martedì 29 aprile 2014

Arsenal v Newcastle 3-0: St. Totteringham’s Day, Champions League e altri motivi per sorridere



Che il Newcastle non fosse esattamente uno spauracchio si sapeva, tuttavia la tranquillità e la facilità con cui i Gunners hanno portato a casa la vittoria e compiuto il passo decisivo verso la conquista della 17esima partecipazione consecutiva alla Champions League (preliminari permettendo) sono state eccezionali.


Un possesso palla finalmente efficace, una circolazione precisa e veloce e un perpetuo movimento tra le linee hanno permesso all’Arsenal di portare alla luce tutte i difetti di una squadra ormai senza obbiettivi, senza nulla per cui lottare e palesemente smarrita – come raccontano le sei sconfitte consecutive in campionato.
Ieri sera serviva una vittoria per mettere la giusta distanza tra noi e l’Everton, sconfitto a casa del Southampton, e vittoria è stata – cortesia dei gol di Laurent Koscielny, Mesut Özil e Olivier Giroud.
È stato più che rincuorante vedere come sia tornata la freschezza, fisica e mentale, che ha caratterizzato l’inizio di stagione ed è stato altrettanto piacevole constatare che i nostri migliori giocatori stiano raggiungendo la forma migliore proprio nel periodo più importante: a casa Arsenal succede molto di rado.

Ancora una volta abbiamo visto quanto la squadra sia diversa ed esponenzialmente più forte se può contare su Aaron Ramsey e Mesut Özil, dettaglio passato in cavalleria quando la maggior parte dei tifosi preferiva attaccare le conoscenze tattiche di Arsène Wenger e i suoi metodi di allenamento.
Non partecipo al giochino del “chissà dove saremmo se...”, la stagione è andata com’è andata e potrebbe ancora essere la migliore degli ultimi nove anni – quindi teniamo lo sguardo verso ciò che deve ancora arrivare piuttosto che rimuginare sul passato.
Il quarto posto dovrà essere sigillato al più tardi domenica pomeriggio, anche se una vittoria del Manchester City a casa dell’Everton ci regalerebbe la certezza matematica ancora prima di scendere in campo contro il West Bromwich Albion, dopodiché potremo pensare alla finale di FA Cup del 17 Maggio e capire come gestire l’ultima di campionato contro il Norwich – partita che potrebbe decidere le sorti di più squadra in coda alla classifica.
Perdendo sabato contro il Chelsea, i Canaries avranno più di un piede in Championship in virtù della partita da recuperare che il Sunderland deve ancora giocare – quindi l’ultima di campionato potrebbe anche essere una semplice formalità per entrambe le squadre.
Ed è quello lo scenario per il quale dobbiamo tutti sperare.

Tornando alla partita di ieri, tra tutti i motivi per sorridere ve n’è uno che mi ha fatto imbestialire e che credo abbia fatto lo stesso effetto anche ad Arsène Wenger: il comportamento di Olivier Giroud in occasione del raddoppio.
Personalmente mi è impossibile accettare il fatto che Olivier Giroud non abbia appoggiato il pallone ad un compagno completamente libero davanti alla porta spalancata – non è da Arsenal, semplicemente.
Olivier Giroud ha visto e deliberatamente ignorato Mesut Özil, pronto ad appoggiare il pallone in rete, preferendo concludere in maniera inqualificabile da una posizione estremamente sfavorevole rispetto al tedesco.
Può sembrare un dettaglio, però per esperienza so che certi gesti non passano inosservati tra compagni di squadra e possono silenziosamente degenerare in conflitti, con il rischio che certe tensioni si riflettano nella partita successiva.

Che succederà se si ripresenterà la stessa identica situazione a Wembley?
Prevarrà la voglia di protagonismo (endemica, nel caso di Olivier Giroud) oppure il buon senso?
Ecco, su ciò che farà Olivier Giroud la prossima volta non sono più pronto a scommettere.
E ciò non è buon segno.

Anche questa è una delle differenze tra un campione e un buon giocatore, come dimostrato più tardi dallo stesso Mesut Özil in occasione del terzo gol.
Olivier Giroud ha beffato il fuorigioco avversario da fuoriclasse, ha alzato la testa per valutare la migliore opzione possibile da fuoriclasse ma ha poi deciso di agire da mediocre – per essere poi salvato da un rimpallo e da un guardalinee distratto.
Vi sembrerà estremamente ingeneroso nei confronti dell’attaccante francese, soprattutto in una serata altrimenti positiva come quella di ieri, però l’egoismo è una delle poche cose sulle quali non transigo.
Voglio essere sicuro al 100% che tutti i giocatori in campo giochino per il bene della squadra e non per la gloria personale – ieri in quell’occasione non è stato il caso.

Chiusa la parentesi negativa, è tempo di festeggiare il 19esimo St. Totteringham’s Day consecutivo e godere di un Arsenal che ha regalato un calcio spettacolare a tratti – merito delle combinazioni sublimi tra Santi Cazorla, Aaron Ramsey e Mesut Özil – ha segnato tre gol in una sola partita per la terza volta di fila e sembra carico per un finale di stagione da ricordare.
Fino a quando continueremo a pensare ad una partita alla volta, le cose funzioneranno nella metà guista del Nord di Londra.

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