07 gennaio 2014

Theo Walcott si è rotto, non la squadra però. Coraggio, Gunners!


“Le possibilità dell’Arsenal di vincere il campionato sono state duramente intaccate ieri quando il centrocampista francese Robert Pires, che stava disputando una stagione eccezionale, si è infortunato al legamento crociato del ginocchio e dovrà quindi restare fuori per diversi mesi.”

“Il connazionale Thierry Henry ha detto che questo infortunio, l’ultimo di una lunga lista, sarà un incentivo extra per la squadra nella corsa alla vittoria. “Ci mancherà tantissimo, però proveremo a vincere qualcosa per lui” ha detto Henry”.

Christopher Davies – The Daily Telegraph, 25 Marzo 2002


Non so quanti di voi si ricordino di quell’occasione, di quell’episodio di gioco apparentemente innocuo che ha trasformato una bella qualificazione alle semifinali di FA Cup in un brutto giorno.
Anche in quell’occasione, proprio come successo con Theo Walcott, l’infortunio non sembrava niente di che ed invece si è rivelato essere un incubo – tanto per il giocatore quanto per la squadra.
Anche in quell’occasione – e in maniera molto più unanime rispetto ad oggi – la perdita di un singolo sembrava spazzare via tante delle speranze che i tifosi riponevano nella possibilità della squadra di portare a casa qualche trofeo; dico in maniera più unanime perché all’epoca Robert Pires era di gran lunga il miglior giocatore della Premier League (come giustamente riconosciuto alla fine dell’anno con il premio da parte della stampa) e i compagni di squadra – per quanto fortissimi – non avevano ancora assunto lo status di leggende che aleggia ora intorno alle loro figure.
C’erano Freddie Ljungberg e Dennis Bergkamp, c’erano Thierry Henry e Sol Campbell ma la squadra era anche quella di Gio van Bronkhorst, Francis Jeffers, Matt Upson, Gilles Grimandi ed era soprattutto ancora quella della vecchia guardia Seaman-Adams-Dixon-Keown-Parlour – tanto per intenderci.

In quella squadra, Robert Pires era la scintilla in grado di accendere la partita, tanto o addirittura più di quel Dennis Bergkamp che rappresentava indubbiamente l’anima creativa della squadra.

Esattamente come Theo Walcott in questa squadra, Robert Pires non aveva un compagno di squadra con caratteristiche simili e per questo la sua perdita sembrava mettere in serio pericolo le possibilità di vittoria di una compagine che – Europa a parte – sembrava pronta a giocarsela con chiunque.

Ovviamente a farla da padrone nei giorni successivi all’infortunio furono il pessimismo e la rassegnazione, però quella squadra trovò nuove risorse e nuovi protagonisti, diametralmente opposti a quel Robert Pires impareggiabile, proprio nel momento più delicato.
A prendersi il centro del palcoscenico in quell’occasione sono stati Freddie Ljungberg, Nwankwo Kanu, Sylvain Wiltord e inoltre ognuno dei restanti compagni di squadra ha fatto quel di più necessario a sopperire all’assenza di uno dei giocatori più influenti.

L’Arsenal di dodici anni dopo deve fare lo stesso, le qualità per farlo non mancano certo.
Non è tempo di piangersi addosso, non è tempo di gettare la spugna, non è tempo di nascondersi dietro la sfortuna o accampare qualsiasi altra scusa.
Ora è tempo di credere che tra le pieghe di questa squadra ci siano tutto il talento e tutta la determinazione necessari per trasformare un guaio in un’opportunità.
Abbiamo perso un giocatore che dal nulla (e per molti nemmeno si sa bene come) è in grado di segnare gol o sfornare assist decisivi, è vero, però di giocatori così Arsène Wenger ne ha ancora parecchi nascosti sotto il cilindro.

Non sbucheranno a velocità supersonica sulla fascia destra ma da qualche parte verranno fuori, credetemi.

COMMON ARSENAL!

3 commenti:

  1. Sono d'accordo, anche se è una di quelle "botte" che si fanno sentire nell'arco della stagione. Spero in Chamberlain e nel giovane Gnabry, che non saranno la stessa cosa, ma in altro modo possono sopperire a questa pensantissima assenza che va a sommarsi alle altre! Non credo onestamente in un colpo di Gennaio da parte del prof, ma se così fosse, che sia veramente un gran colpo, uno da permetterci di alzare qualcosa a fine anno!

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  2. Sono d'accordo, anche se è una di quelle "botte" che si fanno sentire nell'arco della stagione. Spero in Chamberlain e nel giovane Gnabry, che non saranno la stessa cosa, ma in altro modo possono sopperire a questa pensantissima assenza che va a sommarsi alle altre! Non credo onestamente in un colpo di Gennaio da parte del prof, ma se così fosse, che sia veramente un gran colpo, uno da permetterci di alzare qualcosa a fine anno!

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    1. È innegabilmente un colpo duro, però la squadra saprà rispondere alle difficoltà esattamente come quella del 2002.
      Non abbiamo la qualità dei vari Henry, Bergkamp e Pires ma abbiamo la stessa coesione e la stessa determinazione. Gli ingredienti di base ci sono, quindi non è il caso di essere troppo pessimisti.
      Se Arsène Wenger dovesse spendere sarei sorpreso, penso che le grandi manovre arriveranno in estate a meno che non si decida di fare come con Nacho - cioè anticipare un acquisto già programmato

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