07 ottobre 2013

West Brom vs Arsenal 1-1: i Gunners rallentano il passo ma conservano il primo posto, è ora di tirare il fiato

Un pareggio giusto, ottenuto con grande volontà e guadagnato contro una squadra che può anche chiamarsi W.B.A ma da qualche settimana gioca un calcio piacevole ed efficace.
Basta chiedere al Manchester United, battuto in casa dagli uomini di Steve Clarke non più di una settimana fa.

Non la migliore prestazione possibile da parte degli uomini di Arsène Wenger, però una dimostrazione di carattere e determinazione che conferma la maturità dei giocatori.
Le prime battute sembravano far presagire un’altra vittoria per l’Arsenal, man mano che i minuti scorrevano però i padroni di casa hanno guadagnato terreno e chiuso ogni spazio alle avanzate (sempre più confusionarie, ad onor del vero) di Mikel Arteta e compagni.
Proprio qui – nella zona di competenza dello spagnolo – risiede la causa della poca efficacia nel gioco dei Gunners: lo spostamento sull’esterno sia di Jack Wilshere che  - soprattutto – di Aaron Ramsey ha privato l’Arsenal di un incursore che andasse a pressare la coppia centrale avversaria, formata dai mastini Youssouf Mulumbu e Claudio Yacob, bravi in interdizione ma non eccelsi nell’impostazione.
La presenza in contemporanea di Mathieu Flamini e Mikel Arteta ha tolto profondità agli attacchi dell’Arsenal, creando un vuoto spesso incolmabile tra i due centrali di centrocampo e Mesut Özil – trovatosti spesso solo e ingabbiato nella morsa dei due mediani avversari.
Senza uno specialista di quello che nel basket si chiama pick&roll come Aaron Ramsey, la manovra è risultata spesso statica e contro un avversario molto compatto e organizzato come il West Brom è fondamentale saper muovere rapidamente uomini e pallone per trovare qualche spazio invitante.

Senza velocità e dinamismo è impossibile passare per vie centrali – come avrebbe voluto fare l’Arsenal, vista l’assenza di ali vere e proprie – e, al contrario, si favorisce il gioco in contropiede che si adatta perfettamente agli uomini a disposizione di Steve Clarke.
La rapidità di Amalfitano, Anelka E Sessegnon ha infatto messo in grossa difficoltà la retroguardia dei Gunners (soprattutto dalla parte di Carl Jenkinson) e fatto la differenza nel primo tempo, chiuso meritatamente in vantaggio dai padroni di casa.
Viste le difficoltà tattiche e fisiche, la reazione degli uomini di Arsène Wenger è ancora più apprezzabile perché – come sappiamo fin troppo bene – spesso l’Arsenal ha perso malamente partite come quella di ieri.
Incassato il gol, i Gunners si sono rialzati anziché afflosciarsi come accaduto troppo spesso e hanno saputo prima rimettere la sfida in parità poi cercare anche la vittoria con un paio di occasioni molto ben propiziate da Jack Wilshere, apparso tonificato dal gol segnato nella ripresa.
Non fosse stato per il tempismo di Myhill, Olivier Giroud avrebbe potuto facilmente trovare il gol vincente e regalare altri tre punti all’Arsenal – un risultato che, se vogliamo essere onesti, non sarebbe stato del tutto meritato.

Adesso spazio alle qualificazioni al Mondiale in Brasile e poi sotto con Norwich, Borussia Dortmund e Crystal Palace prima di affrontare un mese d’inferno tra campionato e Champions League.
Per fortuna al rientro ci saranno di nuovo Santi Cazorla, Yaya Sanogo, (forse) Lukas Podolski e (forse) Theo Walcott. Niente male come preparazione alle sfide più importanti di questo primo scorcio di stagione.

COMMON ARSENAL!


PS: TOP OF THE LEAGUE, nel caso lo abbiate dimenticato...

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