martedì 11 febbraio 2014

Mesut Özil fuori contro il Manchester United? Una follia...



Parlo ovviamente a titolo personale e non voglio offendere nessuno, però a mio parere l’ipotesi di lasciare Mesut Özil in panchina quando il Manchester United arriva all’Emirates Stadium è semplicemente una pazzia.

Che il tedesco non sia stato brillante nelle ultime uscite non è nemmeno in discussione, così come il fatto che la sua indole per così dire passiva sia stata irritante, soprattutto durante la partita di sabato a Liverpool.
Però – ed è un grosso però – facendo un rapido calcolo quante sono state le partite in cui il tedesco non ha combinato proprio nulla di buono?
Confrontatele con quelle in cui sono stati Santi Cazorla, Jack Wilshere, Olivier Giroud e Theo Walcott a darsi malati e vedrete che ognuno dei giocatori citati ha attraversato le stesse difficoltà.
A volte dipende da un infortunio, a volte è un semplice calo di forma o a volte è mancanza di fiducia ma fatto sta che ogni giocatore – extraterrestri a parte – attraversa una fase difficile e bisogna accettare il fatto che nessuno può rendere in maniera eccezionale per tutta una stagione.

Mesut Özil è un giocatore innegabilmente eccezionale ma anche un autentico numero dieci, di quelli che fanno girare la squadra e notoriamente rendono migliori i giocatori accanto a sé.
Non so cosa si aspettassero da Mesut Özil coloro che ne chiedono l’esclusione ora, però con una semplice occhiata alle prestazioni con Werder Brema, Real Madrid e Nazionale tedesca sarebbe stato facile capire che non abbiamo davanti un Cèsc Fàbregas o Juan Sébastian Veron, in moto perpetuo per il campo e capaci di prendere palla sulla propria trequarti e guidare un assalto all’arma bianca; Mesut Özil  è della stessa pasta di Zinedine Zidane e Dennis Bergkamp e ha bisogno di gente che si muove intorno a lui per poter far valere la sua impareggiabile visione di gioco e la capacità di mettere il pallone al punto giusto nel momento giusto.
Sono rare le accelerazioni brucianti e le partenza in dribbling, è molto più facile vederlo intento a trovare la posizione giusta per mettere il compagno davanti al portiere.

Andate a rivedere il gol di Mathieu Flamini contro il Cardiff in trasferta: lì c’è l’essenza di Mesut Özil.
Quando i compagni si muovono e creano spazio per una palla filtrante, non vorrei nessun altro al mondo che Mesut Özil per effettuare il passaggio finale.
Fino a quando in campo c’erano giocatori estremamente dinamici come Theo Walcott e Aaron Ramsey, Mesut Özil raramente non ha inciso sulla partita; ora che il gioco è molto più statico e che le partite si accumulano, non è difficile capire perché il tedesco sembri improvvisamente inutile.
Se davanti nessuno propone un affondo o uno scambio stretto, impossibile per Mesut Özil lasciare il segno.
Olivier Giroud non sembra abbastanza mobile per fare da spalla alle intuizioni del tedesco e Santi Cazorla ha caratteristiche troppo simili a lui per offrire un’alternativa, ragione per la quale i due – pur cercandosi spesso – raramente trovano la combinazione vincente; perchè Mesut Özil torni a brillare servono la sfacciataggine di Alex Oxlade-Chamberlain e Serge Gnabry (più di Lukas Podolski, stranamente placido quando schierato), un Jack Wilshere fisicamente al massimo e tanta fiducia.

Quella fiducia che tanti sembrano già pronti a togliergli.
Pur capendo perfettamente la frustrazione per i palloni persi e non recuperati, per la pigrizia in fase di possesso palla e per alcuni comportamenti inappropriati come la mancata stretta di mano a Tomas Rosicky in occasione della sostituzione da Anfield, mai toglierei dal campo un giocatore in deficit di fiducia.

La partita di mercoledì sera è probabilmente la più importante della stagione e lasciare fuori un Mesut Özil bisognoso di fiducia equivarrebbe ad abbattere ancora di più un giocatore non certo col morale alto.
E perderlo forse per il resto della stagione.
E inoltre, elemento non da poco, rappresenterebbe un vantaggio enorme per l’avversario.
A prescindere da qualsiasi momento di forma, è più difficile affrontare un Arsenal con Mesut Özil piuttosto che un Arsenal senza.
È un momento difficile e l’avversario non ha certo bisogno di favori mentre noi abbiamo bisogno di Mesut Özil e lui ha bisogno della squadra per ritrovarsi.
Per questo Arsène Wenger dovrebbe continuare a schierare Mesut Özil tra i titolari ed è quello che penso farà – con mia somma gioia.

Vincere contro il Manchester United potrebbe dare una svolta alla nostra stagione e far risalire l’ottimismo e la fiducia all’interno del gruppo così come tra noi tifosi, mentre una sconfitta farebbe sprofondare gli uomini di Arsène Wenger tra dubbi e incertezze, mettendo a repentaglio il finale di stagione.
Per vincere contro il Manchester United e ripartire di slancio c’è bisogno dei nostri uomini migliori e Mesut Özil ne fa certamente parte.

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