02 ottobre 2013

Arsenal vs Napoli 2-0: frammenti di Wengerball tornano in superficie, dove può arrivare questo Arsenal?

Allora, chi aveva ragione?
Chi vi ha detto che questo Napoli è soppravvalutato?
Chi vi ha anticipato che i nostri centrocampisti avrebbero annichilitto i propri dirimpettai?

No, non c’è bisogno della standing ovation, dai!

Scherzi a parte, questo Arsenal è una vera delizia per gli occhi e sarebbe un avversario tosto per una qualsiasi delle pretendenti accreditate alla vittoria finale: ieri sera anche Bayern Monaco, Barcellona e Real Madrid avrebbero faticato a contenere la manovra degli uomini di Arsène Wenger.
Con questi presupposti, cosa avrebbe mai potuto sperare il Napoli di Miguel Britos, Giandomenico Mesto, Camilo Zuniga e Goran Pandev?
La qualità, la velocità, l’intesa e il dinamismo di Aaron Ramsey, Mesut Özil e Tomas Rosicky sono stati l’incubo peggiore dei poveri Berhami e Inler, sempre in inferiorità numerica e in perpetua difficoltà.
Naturale che il doppio vantaggio sia arrivato così presto e in maniera così spettacolare, peccato che i Gunners abbiano iniziato a rallentare troppo presto privandoci quindi di una possibile goleada.

Anzi, da una parte è meglio così visto che la squadra è corta e viene da una serie di partite molto dispendiose a livello fisico e mentale, poter allentare un po’ la tensione farà bene a chi fino a qui non ha mai tirato il fiato.
I tre punti ottenuti contro il Napoli ci proiettano in testa al gruppo F, virtualmente basteranno altri quattro punti (virgola due, of course) nelle prossime quattro partite per ottenere la qualificazione agli ottavi, il prossimo incontro contro il Borussia Dortmund potrebbe quindi già essere decisivo per il passaggio del turno.
Altri tre punti contro gli uomini di Jürgen Klöpp (e magari un contemporaneo risultato positivo dell’Olympique Marseille a Napoli) e avremmo più che un piede al turno sucessivo.
Inutile andare troppo lontani per il momento, godiamoci lo spettacolo visto ieri all’Emirates Stadium e festeggiamo il 17esimo compleanno di Arsène Wenger sulla panchina dei Gunners.
Non saremo mai grati abbastanza per la scelta fatta dal Club nel 1996, un’illuminazione senza precedenti nel calcio inglese.

Godiamoci il primo gol di Mesut Özil (e che gol!), la freddezza sottoporta di Olivier Giroud, il moto perpetuo di Aaron Ramsey e la maturità difensiva di Kieran Gibbs, abbiamo annichilito la squadra attualmente in testa alla classifica di Serie A e capace di battere il temuto Borussia Dortmund nella giornata precedente.
Credo siamo tutti ben consapevoli che questa forma sfavillante non durerà in eterno e che prima poi assiteremo a qualche prestazione deludente e qualche risultato inaspettato, sono però altrettanto sicuro che siamo tutti ben consapevoli di avere di fronte una squadra vera, un gruppo di giocatori maturi e forti pronti ad aiutarsi l’un l’altro e mostrarsi solidali.
Questo va ben al di là di qualsiasi vittoria, questo dev’essere il nostro ingrediente segreto per una stagione da protagonisti.
E questo – manco a dirlo – lo dobbiamo a quell’uomo elegante seduto in pachina da 17 stagioni.
Lui è rimasto mentre i nostri cosiddetti “eroi” andavano a cercare gloria altrove, lui si è preso gli insulti e gli schiaffi pur di proteggere quel gruppo di ragazzi che ora gli sta dando ragione.

Ora sotto con il West Brom, una trasferta complicata come ci ha dimostrato il recente incontro in Capital One Cup: forse rivedremo Santi Cazorla, forse addirittura Lukas Podolski.
Scusatemi ma mi viene già la pelle d’oca...

COMMON ARSENAL!

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