lunedì 17 marzo 2014

Tottenham vs. Arsenal 0-1: ve lo ripeto per la terza volta, North London is Red!



Erano cinque anni che non si festeggiava una vittoria a White Hart Lane.
Cinque lunghissimi anni.
Tanti quanti ne ho persi io nel secondo tempo della partita di ieri.

Poteva essere un autentico trionfo dopo che Tomas Rosicky ha aperto le marcature con un gol da favola.
Il Tottenham in piena confusione, sbilanciato in avanti e con una linea difensiva follemente alta, sarebbe potuto diventare la vittima sacrificale perfetta per rilanciare la nostra corsa al titolo.
Invece prima Alex Oxlade-Chamberlain ha sprecato l’impossibile, poi la squadra ha perso completamente la testa e si è lasciata schiacciare da un avversario certamente volenteroso ma poco più.

Abbiamo sofferto in maniera eccessiva una squadra male organizzata e disperata, però abbiamo saputo difendere come nessuno credeva fossimo capaci di fare.
Le prove di Bacary Sagna, Per Mertesacker e Laurent Koscielny sono state a tratti esaltanti per precisione, maestria e impegno – mentre i compagni d’attacco hanno per lo più latitato.
Tra palloni sprecati, passaggi sbilenchi e dribbling falliti, il pallone tornava sempre a quelli in maglia bianca e i cross piovevano come fosse la stagione dei monsoni.
Mi prendo volentieri i tre punti e pure la ritrovata vittoria a casa dei polletti, però farei a meno di tachicardia e alopecia precoce da qui alla fine della stagione – almeno in quelle partite in cui possiamo vincere in maniera più o meno tranquilla.

La partita di ieri era una di quelle che avremmo potuto vincere in maniera più tranquilla.

Poco importa, l’importante è aver portato a casa tre punti e aver vinto il terzo derby stagione con i cugini, sempre più smarriti tra cambi di panchina, sessioni di mercato tanto faraoniche quanto inutili e contestazioni dei tifosi.
L’inattesa vittoria dell’Aston Villa contro il Chelsea aveva riaperto uno spiraglio per il titolo ed era necessario infiliarcisi per andare a Stamford Bridge a tentare il colpaccio; abbiamo lottato come dei leoni per riavvicinarci agli uomini di Mourinho e ci siamo meritati la possibilità di provare a rinvigorire un sogno impossibile.
Lo sprint finale è tra i più appassionanti che si siano visti negli ultimi anni, con quattro squadre in una manciata di punti ed ognuna perfettamente in grado di piazzare la volata vincente quanto di steccare completamente e finire staccata.
La classifica ora è bellissima, ci vede a quattro lunghezze dalla vetta con una partita da recuperare e due scontri diretti in arrivo – il primo in trasferta e il secondo in casa.
Da lì in poi sarà una corsa a perdifiato attraverso le sfide con Everton, West Ham, Newcastle, Hull City, West Brom e Norwich – tutte partite che sulla carta si possono vincere e che potrebbero fare la differenza quando calerà il sipario sulla Premier League.

Senza dimenticare la semifinale di FA Cup e quel che ne potrà derivare, ovviamente.

Si dice che vittorie come quella di ieri siano la componente fondamentale di una stagione di successo.
Quel che so io è che costano anni di vita, centimetri di unghie e ciocche di capelli.
Che godimento, però!



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