18 novembre 2013

Alisher Usmanov e...il Fatto Quotidiano?!

Sono rimasto non poco sorpreso quando, sfogliando l’edizione online de Il Fatto Quotidiano, mi sono imbattuto nell’articolo scritto da  Anna Lesnevskaya a proposito di Alisher Usmanov e la sua crescenteinfluenza nel Club.
Non mi aspettavo che l’Arsenal figurasse in un giornale che di solito tratta in maniera marginale le vicende sportive italiane – figuriamoci quelle estere – e quindi ho voluto approfondire un po’ e mi sono letto le considerazioni di questa giornalista la quale, a dirla tutta, non ha tirato fuori la più fresca delle notizie.
L’ascesa di Alisher Usmanov dura da tempo e il suo nome non è certo nuovo nel nord di Londra, anzi: prima della definitiva cessione a Stan Kroenke, il milionario uzbeko è stato più volte vicino a compiere il salto decisivo e diventare il proprietario del Club – salvo essere sempre respinto dal direttivo ad ogni tentativo.

Questo articolo mi ha offerto lo spunto per tornare ancora una volta ad occuparmi di questo personaggio dai contorni molto sfuocati – come sottolineato ampiamente anche dall’articolo de Il Fatto Quotidiano – e provare a mettere sulla bilancia i pro e i contro di un suo ingresso nel Direttivo, che sarebbe in un modo o nell’altro prorompente.

La questione è sempre la solita: continuare con Kroenke e la filosofia della gestione sostenibile oppure cambiare l’orientazione delle vele e mettere la prua in direzione di traguardi infiniti grazie ai rubli di Usmanov?
Inutile nasconderlo, con un budget pari a quello del Chelsea e del Manchester City è molto più facile arrivare a vincere la Premier o la Champions League.
Si può discutere circa il piacere che se ne possa ricavare, però la squadra che ha in panchina Samuel Eto’o è avvantaggiata rispetto a quella che ha Nicklas Bendtner.
Proprio di questo vorrei discutere: tralasciate per un istante la faccia da padrino di Usmanov, tralasciate il modo in cui ha accumulato tutti questi soldi e tralasciate pure le polemiche che un suo ingresso trionfante nel Club alimenterebbe.

Per qualche minuto soltanto, concentratevi UNICAMENTE sui vantaggi che il suo portafogli ben fornito porterebbe alla squadra: pensate alle sessioni di mercato durante le queli i nomi più altisonanti verrebbero accostati (in maniera credibile!) all’Arsenal; pensate ad Arsène Wenger che si volta verso la panchina in cerca di soluzioni e trova Olivier Giroud, Theo Walcott e Laurent Koscielny perché in campo ci sono Robert Lewandowski, Juan Mata e Thiago Silva; pensate ad una finale di Champions League ancorata sull’uno a uno e che Arsène Wenger possa dare istruzioni al quarto uomo per sostituire Cesc Fàbregas con Santi Cazorla; pensate ad una Premier League nella quale Manchester City e Chelsea non avrebbero più nessun fascino nei confronti dei giocatori perché non potrebbero più nemmeno contare sul profumo dei soldi per attirare calciatori da ogni parte del globo.
Pensate ad un Arsenal che in panchina ha la genialità e reputazione di Arsène Wenger, in tribuna un uomo dalla fortuna quasi incalcolabile che non vede l’ora di staccare qualche assegno e in campo i giocatori più forti del pianeta.
Siate onesi, davvero non vi stuzzica una prospettiva del genere?

Bene, adesso che vi siete concentrati su tutte queste belle cose tornate coi piedi per terra e riflettete sulle conseguenze che l’ingresso in società di questo losco figuro: Arsène Wenger – se non se ne va di suo – sarebbe cacciato alla prima serie di partite non vinte e come lui tutti i suoi successori; i vari Carl Jenkinson, Serge Gnabry, Ryo Myiaichi, Chuba Akpom e Geodion Zelalem sarebbero spediti in prestito ovunque per poi essere ceduti definitivamente vista la concorrenza di ultratrentenni strapagati; la reputazione del Club sarebbe spazzata via in un lampo e l’Arsenal diventerebbe semplicemente uno dei tanti Club giocattolo di uomini di mezz’età talmente ricchi da non poter semplicemente giocare a Football Manager come tutti; l’orgoglio e il senso di appartenenza a qualcosa di più grande che un semplice Club sarebbe cancellata in un secondo per via dell’appiattimento dello status del Club stesso.


I due piatti della bilancia sono riempiti, io vedo chiaramente da quale pende la mia.
E la vostra?


COMMON ARSENAL!

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