14 marzo 2014

Arsenal are TOP OF THE (injury) LEAGUE!



Ci sono pochi passatempi in grado di riunire popoli e comunità del mondo intero è uno di questi è sicuramente lo sberleffo all’Arsenal Football Club.
Benché poco popolare agli inizi, quando solo le redazioni di Daily Mail e Sun ne erano assidue praticanti, questo hobby è divenuto via via più popolare fino a raggiungere le proporzioni globali che ha oggi.
Il passatempo è composto di più atti, sullo stile di un opera o una rappresentazione teatrale (una tragedia, secondo molti) ma ha il proprio climax nell’analisi degli infortuni che colpiscono i giocatori dell’Arsenal.
In quest’ottica, uno dei godimenti più grandi è consultare il sito specializzato www.injuryleague.com, che dettaglia in modo estremamente preciso i vari infortuni capitati a tutti i calciatori al mondo e elabora classifiche in base al principio secondo il quale una settimana fuori per infortunio corrisponde ad
un punto.


Indovinate un po’ chi è in testa alla classifica per quanto riguarda la Premier League?
Esatto!

Con 227 punti, i nostri cari Gunners sono largamente in vetta e distaccano il Manchester United di ben 67 punti e hanno quindi ottime probabilità di portare a casa il titolo dopo aver chiuso al terzo posto la scorsa stagione e aver sfiorato il successo nel 2011/12 e nel 2010/11.
Nonostante la presenza in rosa di fuoriclasse dell’infermeria come Robin van Persie, Abou Diaby e Thomas Vermaelen, i Gunners non sono mai riusciti a trovare la continuità giusta per compiere il salto di qualità definitivo e staccare tutte le rivali – Manchester United in testa.
È davvero incredibile come una squadra che viene DA ANNI indicata come le grandissima favorita per portare a casa il titolo non riesca mai ad affermarsi, lasciandosi superare da Club verso i quali l’opinione pubblica non ha mai speso una parola di favore come Manchester United (campione nel 2011/2012 e secondo quest’anno) o Tottenham Hotspur (campione nel 2010/2011 e regolarmente presente nella Top 4 fino al crollo della passata stagione).


Personalmente mi domando come mai non è ancora stata chiesta la testa di Colin Lewin, capo del settore medico dell’Arsenal.

Zero tituli in quattro anni nonostante una rosa del genere e i pronostici autorevoli dei media è davvero inaccettabile.

Scherzi a parte, ogni volta che un giocatore dell’Arsenal s’infortuna ne viene fuori un putiferio incredibile e sistematicamente spuntano dal nulla critiche ai metodi di allenamento di Arsène Wenger, attacchi alle metodologie di cura e recupero degli infortunati e pareri di luminari della fisioterapia che – guarda caso – nella migliore delle ipotesi lavorano con le riserve della squadra Allievi della terza squadra di un minuscolo paesino di provincia sperduto tra le campagne inglesi.

Se la logica dice che per una settimana passata in infermeria si accumula un punto in classifica, basterebbe avere due giocatori infortunati ad un ginocchio (26 settimane ciascuno) per fare una figura peggiore di un’altra squadra nella quale tutti i giocatori lamentano un piccolo stiramento allo stesso muscolo che li terrà fuori due settimane ciascuno (50 settimane in tutto).
Io non sono un esperto di fisioterapia nè regimi di allenamento, però mi preoccupo molto di più se tutti i giocatori della mia squadra si stirano lo stesso muscolo piuttosto che se due miei giocatori si rompono un ginocchio.
Mi pare ci sia un eccesso di foga nei confronti dello staff dell’Arsenal, sempre sotto la lente d’ingrandimento per ogni infortunio o ogni recupero rallentato, quando alla fine dei conti la maggior parte degli infortuni gravi occorsi ai giocatori dell’Arsenal sono frutto d’interventi assassini (Eduardo, Ramsey, Diaby), sfortuna (Walcott, Chamberlain), inutili impegni con le Nazionali (Wilshere, van Persie) mentre solo una parte (Ramsey, Özil, Wilshere) sembrano poter essere imputati ad un eccessivo sforzo chiesto ai giocatori o una cattiva preparazione.
È ovvio che tutti noi, Arsène Wenger e Colin Lewin in primis, vorremmo che i giocatori fossero disponibili per il maggior tempo possibile e penso anche che alcuni degli infortuni occorsi ai nostri giocatori siano tra i più improbabili della storia e non meritino di finire sulle spalle dello staff medico dell’Arsenal.

Ci sono alcune cose da migliorare, come ha suggerito lo stesso Arsène Wenger, però mi sembra palese come il tanto bistrattato Arsenal abbia su per giù gli stessi problemi d’infermeria che hanno le altre squadre – come testimoniano le classifiche elaborate da www.injuryleague.com degli ultimi anni.
Udite, udite, anche noi abbiamo giocatori che non riportano mai grossi infortuni e possono assicurare una presenza regolare lungo la stagione. Non voglio nominarli per evitare che il destino se ne accorga e ponga immediatamente rimedio – però non è difficile individuarli.
Ancora più incredibile, quel fuoriclasse di Robin van Persie che sembrava dovesse restare incollato al lettino di Colin Lewin per tutta la durata del proprio contratto a causa dei metodi preistorici del Club, è diventato il signor 48 presenze stagionali nel 2011/12 prima di farne altrettante con il Manchester United la stagione scorsa.
Quindi che facciamo? Rendiamo merito al lavoro svolto dallo staff dell’Arsenal nel mantenerlo integro oppure diciamo che alcuni giocatori s’infortunano più facilmente di altri, a prescindere dai metodi di allenamento?
Le continue assenza dell’olandese quest’anno sembrano suggerire la seconda ipotesi, quindi forse all’epoca non era tutta colpa dell’Arsenal se Robin van Persie non era mai disponibile.

Abbiamo metodi e staff perfettibili, come tutti.
Molto prosaicamente, forse semplicement non siamo particolarmente fortunati per quanto riguarda la tempistica degli infortuni.
Ma per quanto riguarda frequenza e tipologia, siamo tutti sulla stessa barca in Europa!

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