26 novembre 2013

Preview, Arsenal vs. Olympique Marseille: la partita della paura

Esiste qualcosa di peggio del dover affrontare un avversario senza nessuna pressione, nessuna aspettativa e nessun obbligo mentre tu non puoi permetterti nient’altro che non sia una vittoria?
Largamente favoriti, i Gunners stasera hanno solo ed esclusivamente da perdere nella sfida con l’Olympique Marsiglia – già eliminato anche dalla corsa per un posto in Europa League; uno scenario che è lungi dall’essere ideale per Arsène Wenger e i suoi ragazzi, un ennesimo esame di maturità al cui varco sono accovacciati tutti gli Alan Hansen di questo mondo – ancora in attesa del famigerato scivolone che mostrerà a tutti la vera faccia di questo Arsenal.

 Un’attesa che – per come la vedo io – può restare ancora molto lunga.

La partita di stasera sarebbe stata complicata a prescindere dalla situazione dell’Olymnpique Marsiglia, come visto con fin troppa chiarezza durante la gara di andata, quando gli uomini di Elie Baup si sono mostrati pericolosi giocando con intensità e spirito di squadra.
Allora, al Vélodrome, ci sono voluti in guizzo di Theo Walcott e una progressione inarrestabile di Aaron Ramsey per piegare la resistenza dei francesi – e la vittoria è stata per lunghi tratti più vicina a Mandanda e colleghi piuttosto che ai Gunners.

Stasera, per quanto i francesi non abbiano più nulla da chiedere alla partita, non saré certamente diverso.
Solo gli uomini di Arsène Wenger potranno cambiare il copione della partita andando a segno presto e spegnendo così ogni velleità dell’avversario; senza un primo colpo di cannone sparato all’inizio della contesa, la partita rischia di complicarsi con il passare dei minuti: non tanto per le qualità dell’avversario – che sono comunque da temere – quanto per il nervosismo che potrebbe attanagliare i giocatori ad ogni minuto trascorso senza trovare il vantaggio liberatorio.

Il timore principale, per quanto mi riguarda, è l’ormai celebre sindrome da freno a mano che saltuariamente colpisce i giocatori dell’Arsenal e impedisce l’espressione di quel gioco dominante, arioso ed efficace che ha spesso fatto le fortune dei londinesi.
Conto sull’esperienza di Arsène Wenger e sulla determinazione di una squadra sempre più matura per disinnescare i timori della vigilia e lasciare libero sfogo al talento dei gicoatori in campo.
Una vittoria stasera potrebbe non voler dire proprio nulla ma di certo una sconfitta avrebbe conseguenze nefaste nella corsa alla qualificazione per gli ottavi di Champions League.
 Per ottenere la qualificazione con un turno di anticipo servirebbe la vittoria del Napoli contro il Borussia Dortmund, il che ci permetterebbe di andare a Napoli con la consapevolezza che un pareggio ci confermerebbe capolista del girone.
Ipotesi possibile più che probabile ma in primis inutile se non sapremo battere l’Olympique Marseille questa sera all’Emirates Stadium.
Pensiamo a questo, pensiamo a come battere i francesi e tenerci in mano le carte migliori per la qualificazione – a prescindere da ciò che succederà altrove.

Arsène Wenger ha confermato di non avere novità dall’infermeria – spegnendo quindi il prematuro entusiasmo generato dalla presenza di Lukas Podolski all’ultimo allenamento – e di avere di nuovo a disposizione Mathieu Flamini dopo la squalifica in campionato.
Mi aspetto che il francese parta titolare al fianco di Aaron Ramsey, con Arteta dirottato in panchina dopo la botta rimediata contro il Southampton, e personalmente mi aspetto una grande prestazione sia da Jack Wilshere che da Santi Cazorla, entrambi in netta progressione nelle ultime partite.

Questa la formazione che (credo) Arsène Wenger manderà in campo stasera:

Szczesny, Sagna, Mertesacker, Koscielny, Gibbs, Flamini, Ramsey, Özil, Cazorla, Wilshere, Giroud.
In panchina: Fabianski, Monreal, Vermaelen, Arteta, Rosicky, Walcott, Bendtner.

COMMON ARSENAL!

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