giovedì 20 febbraio 2014

Arsenal vs. Bayern Monaco 0-2: Gunners dominati, non poteva essere altrimenti



La partita è finita dopo appena trentotto minuti, da lì in poi abbiamo assistito ad un monologo tedesco più noioso delle serate di Sanremo.
Destra, centro, sinistra.
Sinistra, centro, destra.
Ripetere ad libitum.
Non avremmo avuto il vantaggio del possesso palla a undici contro undici, figuriamoci con un uomo in meno.
Non m’importa granché delle statistiche della partita e gli 863 passaggi del Bayern contro i 222 dell’Arsenal raccontano unicamente della noia eterna che abbiamo tutti dovuto subire nel secondo tempo.
Il dato di fatto è che fino all’espulsione di Wojciech Szczesny, l’Arsenal era completamente in partita e non temeva certo il confronto con i campioni in carica di tutto. Se togliamo la magnifica conclusione di Kroos e l’altrettanto splendida parata di Wojciech Szczesny, il Bayern non ha prodotto altro e ha spesso subito l’intraprendenza di Alex Oxlade-Chamberlain e Jack Wilshere.
Durante il primo quarto d’ora gli uomini di Arsène Wenger hanno messo davvero paura all’avversario, sprecando malamente un rigore con Mesut Özil.

E qui apro la prima parentesi.
La maniera in cui Mesut Özil ha calciato il rigore è stata oscena, esattamente come successo contro l’Olympique Marsiglia, però la giocata con cui se l’è procurato è stata tutto l’opposto.
È stato piuttosto evidente come l’errore lo abbia condizionato per il proseguio della sfida, però a chi dice che da quel momento in poi è sparito rispondo che – al pari di tutti gli altri – si è applicato alla perfezione in fase difensiva e non ha mai fatto mancare il proprio appoggio a Nacho Monreal, correndo tantissimo dal primo all’ultimo minuto.
Nel ruolo di esterno sinistro e con Rafinha e Robben come dirimpettai, Mesut Özil non poteva certo fare molto altro che portare il pallone il più lontano possibile dalla propria trequarti, sapendo perfettamente che non avrebbe potuto creare nulla di concreto visto l’assetto della squadra. Guadagnare forse una rimessa, magari una punizione e poi tornare ad aiutare in difesa.
Nessun altro avrebbe potuto fare qualcosa di diverso nelle condizioni in cui si trovava Mesut Özil – giusto calciare meglio il rigore.

Scampato il pericolo, ovviamente il Bayern Monaco ha preso un po’ di fiducia e ha iniziato a far girare bene il pallone, senza tuttavia trovare un varco veramente pericoloso se non in du occasioni: la prima grazie ad una bella incursione di Alaba, il cui retropassaggio per Robben e la successiva conclusione dell’olandese hanno trovato il corpo di Per Mertesacker a respingere; la seconda ancora con Robben, pescato alla grande da Kroos e steso da Wojciech Szczesny in uscita disperata.

Seconda parentesi.
Il rigore è sacrosanto, l’espulsione una cretinata.
Wojciech Szczesny non ha volontariamente interrotto una chiara occasione da gol ma è uscito su un pallone vagante, cercando di anticipare Robben; missione fallita perché l’olandese è arrivato prima, quindi contatto inevitabile tra i due e rigore giustamente concesso agli ospiti.
Perchè il cartellino rosso, allora?
La palla toccata da Robben stava rotolando verso la linea di fondo e non è affatto sicuro che l’olandese l’avrebbe recuperata in tempo per provare a concludere a rete, quindi non penso si possa davvero parlare di chiara occasione da gol.
Se la era, anche Boateng era a rischio rosso perchè Mesut Özil lo ha saltato netto e si trovava quindi a tu per tu con Neuer – quindi con una chiara occasione da gol sul piede.
Wojciech Szczesny avrebbe meritato il rosso qualora si fosse disinteressato del pallone, se avesse fatto un’uscita da kamikaze in gioco pericoloso ma non può essere cacciato per aver provato ad intercettare un pallone a metà trada tra lui e Robben.
Non è una questione di regole ma di buonsenso, quello che Rizzoli ancora una volta ha dimostrato di non avere.

Da quel momento in poi, con la complicità di una prima sostituzione impiegata per togliere l’infortunato Kieran Gibbs e rimpiazzarlo con Nacho Monreal, la partita è finita.
Come si può sfidare la migliore squadra attualmente in circolazione con un uomo in meno ed una sola sostituzione a disposizione?
Come ci si può battere contro giocatori che muovono il pallone senza sosta e possono mandare in campo tre uomini freschi in qualsiasi momento, mentre tu hai già la lingua che penzola fino alle ginocchia e inizi ad avere la vista appannata?
L’Arsenal ha tenuto fin che ha potuto, ha diligentemente seguito i movimenti ondulatori degli avversari per chiudere tutti gli spazi e provato a mantenere la porta di Lukasz Fabianski inviolata – però si è dovuto arrendere alla conclusione imparabile di Kroos, un gioiello di balistica.
Arrivato lo zero a uno, la missione era chiudere ancora di più gli spazi e provare a tenere aperta la qualificazione in vista del ritorno – missione purtroppo fallita proprio in prossimità del traguardo.

Terza – e ultima – parentesi.
Avremmo dovuto gestire molto meglio il calcio di punzione che ha fatto da preludio al gol di Müller, però a mio avviso l’errore principale lo ha commesso Lukasz Fabianski in occasione del secondo gol: la sua uscita a mezza via – non troppo vicino a Müller ma lontano dalla linea di porta – ha trasformato un colpo di testa tutto sommato innocuo in una conclusione imprendibile, mettendo forse la parola fine al viaggio dei Gunners in Europa.
In una partita in cui sarebbero stati i dettagli a fare la differenza, un errore del genere pesa come un macigno – soprattutto nel momento in cui è arrivato.

Chiuse tutte le parentesi, cosa resta?
Resta l’orgoglio di aver visto una squadra lottare nonostante l’inferiorità numerica e cercare di tenere viva la qualificazione fino all’ultimo; resta l’impressionante energia con cui gli uomini di Arsène Wenger hanno giocato fino all’espulsione di Wojciech Szczesny; resta l’approccio davvero ottimo avuto alla partita, come non si è visto per molto tempo; resta un’atmosfera finalmente adeguata all’interno dell’Emirates Stadium, merito della grande iniziativa del gruppo Red Action e sponsorizzata dal Club; resta infine la convinzione che questa squadra non abbia ancora detto l’ultima parola – in Premier League, in FA Cup e nemmeno in Champions League.

Ora non resta che prepararsi ad affrontare il Sunderland, poi godersi qualche giorno di riposo e preparare al meglio un mese di Marzo che si annuncia davvero eccitante.

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti