29 ottobre 2013

Emmanuel Frimpong, c’era una volta un mastino di centrocampo…

Ricordo perfettamente di essere rimasto senza parole nell’osservare l’esordio – in amichevole – di questo ragazzone nero che spazzava via qualsiasi avversario gli si ponesse di fronte, portando via il pallone prima di consegnarlo a chi di dovere.
Niente fronzoli, niente paura e un fisico che sembrava disegnato per abbattere le montagne: mi sono detto che quel ragazzo di 17 anni sarebbe potuto diventare un muro perfetto da sistemare davanti alla difesa.
All’anagrafe Emmanuel Frimpong, inglese di origine ghanese cresciuto nel vivaio dell’Arsenal a fianco di Jack Wilshere.

L’idea di vedere una coppia di centrocampo composta dal poderoso Frimpong e dal creativo Wilshere mi dava la pelle d’oca: già m’immaginavo gli esordi in coppa di Lega, poi pian piano la crescita in Premier League ed infine la consacrazione in Europa e nel mondo.
Nella mia mente tutto tornava già: dopo la coppia francese composta da Manu Petit e Patrick Vieira, ecco gli eredi inglesi che vanno a conquistarsi i maggiori trofei come i propri predecessori; due forze complementari e indissolubili, un’intesa innata e un futuro brillante davanti ad entrambi.
A vederli adesso, non sembra nemmeno provengano dallo stesso pianeta – eppure c’è stato un momento in cui i due, pur con caratteristiche diametralmente opposte, hanno dato l’impressione di poter diventare due titolari inamovibili dell’Arsenal.
Purtroppo il seguito della storia non ha mantenuto le promesse, Emmanuel Frimpong è stato vittima di due serissimi infortuni alle ginocchia e ha passato quasi due stagioni intere in infermeria; non basta per spiegare l’involuzione del centrocampista, però bisogna tenerne conto.
Nel momento di massima fiducia, prima uno per l’altro legamento hanno fatto crac e addio al treno che portava in prima squadra.
Mentre il suo amico Jack Wilshere debuttava con la maglia dell’Arsenal, faceva faville in prestito al Bolton e si ritagliava un posto da titolare tra i grandi, Emmanuel Frimpong si operava, tornava a buoni livelli durante il prestito ai Wolves (dov’è ancora ricordato come un idolo) e passava una seconda volta sul tavolo operatorio.

Non è mai più tornato ai livelli promettenti di quell’inizio di stagione, si è fatto risucchiare da troppe polemiche via Twitter ed ecco che il promettente mastino di centrocampo è diventato una maschera, un personaggio folkloristico e non più quel talento che avevo ammirato contro il Barnet.
Incredibile credere che ad appena 21 anni la carriera di Emmanuel Frimpong sia finita (all’Arsenal, s’intende) perché il talento e la voglia erano tante.
Gli restano pochi mesi per tornare ad essere un calciatore e provare a riconquistare la fiducia di un Arsène Wenger che non lo vede più – come dimostrato dalla non convocazione per la sfida di stasera contro il Chelsea.
Emmanuel Frimpong ha la fortuna di avere l’alsaziano come manager perché é certo di avere ancora una possibilità, come dimostrato dalla vicenda di Nicklas Bendtner: il danese non è potuto partire durante l’estate e, anziché ammuffire in tribuna, è stato ributtato nella mischia da Arsène Wenger.
Sappiamo tutti fin troppo bene quale fosse la situazione dell’attaccante prima del “nuovo” debutto contro il West Brom – e non è tanto differente da quella di Emmanuel Frimpong.
La speranza – infinitamente piccola – c’è ancora per il ghanese.

La mia paura è che il centrocampista non voglia coglierla, e allora l’incredibile spreco sarà solo responsabilità sua.

COMMON ARSENAL!

(e STAY DENCH!)


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