19 dicembre 2013

Arsène Wenger tuona, dov’è la difesa dell’Arsenal?


Fateci caso, negli ultimi quattro giorni Arsène Wenger ha rilasciato due interviste al sito ufficiale del Club e durante entrambe – per quanto riguardassero argomenti diversi – si è soffermato sullo stesso identico argomento: la difesa.

Immediatamente dopo la sconfitta dell’Etihad Stadium, Arsène Wenger ha detto:

“Sono davvero deluso perché non abbiamo fatto il nostro solito lavoro difensivo, come sappiamo fare.
Non abbiamo difeso bene a partire dalla nostra linea più avanzata e non abbiamo mostrato abbastanza solidarietà in fase difensiva. Difendere in questa maniera significa prenderla troppo comoda.
Avevamo la migliore difesa del campionato e concedere sei gol come fatto oggi è difficile da accettare, non siamo stati abbastanza disciplinati e nelle grandi sfide ciò si paga”

Poi, parlando della sfida con il Bayern Monaco in programma per gli ottavi di Champions League, il manager ha fatto scivolare la frase magica:

“(Rispetto alla sfida dell’anno scorso) certamente abbiamo un migliore potenziale offensivo grazie a Mesut Özil e dobbiamo ritrovare quella sicurezza difensiva che abbiamo perso durante l’ultimo weekend”

Personalmente ci leggo due messaggi rivolti alla squadra:

Primo: vietatissimo sedersi sugli allori e prenderla troppo comoda, restiamo umili

Secondo (in subordine): difendiamo da squadra, sempre

Arsène Wenger non ha parlato di errori dell’uno o dell’altro singolo, non ha parlato della linea difensiva in sé ma è sembrato indirizzarsi a centrocampo e attacco, rei di non aver applicato la solita attenzione nel fase di non possesso palla.
Sarà stata la stanchezza, il risultato sempre sfavorevole o forse un pizzico di eccessiva sicurezza ma i laterali di centrocampo non hanno aiutato a dovere i terzini, i centrocampisti centrali non hanno fatto filtro a sufficienza davanti alle incursioni di Fernandinho e Yaya Touré e né Olivier Giroud, né Mesut Özil hanno reso difficile la vita di chi – dalle retrovie della squadra avversaria – era incaricato d’iniziare le manovre offensive.

Come non dare ragione ad Arsène Wenger? Questa squadra e la sua retroguardia sono fortissime quando ognuno si dedica anima e corpo al proprio compito difensivo: siamo una squadra in grado di segnare gol in qualsiasi momento, come dimostrato ampiamente nelle stagioni passate, perciò la nostra prima preoccupazione dev’essere quella di impedire all’avversario di creare occasioni da rete in maniera troppo semplice.
Una ricetta semplice eppure complicata da mettere in campo partita dopo partita, perché estremamente dispendiosa a livello fisico e mentale.

Non appena abbassiamo la guardia, non appena crediamo di poterla prendere comoda e non appena ci specchiamo nella nostra bellezza, ecco che arrivano le scoppole.
Una buona lezione per la squadra, da mettere in pratica fin da lunedì sera contro José Mourinho.
La squadra sarà riposata e quindi fisicamente dovremmo reggere lo sforzo richiesto, soprattutto davanti ad una squadra che ha giocato (e perso) i quarti di finali di Capital One Cup ieri, arrivando fino ai supplementari su un campo difficile.

Vediamo quanto siamo maturi, vediamo quanto lo vogliamo questo titolo!

COMMON ARSENAL!


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