si prenda le proprie nella trequarti avversaria.
Ieri non è successo, Santi Cazorla si è spesso trovato solo nel provare a scardinare la difesa avversaria ed il solo aiuto sul quale poteva contare veniva dalle retrovie, con Tomas Rosicky, Aaron Ramsey e Jack Wilshere pronti ad offrire una sponda allo spagnolo.
Inutile sottolineare che se il solo aiuto possibile arriva da dietro, sorprendere una difesa come quella del Chelsea diventa una missione impossibile.
Non c’era bisogno di strafare, bastava avere un po’ di coraggio e tentare la fortuna con un dribbling, una conclusione, qualsiasi cosa.
I pochi che l’hanno fatto – e sono sempre i soliti – hanno per lo meno indirizzato il pallone verso lo specchio della porta difesa da Mark Schwarzer.
Senza fare granché, il Chelsea ha vinto e portato a casa la qualificazione al prossimo turno – non mi pare abbiano faticato granché né che abbiano registrato infortuni.
Nemmeno noi abbiamo speso troppe energie né perso giocatori per infortunio, però abbiamo una competizione in meno per la quale concorrere.
Ne è veramente valsa la pena?
Ero felice quando ho visto che la formazione titolare assomigliava molto più a quella abitualmente schierata in Champions League o Premier League piuttosto che ad un’accozzaglia di giovani promesse, purtroppo alcuni dei giocatori in campo non hanno saputo offrire un rendimento almeno accettabile per gli standard dell’Arsenal.
Giocatori già “affermati” come Aaron Ramsey e Tomas Rosicky hanno messo in campo la stessa intensità che garantiscono nelle partite di campionato, giocatori che invece possono contare solo sulla Capital One Cup hanno preso l’impegno sottogamba come primedonne arroganti.
Così non si va da nessuna parte, come ampiamente dimostrato dalla sconfitta di ieri: possiamo pensare di puntare a traguardi più affascinanti se ci facciamo eliminare in coppa di Lega senza batter ciglio?

Giriamo la pagina in fretta e pensiamo alla trasferta a casa del Liverpool, servirà tutt’altra attenzione e grinta per portare a casa un risultato positivo da Anfield.
Fortunatamente ci sono le buone prove di Thomas Vermaelen e Nacho Monreal a consolarci, la conferma che la nostra squadra è ben attrezzata per competere con le rivali in Europa e in Inghilterra.

A patto che ognuno abbia voglia di fare la propria parte.

COMMON ARSENAL!

PS: il pasticcio di Carl Jenkinson non lo commento nemmeno perché più grave di quello – che può succedere a tutti e che Fabianski avrebbe dovuto aiutare ad evitare – è il fatto che abbia smesso di giocare e collezionato solo altri errori da lì in poi.
Grave peccato di personalità, mi auguro solo che Bacary Sagna rinnovi quanto prima.

Pure il francese ha sbagliato, sbaglia e sbaglierà ma per lo meno ha il carattere necessario per non perdere completamente la testa.

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