25 novembre 2013

Arsenal vs. Southampton 2-0: velocità di crociera impostata, chi riesce a seguire?

Indicata alla vigilia come una partita più complicata di quanto il nome dell’avversario potesse lasciar credere, la sfida con il Southampton si è confermata ostica e delicata – eppure ancora una volta l’Arsenal ha disinnescato con brio la trappola che gli si è parata davanti.
Gli uomini di Mauricio Pochettino hanno lottato, creato grattacapi con ripartenze veloci e testato a tre riprese i riflessi di Wojciech Szczesny ma si sono dovuti arrendere alla perfetta organizzazione dei Gunners, alle trame offensive disegnate con precisione da Aaron Ramsey, Jack Wilshere e Mesut Özil e hanno pagato a carissimo prezzo le sporadiche disattenzioni difensive – come succede sempre a chi affronta una grande squadra.

Precedentemente all’errore di Boruc e conseguente gol del vantaggio siglato da Olivier Giroud , i Saints sono stati salvati da due legni che gridano ancora vendetta per come sono arrivati: prima un delizioso pallonetto dalla linea di fondo di Jack Wilshere, poi un sontuoso colpo di tacco da centro area di Aaron Ramsey sono stati sul punto di far esplodere l’Emirates Stadium ma entrambi hanno dovuto pagare un dazio estremamente salato alla sorte.
Colpi come quelli provati dall’inglese e dal gallese nascono da un livello di fiducia e autostima altissimi e sono segno, soprattutto per quanto riguarda Jack Wilshere, di un ritrovato entusiasmo e quindi di ottimo auspicio per il proseguio della stagione – già a partire dalla sfida di martedì contro l’Olympique Marseille in Champions League.
Il finale sarebbe potuto essere estremamente palpitante – come spesso accade quando il vantaggio è striminizito – ma un’ottima chiamata arbitrale ha permesso a Olivier Giroud di trasformare il calcio di rigore assegnato per una vistosa trattativa di Fonte ai danni di Per Mertesacker e chiudere definitivamente la partita.

L’Arsenal è ripartito quindi, cancellando l’immeritata sconfitta incassata a Old Trafford, e ha incrementato ulteriormente il vantaggio in classifica approfittando del pareggio tra Liverpool e Everton, portandolo a quattro punti.
Da inizio campionato sono i Gunners a dettare il ritmo davanti a tutti e a quanto si vede sono davvero in pochi a poter restare in contatto con gli uomini di Arsène Wenger eppure – come da prassi – l’Arsenal è sempre più snobbato da osservatori ed esperti.
Meglio così, che i fari stiano puntati sul Manchester City di Manuel Pellegrini (quattro sconfitte su sei trasferte finora) o sul Chelsea di José Mourinho mentre Thomas Vermaelen e compagni continuano a passo di marcia nell’ombra.

Noi continuiamo a pensare solo ed esclusivamente alla prossima partita, concentriamoci sulla visita che un Olympique Marseille piuttosto rimaneggiato e demotivato ci renderà martedì sera: una partita che per assurdo è la più complicata affrontata fino a qui in Champions League perché un qualsiasi altro risultato che non sia la vittoria complicherebbe tantissimo la qualificazione agli ottavi.
Una partita tanto facile da essere proibitiva se non affrontata con la giusta tensione.

Ma di questo parleremo domani...

COMMON ARSENAL!

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