10 dicembre 2013

Caro Patrick ti scrivo, così mi distraggo un po’…



Una leggenda del Club non si tocca, però come si fa a non rispondere ai commenti di Big Pat?
Ha fatto tantissimo per l’Arsenal, è stato il condottiero della squadra più forte che la Premier League abbia mai visto e ha sempre dato ogni singola energia per il bene del Club, però con le sue dichiarazioni di giornata ha davvero perso un’occasione per conservare intatto l’alone di mito che aleggia intorno alla sua figura.

Come un disco rotto, colui che oggi è il responsabile dello sviluppo dei giovani al Manchester City (a proposito, complimenti per l’ottimo lavoro visto l’enorme numero di giovani lanciati in prima squadra) ha dichiarato pubblicamente chel’Arsenal non ha tutte le carte in regola per vincere il titolo, data la scarsa propensione dei Gunners a vincere le partite anche quando il suo gioco non è brillante abbastanza per superare l’avversario.
In parole povere, questo Arsenal non è capace di vincere giocando male.

Caro Patrick, questo può essere stato vero negli anni scorsi ma non lo è certo oggi.
Come tanti, sembri prendere i soliti luoghi comuni – giustificatissimi fino all’inverno scorso – e ripeterli ad libitum come fossero ancora caratteristiche di quella squadra che, dati alla mano, guida la classifica con sei punti di vantaggio sul Club di cui fai parte.
Il solito Arsenal che non sa vincere soffrendo, il solito Arsenal con la difesa colabrodo, il solito Arsenal senza carattere e i soliti Gunners che commettono errori banali e crollano sotto pressione.
Questo solito Arsenal, guarda un po’, è radicalmente cambiato.
Se tu, caro Patrick, avessi dato un’occhiata alle recenti partite del tuo ex Club, avresti notato come questa squadra sia stata in grado di portare a casa i tre punti nonostante alcune prestazioni davvero poco convincenti: ti dicono nulla le vittorie a casa del Sunderland e a casa del Crystal Palace? E quelle in Europa a casa del Borussia Dortmund e dell’Olympique Marseille?
In quelle occasioni non è stato il nostro calcio spettacolare a permetterci di vincere ma proprio quel carattere e quella personalità che tu accusi la squadra di non avere.

Quelle vittorie, che ci permettono di stare in cima alla classifica con un buon margine sui colori che ora difendi, sono state frutto di una linea difensiva irreprensibile, un centrocampo disciplinato e combattivo e una solidarietà tra i reparti che sulla sponda blu di Manchester si sognano.
Quelle vittorie sono arrivate perché gli uomini di Arsène Wenger non si sono adagiati sull’arroganza di qualità tecniche abnormi ma hanno fatto perno sull’umiltà e sulla determinazione di chi ha voglia di smentire coloro i quali – proprio come te – pensa ancora di poter fare stupidi giochini cerebrali e abbattere quello che oggi sembra essere un gruppo d’acciaio.

Non è più aria per i bulli, caro Patrick, i tempi sono cambiati.
Ora siamo pronti a rispondere colpo su colpo, in campo come in sala stampa.

Questa squadra ha vinto dove i tuoi campioni si sono fatti sconfiggere malamente – Cardiff e Sunderland ti dicono nulla? – proprio quando tutti gli esperti come te li davano per spacciati.
Siediti buono buono sulla stessa panchina sulla quale Alan Hansen e Danny Murphy hanno già preso posto da un po’, come loro sei destinato a prendere polvere nell’attesa del tanto sospirato crollo.
Forse alla fine scivoleremo, inciamperemo lungo il cammino, rallenteremo ma di certo non crolleremo di schianto come predetto da molti, di questo puoi essere certo.

Dovevamo farci sorprendere dal Napoli ed invece BOOM, abbiamo impartito loro una lezione di calcio.
Dovevamo crollare contro il Liverpool e poi BOOM, un due a zero secco.
Il Borussia Dortmund di Klöpp avrebbe dovuto annientarci e invece ha strappato una vittoria all’ultimo secondo con un contropiede degno della migliore tradizione catenacciara.
Dovevamo finire eliminati dalla Champions League a casa del Borussia Dortmund e invece BOOM, abbiamo espungnato un campo inviolato per oltre due anni.
Dovevamo farci sbranare vivi dal Manchester United e abbiamo visto com’è arrivata la sconfitta, tutt’altro che meritata.

Quanti altri esami dobbiamo affrontare mentre Club come il tuo si prendono sonore scoppole da Cardiff City, Sunderland, Aston Villa, Bayern Monaco e Chelsea eppure mantengono intatte le loro credenziali?
Tu come chiameresti una squadra che va a casa di avversari più deboli e ne esce con le ossa rotte per colpa di un approccio arrogante?

Io, la definirei immatura.
Tu lascio scegliere la definizione migliore, anche se a spanne direi che sceglieresti sfortunata o qualcosa del genere per giustificare un innegabile flop.

Cosa succede se per incanto vinciamo nella tua nuova casa? Quale sarà la scusa stavolta?

COMMON ARSENAL!

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