venerdì 28 febbraio 2014

Preview, Stoke City vs. Arsenal: si scrive Britannia, si legge Fortezza


Assurdo, non trovate?
La brillante stagione dei Gunners li ha visti cadere in casa una sola volta (al debutto contro l’Aston Villa) e il derelitto Stoke City di Mark Hughes, mai troppo lontano dalla zona retrocessione, ha un record casalingo quasi identico – essendo stato sconfitto solo una misera volta in più tra le mura amiche.

Tredici partite disputate, cinque vittorie, sei pareggi e due sconfitte.
Totale ventuno punti sui ventisette racimolati fino a qui.
Dal Britannia stadium sono usciti sconfitti Chelsea e Manchester United, mentre Manchester City e Everton hanno dovuto concedere il pareggio alle truppe capitanate da Ryan “tacklepulito” Shawcross.
Solo vincitore tra le grandi il Liverpool di Brendan Rodgers, impostosi in maniera carambolesca con un cinque a tre poche settimane fa.
Non è proprio il caso di prendere la partita sottogamba, Gunners.

La salvezza dello Stoke City passa inevitabilmente dal Britannia Stadium, poco importa chi sia l’avversario.
Gli uomini di Mark Hughes ci proveranno con la solita intensità, fisicità e aggressività e spetterà a Mikel Arteta e compagni farsi trovare pronti ad ogni duello; se rifiuteremo lo scontro, non avremo molte possibilità – se invece partiamo col piglio giusto e facciamo correre a vuoto l’avversario, ecco che gli spazi si apriranno, eccome.
All’andata abbiamo vinto in maniera meritata grazie ad un presenza fisica importante e all’inusuale efficacia in occasione dei calci piazzati, sia difensivi che soprattutto offensivi: tre gol da palla ferma (Ramsey, Mertesacker e Sagna) sono qualcosa in più di una rarità per i Gunners – o  per lo meno lo erano dato che in questa stagione solo il Liverpool ha segnato di più da calcio piazzato rispetto a noi.
Quella dell’Emirates non è stata una partita scintillante né un monologo dell’Arsenal, però ha mostrato a tutte le rivali che quest’anno gli uomini di Arsène Wenger sanno soffrire e lottare – tirare fuori la clava quando necessario e mettere da parte il fioretto.

La partita di domani sarà esattamente la stessa cosa, una sfida fisica e mentale dalla quale non bisognerà assentarsi nemmeno per un secondo, pena venire travolti dal furore dei padroni di casa.
Se i tuoi avversari si chiamano Steven N’Zonzi, Charlie Adam, Robert Huth e Ryan Shawcross, ti conviene rinforzare i tuoi parastinchi, tirarti su le maniche e prepararti ad un rissa più che ad una partita di calcio.
Una ricetta vecchia che ha sempre funzionato contro i Gunners, spesso sovrastati e impauriti da avversari tosti e spietati.
Sapete la novità? La pacchia è finita, cari miei.
Oggi bisogna prendere il rischio di attaccar briga con Laurent Koscielny, Jack Wilshere, Mathieu Flamini e Olivier Giroud – e non è affatto detto che sia possibile avere la meglio.
Al posto dei giocatori dello Stoke City ci penserei sopra qualche istante prima di lanciarmi...

Per quanto rigurda la formazione, Arsène Wenger ha confermato il rientro di Mesut Özil e soprattutto Thomas Vermaelen, assente da molto tempo.
Possibile che il belga venga schierato immediatamente nel ruolo di terzino sinistro visti gli acciacchi che hanno colpito sia Kieran Gibbs che Nacho Monreal, però l’impressione è che il manager aspetterà fino all’ultimo sperando di recuperare almeno uno dei due.
A centrocampo sembra scontato il ritorno Mathieu Flamini accanto a Mikel Arteta, mentre Santi Cazorla, Alex Oxlade-Chamberlain, Lukas Podolski, Tomas Rosicky e Jack Wilshere si giocheranno i due posti accanto a Mesut Özil nel terzetto a supporto di Olivier Giroud.
Come ventaglio di possibilità non c’è davvero male, impossibile capire chi saranno i prescelti.

Per puro divertimento, proverò comunque a mettere per iscritto una possibile formazione.
Questa la formazione che Arsène Wenger potrebbe mandare in campo domani pomeriggio:
Szczesny, Sagna, Mertesacker, Koscielny, Monreal, Arteta, Flamini, Oxlade-Chamberlain, Özil, Cazorla, Giroud.
In panchina: Fabianski, Jenkinson, Vermaelen, Wilshere, Rosicky, Podolski, Sanogo.

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