giovedì 20 marzo 2014

Arsène Wenger Top 1'000 – Parte 3

1’000 partite alla guida dell’Arsenal in Premier League, un traguardo che Adrian Durham non ha tardato a salutare definendolo immeritato (il regno di Wenger è troppo lungo di 500 panchine, questo il suo concetto).
Per rendere omaggio al manager francese, ClockEnd Italia lancia una serie di Top 10 che ricordano i momenti più importanti della gestione di Arsène Wenger – nel bene come nel male.



Le migliori frasi di Arsène Wenger


 


10.     
"Se vi chiedo quale sia la miglior squadra del mondo, voi rispondete il Brasile. Giocano un bel calcio? Si. Quale Club ha vinto tutto l’anno scorso? Il Barcellona. Anche qui, bel calcio. Non sono contro l’essere pragmatici, perché fare un buon passaggio e non uno cattivo è da pragmatici. Se ho il pallone, che devo farne? È consentito non essere d’accordo con il concetto che calciare il pallone lontano – ad esempio – sia una pessima soluzione e non sia semplicemente un approccio pragmatico solo perchè, a volte, per coincidenza, funziona?”

Arsène difende la sua filosofia e si chiede si sia ancora ammesso non essere d’accordo con l’approccio iper pragmatico di allenatori come  - che ne so – José Mourinho. Come dice Valdano, “non si vince perché si è giocato male, si vince NONOSTANTE si sia giocato male.”

9.       
"Una squadra di calcio è come una bellissima donna. Se non glielo ricordi, dimentica quanto sia bella.”

Arsène si butta sul romanticismo per caricare la squadra. Che da quel momento in poi continua a non vincere, però ha grande successo alle sfilate di Milano e New York.

8.       
"Ho provato a guardare la partita del Tottenham nella mia camera di albergo, però mi sono addormentato."

Arsène infila il fioretto dritto al cuore dei cugini. Applausi a scena aperta.

7.       
"Stiamo facendo qualcosa di diverso che, a mio avviso, è molto rispettabile. In breve, questo è il concetto: staimo costruendo uno stadio (che costa), perciò acquistiamo giovani talenti in modo tale da non trovarci fregati sul mercato, non avendo le risorse per competere con gli altri. Io costruisco una squadra e compenso (il divario con le avversarie) creando uno stile di gioco, una cultura e attaccamento al Club affinché un ragazzo che arriva qui a 16 o 17 anni vada poi in campo con un surplus di anima e amore per il Club. I giocatori crescono assieme e creano quelle relazioni che durano una vita, come spesso succede per le conoscenze fatte a scuola tra i 16 e i 20 anni. Credo che ciò possa darci una forza che altri Club non avranno.

Il famoso “progetto giovani” spiegato in maniera schietta da Arsène.
Punto uno, non abbiamo i soldi da investire sul mercato. Urge una soluzione alternativa per restare competitivi.
Punto due, anticipo la concorrenza, metto insieme un gruppetto di ragazzini promettenti cui vengono inculcati l’amore per il Club e il attaccamento alla maglia.
Punto tre, i ragazzi crescono insieme e costruiscono una relazione tale che, una volta in campo, li renderà più uniti e solidali rispetto agli avversari.
Punto quattro, sviluppo un forte senso di riconoscenza e lealtà al Club nei giovani giocatori. Nota bene: non sembra funzionare con gli olandesi – DA RIVEDERE.

6.       
"Non compriamo superstar. Noi le costruiamo."

Frase vagamente paracula di Arsène per guistificare la scarsa attività sul mercato. Però funziona, eccome.

5.       
"In qualche Club le vittorie sono fortuite. All’Arsenal sono obbligatorie.”

Altra perla di Arsène per mandare in brodo di giuggiole i tifosi. Scava un solco tra i vincenti come noi e quelli che vincono una volta alla lotteria e si credono chissà chi.
La citazione non è esattamente di attualità, al momento...

4.       
"Se vi offro un buon vino, voi prima lo assaggiate per capirne il gusto e solo dopo chiedete da dove viene.”

Arsène enologo in difesa della natura dello spogliatoio dell’Arsenal, più variegato di una seduta plenaria dell’ONU.

3.       
"È fuori controllo, fuori dalla realtà e irrispettoso. Quando si consegna il successo a persone stupide, a volte ciò le rende più stupide e non più intelligenti.”

Il vecchio Arsène risponde a José Mourinho, che lo ha definito un guardone.
La sfida a distanza è cominciata, speriamo duri ancora a lungo perché un Arsène arrabbiato regala sempre qualche perla di saggezza.

2.       
"Se non credi di poterlo fare, allora non hai nessuna possibilità."

Un messaggio ripetuto all’infinito, nella speranza che qualcuno nello spogliatoio lo recepisca un giorno.

1.       
"Non è impossibile. So che sarà difficile per noi completare l’intera stagione imbattuti. Però, se manteniamo la mentalità giusta, possiamo riuscirci.

Chi si ricorda le risate, le prese in giro, i titoli beffardi, le canzoncine idiote negli stadi?
Io no, io ricordo solo Arsène che raccoglie una maglietta grigia sul prato di Highbury e la mostra sorridente al North Bank.

BONUS

Arsène la butta sul sarcasmo quando gli chiedono di José Antonio Reyes e la sua nostalgia cronica.
Nonstante sia un debuttante nell’umorismo, il talento si vede.
Potrebbe tranquillamente scalzare l’intero cast di Colorado, per dire...

"Nonostante il riscaldamento globale, l’Inghilterra non è ancora abbastanza calda per lui.”


SECONDO BONUS – Epic Fails

Nonostante un certo gusto per le dichiarazioni solenni, Arsène non ha potuto evitare qualche uscita infelice. Queste due sono probabilmente le migliori che troverete in circolazione:

“Avevamo preso in considerazione lui e Francis Jeffers e alla fine abbiamo deciso di prendere Francis Jeffers" 

Il lui in questione è Ruud van Nistelrooy.

“È una questione di giorni, non settimane.”

Arsène Wenger risponde ad una domanda circa l’infortunio occorso a Tomas Rosicky. Il ceco impiegherà 18 mesi per tornare in campo.

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