12 dicembre 2013

Napoli vs. Arsenal 2-0: perché complicarsi la vita in questo modo?


Partiamo dall’elenco delle buone notizie:

1.       Nonostante il girone più difficile della competizione, siamo qualificati per gli ottavi

Fine dell’elenco.

Il resto del post non sarà piacevole da leggere perché la partita di ieri non è stata piacevole da guardare, anzi.
La speranza di essere solidi come rocce e freddi come l’inverno è stata incredibilmente disillusa e ci siamo ritrovati ad essere la montagna più franabile (perchè la montagna frana, non è che fria cit.) al mondo e ci siamo sciolti come un pupazzo di neve alle Maldive; sono bastati un gol di Higuaìn e l’espulsione da principiante di Mikel Arteta per finire soverchiati da un Napoli laborioso ma tutt’altro che impressionante.
Raramente ho visto un sistema di gioco più prevedibile di quello messo in campo ieri da Rafa Benitez, eppure siamo riusciti a farci schiacciare da una squadra i cui punti di forza – udite, udite – si chiamano Callejón e Maertens e abbiamo subito il pressing del duo Behrami-Dzemaili senza saper far girare il pallone come avremmo dovuto.

La cosa ancor più insopportabile è che per tutto il primo tempo abbiamo giocato da grande squadra, abbiamo annullato la pressione avversaria facendoli correre a vuoto e saremmo anche potuti passare in vantaggio quando Olivier Giroud si è trovato smarcato in area di rigore, purtroppo però il francese ha sparato sul portiere anziché premiare l’inserimento centrale di Mathieu Flamini; ai poveri centrocampisti del Napoli non è rimasta altra risorsa che il fallo tattico sui nostri portatori di palla e se l’arbitro fosse stato un filo più intransigente di certo non avrebbe commesso peccato.
Detto ciò, non eravamo a Napoli per vincere e lo si vedeva da lontano: inutile fare proclami alla vigilia per poi trincerarsi dietro un possesso palla nella propria trequarti (ho smesso di contare i retropassaggi a Wojciech Szczesny già dopo dieci minuti) e sperare di far passare il tempo.
Questa partita avremmo potuto vincerla e ciò ci avrebbe messi al riparo da qualsiasi sorpresa – se così si può chiamare una vittoria dei vice-campioni d’Europa a casa dell’unica squadra del gruppo a non aver racimolato nemmeno un punto.
Invece abbiamo giocato palesemente per il pareggio e dopo il gol – e che gol – messo a segno da Higuaìn ci siamo arresi alla sconfitta; l’espulsione di Mikel Arteta non ci ha certo aiutati ma non abbiamo mai attaccato con convinzione quindi non può essere un alibi.

Capitolo chiuso, rassegnamoci al solito sorteggio impossibile per gli ottavi di finale e vediamo se riusciremo a giocarcela anche con Real Madrid, Barcellona, PSG o Bayern Monaco: è vero che per  vincere prima o poi devi affrontarle, certo sarebbe stato meglio iniziare con un Olympiacos, Bayer Leverkusen o Zenit piuttosto che con un grosso calibro.
A fare rabbia è il fatto che avevamo il traguardo a portata di mano nonostante alla vigilia gli osservatori ci dessero per spacciati, al pari dell’Olympique Marseille.

Per questo motivo voglio comunque chiudere ricordandovi (e ricordando pure a me stesso) quanto di buono fatto in uno dei gironi più complicati della recente storia della Champions League, secondo solo a quello toccato al Manchester City l’anno scorso.
In quell’occasione gli uomini di Mancini presero scoppole da Borussia Dortmund, Ajax e Real Madrid senza vincere nemmeno una partita nonostante le ambizioni della vigilia; noi abbiamo fatto il nostro dovere e timbrato il cartellino per gli ottavi, vincendo a casa degli uomini di Jürgen Klöpp e dando una bella lezione di calcio al Napoli durante la partita di andata.
Non è così male dopo tutto, voltiamo pagina e non pensiamoci più.

Ma niente più scherzi, Gunners!

COMMON ARSENAL!

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