giovedì 24 ottobre 2013

Una sconfitta è merce rara di questi tempi, allora parliamone...

Raramente avevo assistito ad un tale dibattito a proposito di una sconfitta, quindi vorrei approfondire qualche punto.
Le versioni dei fatti e le spiegazioni si sono moltiplicate negli ultimi giorni, tra chi rendeva onore ad un Borussia Dortmund e chi – come me – non ha potuto esimersi dal far notare come i vice campioni d’Europa abbiamo offerto un gioco brillante solo inizialmente, subendo l’avversario per buona parte della ripresa.
Io faccio parte di coloro che si aspettavano molto di più da una squadra dipinta come una delle migliori d’Europa e per questo motivo la sconfitta è difficile da digerire; resto infatti convinto che sia stato più per demeriti dell’Arsenal che per meriti degli uomini di Jürgen Klöpp se la partita è terminata com’è terminata, però ovviamente potrei sbagliarmi.

Potrei non aver notato la prestazione ineccepibile di Mats Hummels o il grande lavoro in attacco di Robert Lewandowski; potrei non aver fatto caso al pressing che ha impedito al centrocampo dell’Arsenal di giocare come sappiamo; potrei non aver colto a sufficienza l’efficacia dei due terzini tedeschi ma fatto sta che – con i miei occhi da tifoso – ho soprattutto visto un certo disordine tattico sulla trequarti, alcune difficoltà fisiche a centrocampo e nessuno sfondamento sulle fasce; tuttavia, ho visto anche un centravanti in grande spolvero e una coppia centrale difensiva che ha chiuso tutti gli spazi ad uno degli attaccanti più prolifici d’Europa.
Ho certamente notato l’incredibile facilità con cui Tomas Rosicky, Jack Wilshere e Aaron Ramsey hanno regalato tanti palloni all’avversario, anche e soprattutto quando completamente liberi; ho visto con quanta testardaggine Mesut Özil e Jack Wilshere abbiano insistito nell’accentrarsi anziché provare a sfondare sull’esterno –più per natura che che cattiva volontà – e ho visto come spesso Bacary Sagna e Kieran Gibbs non siano stati premiati nelle loro sovrapposizioni, rendendo vane tante delle corse ognuno lungo la propria fascia di competenza.

Il Borussia Dortmund ha aspettato pazientemente e si è limitato a chiudere gli spazi sulla propria trequarti, creando così i presupposti perché i giocatori dell’Arsenal finissero col perdere il pallone a causa dell’intenso traffico.
Una tattica più che lecita (e vincente) ma che certamente non mi aspettavo fosse così sistematica da parte di una squadra che si autoprofessa intraprendente e propositiva.
Le mie critiche a Jürgen Klöpp si concentrano proprio qui e non sono nemmeno indirizzate direttamente a lui, quanto piuttosto a quegli osservatori e giornalisti che dipingono questo Borussia Dortmund in una maniera che non sempre riflette la realtà del campo.
L’atteggiamento dei tedeschi – ad esclusione dei primi venti minuti – non è nè innovativo nè impressionante, è solamente un vecchio canovaccio tattico che vediamo sistematicamente applicato dalle squadre in visita all’Emirates Stadium.
Il Bayern Monaco che ci ha rifilato tre gol (ed è andata bene così) l’anno scorso non è nemmeno paragonabile a questo Borussia Dortmund: i bavaersi sono arrivati a Londra e ci hanno sequestrato il pallone, sovrastato a livello fisico e surclassato a livello tattico, impartendo una durissima lezione ai ragazzi di Arsène Wenger.
Ci sono state poche squadre che sono arrivate all’Emirates Stadium e hanno dominato la partita – a memoria ricordo il Barcellona di Ibra nel 2011, con un Almunia incredibile ed un pareggio che più insperato non si può e lo United di Cristiano Ronaldo e Tevez nella seminfinale del 2009, finita con un netto 3-1 per gli uomini di Ferguson, oltre al già citato Bayern di Heynckes l’anno scorso.

Fossimo stati surclassati avrei reso onore all’avversario.
Ma non è stato il caso martedì sera.

Saremmo potuti essere meno ingenui e accontentarci di un pareggio più che acquisito, probabilmente.
Avremmo sette punti e ne avremmo conservati tre di vantaggio sui tedeschi.
La sicurezza con cui stavamo giocando e la sempre maggiore pressione dalle parti di Weidenfeller però sembrava sul punto di dare i frutti sperati, perché fermarsi?
La traversa di Santi Cazorla sembrava il preludio alla vittoria e conseguente “mezza” qualificazione, chi in quel momento avrebbe potuto pensare ad un Borussia Dortmund anche solo in grado di  immaginare di tornare in vantaggio?
Un pallone perso ha fatto tutta la differenza, una sovrapposizione di Bacary Sagna non premiata ed ecco che è arrivata la sconfitta.

Vorrei fosse chiaro che il Borussia Dortmund di martedì sera ha fatto una partita onesta, operaia e attenta – niente di più.
Elogiamo gli avversari quando sono migliori di noi, non a prescindere come successo dopo la partita contro gli uomini di Jürgen Klöpp.
I giocatori del Borussia Dortmund sono certamente eccezionali, però non lo sono stati contro l’Arsenal.
Non lo è stato Hummels, non lo è stato Lewandowski e non lo è stato nemmeno Reus.
Forse anche per merito dei nostri, che tanto male non sono dopotutto.

La partita di Champions League l’ha persa l’Arsenal, non l’ha vinta il Borussia Dortmund.
Una sottile ma allo stesso tempo fondamentale differenza che mi permette di essere ottimista per il futuro.

COMMON ARSENAL!!!

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