venerdì 3 gennaio 2014

Newcastle e Cardiff, due vittorie che potrebbero fare la differenza




Solitamente sono molto diffidente quando i Gunners si trovano a giocare partite sulla carta abbordabili, memore delle difficoltà mostrate negli ultimi anni.
Senza eccezioni, ero quindi molto preoccupato sapendo che l’Arsenal avrebbe goduto del favore dei pronostici sia contro il Newcastle – pur se in trasferta – sia contro il Cardiff, a maggior ragione perché da padroni di casa.

Sapevo che entrambe le partite sarebbero state molto complicate e non ero affatto certo che avremmo raccolto tre punti in entrambe le sfide, anche se per motivi diversi: della sfida di St. James’ Park temevo la buona forma degli uomini di Pardew, un potenziale rilassamento dopo la convincente sfida contro il Wsest Ham e il l’esiguo lasso di tempo intercorso tra il viaggio a Upton Park e quello verso Newcastle; della partita con i gallesi, invece, temevo la frustrazione che una difesa ad oltranza della squadra ospite avrebbe potuto generare tra le fila degli uomini di Arsène Wenger e soprattutto una possibile beffa finale dopo lo scontato dominio territoriale che l’Arsenal avrebbe garantito.

Per questa lunga serie di motivi, sono più che orgoglioso di come la squadra abbia voluto le ultime due vittorie e per il modo in cui sono arrivate, soprattutto nel caso della vittoria a casa del Newcastle.
È stato necessario soffrire, essere pazienti, difendersi dagli arrembaggi dell’avversario e infine essere implacabili alla prima occasione propizia – tutti scenari nei quali l’Arsenal degli anni passati non ha mai brillato, per usare un eufemismo.
Vittorie come quella registrata a St. James’ Park potrebbero fare tutta la differenza quando la stagione volgerà al termine, soprattutto visto come le inseguitrici si fanno sempre più minacciose dietro ai Gunners; è importante non perdere punti in maniera sciocca, come sarebbe potuto succedere nella sfida contro il Cardiff, perché la punizione sarebbe stata immediata e difficile da digerire.
Quando l’avversario si difende con ordine e si accontenta di chiudere ogni spazio nella propria trequarti è facile perdere la pazienza e il filo del gioco, questo Arsenal però ha saputo mantenere la freddezza necessaria per evitare rischi inutili esponendosi al contropiede e aumentare la pressione sulla retroguardia avversaria, fino a trovare il varco giusto.

A volte l’eroe è impersonificato dal più improbabile dei protagonisti in campo, come ad esempio quel Nicklas Bendtner che spedisce in fondo al sacco un pallone vagante – forse l’ultimo della partita – come il più cinico dei centravanti.
E di tutti gli aggettivi che si possono accostare all’attaccante danese, cinico non è certamente il primo che venga in mente a chi scrive.

Avanti così allora, con la grinta di chi vuole lottare su ogni pallone e la qualità di chi ha il privilegio di giocare nell’Arsenal; pur senza alcuni dei giocatori più decisivi della stagione, i Gunners tengono botta e continuano la corsa in testa, alla faccia di ancora non considera l’Arsenal una pretendente al titolo.
Mentre si loda il ventaglio di opzioni dal quale può pescare Pellegrini, ci si dimentica che giocatori come Theo Walcott, Jack Wilshere e Santi Cazorla devono ancora raggiungere il massimo della forma – eppure i Gunners sono sempre in testa.

Adesso ci vuole un ultimo sforzo prima di godere di otto giorni di riposo, bisogna vincere il secondo NLD della stagione e buttare gli Sp*rs fuori dalla FA Cup e continuare quindi il cammino verso uno dei tre trofei che restano in ballo a questo punto della stagione.

COMMON ARSENAL!

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