venerdì 1 novembre 2013

Preview, Arsenal vs. Liverpool: primo passo di questa camminata avventurosa, arrivano i Reds

Si sta parlando talmente tanto di come l’Arsenal affronterà questo periodo terribile che son già stufo di commenti, previsioni e pareri di esperti come Alan Hansen!
Ne ho piene le scatole di sentire che crolleremo, che la verità sulle reali possibilità dei Gunners verrà svelata e che tutto il mondo capirà che non siamo altro che un fuoco di paglia.

A sentire gli osservatori, siamo in cima alla classifica solo perché abbiamo avuto un calendario facile e finiremo al tappeto non appena incontreremo una squadra forte.
È vero, il calendario non è stato proibitivo ma alla fine le partite diventano facili solo una volta che le hai vinte: chi vuole spiegarlo a Brendan Rodgers (pareggio a Swansea, sconfitta in casa contro il Southampton), Manuel Pellegrini (sconfitto a Cardiff), David Moyes (dopo la sconfitta interna con il West Brom ho perso il conto delle figuracce) e José Mourinho (sconfitto a Goodison Park)?
Noi abbiamo meramente fatto il nostro dovere e quindi siamo in cima alla classifica, con buona pace dei commentatori.
A volte abbiamo offerto un calcio spettacolare e altre abbiamo saputo soffrire in giornate non brillantissime, portando a casa il risultato pieno sette volte su nove; a volte abbiamo vinto grazie alla qualità e a volte grazie ad un carattere d’acciaio e in ogni caso mai abbiamo dovuto ringraziare un episodio fortunato.

Non è colpa nostra se fino ad ora non abbiamo ancora incontrato nessuna delle rivali per il titolo e non bastano certo le due sconfitte contro Borussia Dortmund e Chelsea per determinare se l’Arsenal ha una possibilità contro squadre di eguale rango (superiore, direbbe Alan youdontwinanythingwithkids Hansen).
In entrambi i casi abbiamo regalato uno dei due gol incassati, mentre il secondo è arrivato da una prodezza individuale – Juan Mata – o da un contropiede sul finale di partita – Lewandowski.
In entrambi i casi abbiamo giocato con personalità, concesso pochissimo agli avversari e offerto una prestazione più che sufficiente per portare a casa un pareggio, anche se poi gli episodi ci hanno sfavorito nel risultato.

Avanti con il Liverpool allora, poi la trasferta in Germania ed infine un bel viaggetto a Old Trafford – dove non vinciamo da un po’ – e vedremo in che posizione saremo una volta usciti da questo Novembre tanto minaccioso.
Anche nel peggiore degli scenari, saremmo a stretto contatto con la vetta della classifica: due sconfitte contro gli uomini di Brendan Rodgers e contro i Red Devils (e altrettante vittorie di TUTTE le avversarie) ci lascerebbero ad un massimo di quattro punti di distacco dal primo posto – tutt’altro che un dramma insomma, tenendo conto tra l’altro che parliamo della peggiore delle ipotesi.
Per quanto riguarda la Champions, perdendo a Dortmund potremmo ritrovarci terzi a tre punti di distacco dalla qualificazione (dando per scontata la vittoria del Napoli sull’Olympique Marsiglia) e quindi avremmo la possibilità di giocarci la qualificazione al San Paolo, forti del risultato positivo all’andata che ci posiziona mezzo passo avanti rispetto al Napoli anche nel caso gli uomini di Benitez vincano a Dortmund. Se i tedeschi vincono e noi battiamo i francesi all’Emirates, basterebbe un punto in Italia per accedere agli ottavi di finale.
Anche qui nessuna tragedia insomma, nella peggiore delle ipotesi avremmo un cammino complicato ma resteremmo padroni del nostro destino.
E se – per culo, magia, volere divino, coincidenze astrali o misteri degni di Adam Kadmon, ma MAI per merito, per carità! – dovessimo portare a casa punti dalle prossime tre partite?
Lo so che per Alan Hansen è uno scenario fantascentifico, però che succederebbe a quel punto?
Non dico fare nove punti, ma raccoglierne qua e là a dispetto di previsioni varie quanti ne bastano per scacciare i demoni di una stagione fallimentare (già a Novembre?!) che aleggiano sulla testa dei nostri ragazzi.
È difficile – forse improbabile – ma di certo non impossibile visto come si esprime la squadra dall’inizio della stagione e visto l’impressionante serie positiva registrata lontano dall’Emirates da qualche mese a questa parte.
Abbiamo perso brillantezza e rapidità, troppi infortuni hanno impedito una buona rotazione della squadra eppure eccoci sempre lì a guidare le danze in Premier League e in Europa: se per culo, magia, volere divino, coincidenze astrali o misteri degni di Adam Kadmon ritroviamo un minimo di ritmo proprio ora, che succede?
Come se la caverebbero Lucas Leiva, Jordan Henderson, Neven Subotic, Tom Cleverley o Phil Jones di fronte all’imprevedibilità di Mesut Özil, Santi Cazorla, Jack Wilshere e Aaron Ramsey?
Chi ne controllerebbe gli inserimenti sulle sponde di un Olivier Giroud sempre più efficace spalle alla porta?

Francamente, se per noi  il compito è arduo per gli avversari non sarà proprio una passeggiata.
Saranno partite combattute, incerte, magari non bellissime e potremmo anche perderle – ma son sicuro che saremo un osso duro da battere per chiunque.
E per quelli che si preoccupano del rendimento dell’Arsenal durante l’odiato mese di Novembre, ricordate che l’anno scorso abbiamo perso solo una volta, 1-2 contro lo United in campionato, a fronte di due vittorie e quattro pareggi mentre la stagione precedente ci siamo inclinati solo contro il City in Carling Cup, schierando una formazione piena di riserve, registrando tre vittorie e due pareggi nei restanti incontri.
Perchè Novembre fa così paura, quindi?

Nella consueta conferenza stampa pre-partita Arsène Wenger ha confermato che solo Mikel Arteta è disponibile tra coloro che non hanno giocato in Capital One Cup, quindi tutti i lungodegenti sono ancora fuori, Serge Gnabry compreso.
La buona notizia è che Mathieu Flamini è vicino al rientro (settimana prossima ad Old Trafford) e Theo Walcott migliora di giorno in giorno, che tradotto vorrebbe dire che tra due settimane al massimo dovrebbe essere di nuovo disponibile.
Infortunati o no, gli uomini per lottare li abbiamo e quindi bando alle ciance e dimentichiamo ogni alibi.
Non avremo un gioco scintillante sugli esterni ma abbiamo abbastanza qualità per dare fastidio a qualsiasi difesa, a patto di togliere quello stramaledetto freno a mano che ci ha impedito di proporre un gioco frizzante nei pressi dell’area di rigore avversaria.

Questo l’undici titolare che mi aspetto di vedere in campo contro il Liverpool:
Szczesny, Sagna, Mertesacker, Koscielny, Gibbs, Ramsey, Arteta, Wilshere, Özil, Cazorla, Giroud.
A disposizione: Fabianski, Jenkinson, Monreal, Vermaelen, Rosicky, Ryo, Bendtner.

COMMON ARSENAL!

2 commenti:

  1. Ho scoperto da poco questo Blog e faccio i complimenti all'autore! Finalmente (visto che non bazzico l'inglese, purtroppo) un articolo in italiano che mi informi sulla squadra che seguo in Inghilterra e a cui mi appassiono sempre più! Una domanda: ma Arteta non è squalificato? Notizia di poco fa è che Wilshere non sarà della partita causa infortunio alla caviglia!!

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  2. Grazie! Sono felice che ti piaccia - il blog è anche su Twitter (@ClockEndItalia) e ha una propria pagina su Facebook.
    Oggi festeggiamo due anni esatti dall'apertura del blog, speriamo i ragazzi ci permettano di festeggiare con una bella vittoria...
    Mikel Arteta ha scontato la squalifica contro il Chelsea in Capital One Cup, quindi è di nuovo disponibile per stasera; Jack a quanto pare si è infortunato in allenamento, molto probabile che non ci sia visto che Arsène Wenger ha convocato Austin Lipman della U21.
    Peccato per Wilshere, ci mancherà il suo cambio di passo e la sua grinta.

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