10 ottobre 2013

Pensieri sparsi a proposito di Jack Wilshere, Bacary Sagna, Aaron Ramsey e Arsène Wenger

Pur senza partite ufficiali all’orizzonte, la settimana in casa Arsenal è stata – direttamente o indirettamente – tutt’altro che noiosa.
Tra dichiarazioni, premi, pettegolezzi e quant’altro, i Gunners sono riusciti a prendersi le prime pagine dei giornali anche senza toccare un pallone.

Anche questa è classe...

Partendo dalle belle notizie, Aaron Ramsey è stato nominato giocatore del mese in Premier League e Arsène Wenger ha messo le mani sul titolo di manager del mese; merito per il primo dei 5 gol segnati in 6 partite durante il fantastico mese di Settembre, mentre l’alsaziano ha visto premiate la sei vittorie consecutive della sua squadra, compreso il passaggio del turno ai rigori in Capital One Cup contro il  West Brom.
Era un bel pezzo che in casa Arsenal non si festeggiava una doppietta del genere, l’ultima risale infatti al 2007 quando Cesc Fàbregas e (ovviamente) Arsène Wenger avevano spopolato tra i giurati della Premier League.
Avanti così, la speranza è di vedere ancora tanti “piccoli” premi come questi perché significherebbe avvicinarsi sempre di più al “grosso” premio di fine stagione.

Alla rubrica Pettegolezzi e Invenzioni, invece, troviamo la notizia secondo la quale Bacary Sagna avrebbe deciso di non rinnovare il proprio contratto con l’Arsenal, in scadenza a fine stagione.
Secondo il Daily Mail e altri tabloid, il terzino si sarebbe deciso a tornare in patria e continuare la carriera da difensore centrale, ruolo per il quale all’Arsenal sarebbe fin troppo chiuso da Per Mertesacker, Thomas Vermaelen e Laurent Koscielny.
Da qui la notizia che Arsène Wenger abbia sguinzagliato i propri osservatori per trovare un rimpiazzo all’altezza, lasciando quindi sottintendere che Carl Jenkinson non lo soddisfi ancora del tutto.
Il nocciolo del problema, tuttavia, sarebbe più economico che tecnico dato che – come ampiamente previsto – Arsène Wenger è disposto ad offire a Bacary Sagna un contratto di un anno alle stesse cifre attuali, mentre il difensore vorrebbe un accordo più lungo e più remunerativo.
Pare – PARE – che Bacary Sagna abbia in passato rifiutato la corte di Manchester City e Real Madrid e che quindi ora voglia battere cassa in sede di trattativa.
Sarebbe un peccato se uno come Bacary Sagna, esperto e tornato affidabile, decidesse di partire ma vista la piega che prendono le cose, il quadretto ricorda da vicino la telenovela del (mancato) rinnovo di William Gallas.
Non bisogna dimenticare che stiamo parlando del Mail e che non esiste la minima citazione all’interno dell’articolo – se non le ben conosciute fonti interne – perciò è possibilissimo che in questo momento Bacary Sagna e Arsène Wenger siano seduti ad un tavolo con una penna in mano!
Spero sia davvero così, Bacary Sagna è uno dei veterani della squadra e sarebbe ottimo se restasse ancora un paio d’anni.

Capitolo delle polemiche, ora: Jack Wilshere è entrato a piedi uniti nel dibattito riguardante la possibilità di una futura convocazione di Adnan Januzaj nella nazionale inglese.
Come sempre, il buon Jack ha fatto di tutto per non passare inosservato ed è riuscito nell’impresa, finendo invischiato in una diatriba con il presidente della FA, stelle di svariati sport e vecchie leggende calcistiche di differenti origini – fino a terminare la centro di un articolo quantomeno di cattivo gusto di La Repubblica, a firma Franceschini.
Gli hanno dato del razzista, del nazionalista, dell’ignorante e quant’altro, però nessuno ha pensato di riportare esattamente le parole tanto insopportabili pronunciate dal centrocampista dell’Arsenal.

Jack Wilshere si è detto contrario alla convocazione di giocatori i quali, in età ADULTA, passano cinque anni in un paese e ne ottengono il passaporto.
Un discorso che mi trova più che d’accordo e che non ha niete da spartire con il colore della pelle e l’origine della persona.
Per portare il discorso verso l’Italia, un Ogbonna o un Balotelli sono nati in Italia e sono italiani tanto quanto un Buffon o un Chiellini, anche se di origine diversa rispetto a questi ultimi, e non sono nemmeno lontanamente sfiorati dal discorso di Jack Wilshere.
Un Mauro Camoranesi o un Amauri, invece, sono nati e cresciuti altrove e sono sbarcati in Italia per opportunità (nel senso della possibilità dovuta al loro talento), hanno passato qualche anno in Italia e ne hanno ottenuto la nazionalità, per poi essere convocati in Nazionale.
Soprattutto nel caso di Mauro Camoranesi, ricordo benissimo il tira e molla in attesa di capire se potesse arrivare la chiamata dalla nazionale argentina prima di accettare la convocazione in azzurro: sono questi i comportamenti da evitare a tutti i costi.
E sono questi i comportamenti che non piacciono a Jack Wilshere, leggendo le sue dichiarazioni.
Come ha detto, il fatto di giocare cinque anni in Spagna non farebbe di lui uno spagnolo né lo inciterebbe a giocare per la Roja.
Un discorso tutt’altro che scandaloso, frasi condivisibili di cui si è estrapolata solo la prima (l’Inghilterra agli Inglesi!) per farne un titolone e vendere tante copie.

Niente di nuovo sotto il sole, la stampa britannica ha sempre adoperato certi metodi, ma quel che sorprende è l’eco avuto in Italia da questa notizia e il commento di La Repubblica a proposito.

Se ci pensate bene, Adnan Januzaj è nato in Belgio da genitori albanesi e kosovari, è cresciuto in Belgio ed è sbarcato a Manchester due anni fa: in cosa sarebbe inglese questo ragazzo?
Che legami ha con l’Inghilterra, almeno per ora?
Più che naturale che il commissario tecnico del Belgio lo abbia convocato, perchè ha rifiutato la chiamata?
Perché si sente inglese o perché l’idea di giocarsi un Europeo o un Mondiale con l’Inghilterra gli sembra più allettante?

Fine della polemica sulla polemica, è ora di concentrarsi sugli scongiuri necessari ad evitare un qualsiasi infortunio ad un giocatore dell’Arsenal durante la pausa per gli impegni delle Nazionali.

COMMON ARSENAL!

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