13 febbraio 2014

Arsenal vs. Manchester United 0-0: Se…se…se…troppe ipotesi per poter vincere



Il risultato è deludente.
La prestazione di certo non esaltante.

Però a guardare per bene la partita di ieri, l’Arsenal non ha fatto poi così male: si è fatto paura dopo un minuto soltanto, regalando a van Persie la palla del possibile vantaggio a freddo, per poi dominare per ampi tratti della partita – senza tuttavia fare abbastanza per trovare il gol liberatorio.

Se il colpo di testa di Olivier Giroud fosse finito in rete.
Se Jack Wilshere avesse concluso prima anziché farsi chiudere da Chris Smalling.
Se la deviazione sulla conclusione di Tomas Rosicky fosse stata più netta.
Se il colpo di testa di Laurent Koscielny fosse stato più alto.
Se Olivier Giroud avesse allungato il piede un po’ di più per deviare il cross di Bacary Sagna.
Se David de Gea fosse partito un secondo più tardi sul tiro di Santi Cazorla.
Se il calcio di punizione di Mesut Özil avesse superato la barriera.
Se la conclusione di Santi Cazorla fosse stata più potente.

Sono tanti se, a riprova che la squadra ha giocato piuttosto bene in fase offensiva.
Però tutte queste ipotesi provano anche che manca quel briciolo di convinzione in più per trasformare un pareggio in una vittoria, come sarebbe potuto accadere ieri sera.
Lasciate stare l’occasione iniziale di van Persie e il grandissimo riflesso di Wojciech Szczesny a poco più di dieci minuti dalla fine, la partita di ieri è stata un monologo dei Gunners.
Purtroppo un monologo incompleto, confuso e scritto in maniera scolastica – senza licenze poetiche in grado di lasciare a bocca aperta noi lettori.
I fischi dell’Emirates Stadium sono stati profondamente ingenerosi nei riguardi di una squadra che ce l’ha messa tutta per riscattare la brutta figura rimediata contro il Liverpool e – tutto sommato – ci è riuscita.
Siamo pur sempre a strettissimo contatto con la vetta della classifica ad una dozzina di partite dalla fine del campionato, uno scenario al quale nessuno di noi è stato abituato negli ultimi anni.
Perdere la partita di ieri – e abbiamo rischiato in un paio d’occasioni – avrebbe significato vedere la squadra sprofondare completamente e l’Emirates Stadium tornare ad essere un luogo ostile, fatto di contestazioni e fischi.

Prendiamo quanto di buono è uscito dalla partita di ieri sera e portiamolo con noi in vista della sfida di FA Cup contro il Liverpool di domenica prossima: abbiamo mantenuto la porta inviolata per la nona volta nelle ultime dieci uscite casalinghe; abbiamo ritrovato un Mesut Özil determinato ed efficace; abbiamo ridato il benvenuto a Kieran Gibbs, finalmente ristabilitosi; abbiamo messo in campo grinta ed energia, qualità latitanti durante le ultime uscite.
Purtroppo manca ancora brillantezza a Jack Wilshere, al cui lampo iniziale sono seguite decisioni non degne di un giocatore della sua qualità, mentre Mikel Arteta è troppo guardingo e tende a rallentare troppo i ritmi; Tomas Rosicky infonde grande energia ma spreca troppi palloni mentre Olivier Giroud...be’ non è esattamente un centravanti da far girare la testa.
Non mi piace prendermela con un singolo ma ieri sera Olivier Giroud ha rappresentato la sottile differenza tra pareggio e vittoria. Non mi riferisco tanto alle occasioni mancate, perché succede pure ai più grandi di fallire marcature facili, quanto piuttosto alla scarsità di opzioni nel gioco del francese: a parte mettere in piedi un pick&roll da pallacanestro, Olivier Giroud non propone alcuna alternativa a Mesut Özil e Santi Cazorla – e si è visto chiaramente ieri sera.
Purtroppo la partita di ieri del francese si riassume in due movimenti, ampiamente prevedibili, che non hanno funzionato e hanno quindi limitato gli attacchi dei Gunners: i duelli corpo a corpo con Vidic per prendere posizione sono stati vinti dal centravanti ma le sue sponde sono state sempre sballate mentre i tagli sul primo palo per raccogliere i cross di Bacary Sagna poco tempestivi e – le poche volte in cui è arrivato sul pallone – le successive conclusione delittuosamente imprecise.
Mai uno scatto alle spalle del marcatore a dettare il passaggio, mai un’escursione sulle fasce per fare spazio agli inserimenti dei centrocampisti, mai una finta a centro area per poi attaccare il secondo palo.
Come sempre Olivier Giroud ha lottato come un leone fino alla fine, ha preso un sacco di falli dai marcatori avversari (cinque da Vidic, mai ammonito) ed è stato importante sui calci piazzati difensivi, però ieri sera la crudele differenza tra un centravanti bravo ed un fuoriclasse si è vista tutta.

La mia critica tuttavia termina qui perché Olivier Giroud è il centravanti titolare dell’Arsenal e per questo va sostenuto fino a quando Arsène Wenger riporrà in lui la sua fiducia.
Fin tanto che il francese darà l’anima per la squadra e indosserà la maglia dei Gunners avrà il mio sostegno.
Così come tutti quelli che scendono in campo.

Dato il periodo che sta attraversando la squadra e visto il calendario che abbiamo davanti, non è il momento di lasciarsi andare ma di restare a sostegno della squadra.
Vi ricordo che secondo quanto si diceva in estate avremmo addirittura fatto fatica a restare in contatto con l’ultimo posto utile per la Champions League mentre siamo ad un punto dalla vetta.
Stiamo lottando alla pari con squadre le cui rose non sono nemmeno lontanamente paragonabili alla nostra, squadre che avrebbero dovuto già essere fuori dalla nostra portata e che invece sono appena un punto più in alto.

Coraggio Gunners, la gara non è ancora finita e abbiamo ancora ottime carte da giocare.

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