mercoledì 19 febbraio 2014

Preview, Arsenal vs. Bayern Monaco: l’imperativo è stare in corsa, pochi fronzoli



Signore e signori, ecco il conto per il non aver chiuso il girone da primi della classe – con una sovrattassa derivante dal fatto di avere avuto due risultati su tre per raggiungere l’obbiettivo.
Il conto è gentilmente offerto da Arjen Robben, Pep Guardiola, Toni Kroos, Philipp Lahm, Mario Madzukic e Thomas Müller.
Con l’amichevole partecipazione di Manuel Neuer, David Alaba, Thiago Alcantara, Jerôme Boateng, Rafinha e Dante.
Una dedica speciale a Franck Ribéry, (fortunatamente) appiedato da un infortunio.

Il momento della rivincita è arrivato, però non crediate nemmeno un minuto che la vittoria dell’Allianz Arena possa essere ripetuta.
Se vogliamo una vera rivincita allora bisognerà soprattutto evitare di ripetere la prestazione casalinga dello scorso anno, quando si è assistito ad una dimostrazione di superiorità schiacciante da parte della squadra allora guidata da Jupp Heynckes.
Squadra resa quest’anno ancora più forte dagli innesti di Pep Guardiola in panchina, Mario Götze  sulla trequarti e Thiago Alcantara a centrocampo, quindi avversario ancora più tosto.
L’Arsenal stasera dovrà dimostrare l’intelligenza e la maturità necessari per accettare il ruolo di sfavorito e lottare minuto dopo minuto su ogni pallone.
Con l’approccio giusto, nessun risultato è precluso.
Con l’approccio sbagliato, invece, si finisce immediatamente fuori dalla competizione.

L’atteggiamento può sembrare remissivo, però di fatto stasera gli uomini di Arsène Wenger avranno davanti la migliore squadra al mondo.
Come comportarsi, quindi?
Inutile tentare di surclassare l’avversario perché le qualità della squadra di Pep Guardiola sono – ahimé – nettamente superiori alle nostre; provare a giocarsela in campo aperto rappresenterebbe quindi un rischio considerevole contro un gruppo di giocatori abili nel palleggio e velocissimi nelle ripartenze, un abbinamento letale per qualsiasi linea difensiva.
Converrebbe forse resistere ad oltranza alla prevedibile pressione che la squadra ospite eserciterà nei minuti iniziali, far passare la burrasca che solitamente le squadre di Pep Guardiola provocano ad inizio partita e poi – piano piano – guadagnare metri e cercare di far circolare la palla il più rapidamente possibile, chiedendo a Mesut Özil d’inventare il passaggio giusto.

Con Philipp Lahm reinventato mediano, il Bayern Monaco ha nei due terzini gli anelli più deboli (se così vogliamo dire) della propria catena ed è da lì che l’Arsenal dovrà cercare di passare: francamente infatti non scommetto tanto sul duello che vedrà opposto Olivier Giroud a Dante e Boateng, non fosse altro che per la superiorità numerica dei tedeschi, quindi spero che la rapidità di Santi Cazorla e l’intelligenza di Mesut Özil possano mandare in crisi Rafinha e Alaba, a maggior ragione alla luce delle tante sgroppate offensive che i due compieranno durante la partita.
Dal momento che (con ogni probabilità) la squadra andrà in difficoltà a centrocampo, sarà bene che Tomas Rosicky possa aiutare sia Jack Wilshere e Mathieu Flamini sulla mediana che impedire a Thiago Alcantara di organizzare il gioco degli ospiti con eccessiva libertà.
In questo senso la scelta di Arsène Wenger di schierare Mesut Özil sulla fascia potrebbe rivelarsi molto intelligente perché il tedesco non sarebbe l’uomo migliore per disturbare gli avversari centralmente, mentre il ceco con la sua energia potrebbe svolgere il compito in maniera egregia.

Il vero peccato è che questo assetto – qualora confermato – vedrebbe il ritorno in panchina di Alex Oxlade-Chamberlain, ovvero uno degli uomini più in forma del momento.
L’aspetto positivo della faccenda sarebbe però l’avere in panchina un uomo in grado di cambiare il ritmo alla partita in qualunque momento – magari proprio quando le due compagini iniziano a sentire la fatica di una partita che si preannuncia molto intensa.
Lo stesso dicasi per Lukas Podolski, anche lui destinato a lasciare il posto da titolare dopo la buona prova offerta contro il Liverpool, perché il tedesco ha le armi giuste per mettere in difficoltà il brasiliano Rafinha – soprattutto a livello fisico.

Come ha detto Jack Wilshere e ha poi ribadito Arsène Wenger, sarà fondamentale essere reattivi fin dal primo secondo per evitare che la contesa si chiuda troppo presto: ogni minuto della partita sarà di fondamentale importanza e nemmeno uno di questi dovrà essere regalato all’avversario – pena un’immediata punizione sia in termini di risultato che di qualificazione.
Giocare in casa la gara d’andata non è più quel gran vantaggio che era negli anni ’90, quando le squadre ospiti si preoccupavano solo di non subire gol: oggi quasi tutte le squadre che giocano in trasferta sono consapevoli dell’importanza di un gol segnato fuori casa e sono quindi tutte impostate per colpire alla minima occasione.
Stasera sarà fondamentale offrire una prestazione difensiva irreprensibile, dal primo all’ultimo secondo.
Se il Bayern non riuscirà ad andare in gol presto, allora la partita potrebbe prendere la piega giusta per l’Arsenal – come successo ad esempio in occasione della sfida al Borussia Dortmund al Signal Iduna Park.
A parte lo squalificato Mikel Arteta e gli infortunati Aaron Ramsey, Thomas Vermaelen, Theo Walcott, Kim Källstrom e Abou Diaby, Arsène Wenger ha a disposizione l’intero contingente, le scelte dell’alsaziano non saranno quindi dettate più di tanto dall’infermeria – per una volta.
Saranno tanti i cambi rispetto alla vittoria in FA Cup contro il Livepool, con i soli Mathieu Flamini, Mesut Özil, Laurent Koscielny e Per Mertesacker a conservare una maglia da titolari.
Questa la formazione che mi aspetto di vedere in campo questa sera all’Emirates Stadium:

Szczesny, Sagna, Mertesacker, Koscielny, Gibbs, Flamini, Wilshere, Özil, Rosicky, Cazorla, Giroud.
In panchina: Fabianski, Jenkinson, Monreal, Oxlade-Chamberlain, Gnabry, Podolski, Sanogo.

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti