22 aprile 2014

Una corsa in differita: vantaggio o handicap?



Mancano tre giornate alla fine di un campionato che, inutile negarlo, avrebbe potuto avere un epilogo del tutto diverso.
Con qualche infortunio in meno, o per lo meno con gli stessi infortuni un po’ meglio distribuiti, forse ora potremmo trovarci a lottare per il titolo anziché impantanati nella lotta per il quarto posto, ma tant’è.

Magicamente in tanti si sono accorti che perdere i giocatori migliori può portare ad un drastico calo di rendimento e a lasciare punti per strada. Chi l’avrebbe mai detto!
Chi avrebbe immaginato che il Manchester City senza Aguero e Yaya Touré non avrebbe conseguito gli stessi risultati? Chi si sarebbe mai aspettato che l’assenza di Eden Hazard avrebbe influito sulla classifica del Chelsea?
Eppure entrambe le squadra hanno rose ben migliori e meglio equipaggiate della nostra, come mai hanno sofferto tanto?
Mentre Arsène Wenger si prendeva le (giuste) critiche per non aver saputo aggiungere alla squadra un altro Aaron Ramsey ed un altro Mesut Özil – come se fosse impresa facile – gli altri manager hanno perso i propri migliori giocatori e non hanno saputo trovare contromisure, nonostante panchine molto più lunghe e presunte superstar tra le riserve.

Chiusa la parentesi dei rimpianti, concentriamoci piuttosto su ciò che ci aspetta da qui alla fine del campionato e vediamo di capire come potrebbe svilupparsi il duello tra i nostri Gunners e l’Everton di Roberto Martinez: le squade sono separate da un solo punto con pari numero di partite giocate, l’Arsenal è attualmente quarto e quindi completamente padrone del proprio destino e di conseguenza l’Everton deve confidare in un qualche nostro passo falso e mettere in cascina nove punti dalle ultime tre partite per sperare in un epilogo trionfante.
Impresa non facile, visto che i Toffees se la vedranno con Southampton e Hull City in trasferta, intervallati dalla visita del Manchester City a Goodison Park.
Il nostro cammino sembra più semplice, sulla carta, perché le prossime due partite ci vedranno giocare in casa contro Newcastle e West Brom, mentre l’ultima recita ci vedrà di scena a Carrow Road – casa di un Norwich che presumibilmente si giocherà la salvezza.

Tre vittorie e sarà matematicamente Champions League, il che rappresenta una bella base di partenza.

Riflettendo sulla corsa al quarto posto ho notato che scenderemo in campo conoscendo già il risultato dei nostri avversari in due occasioni su tre, il che mi ha portato a chiedermi: è un vantaggio o un handicap?
Quando gli uomini di Arsène Wenger scenderanno in campo per affrontare il Newcastle all’Emirates Stadium lunedì prossimo, l’Everton starà già riposando dopo la trasferta al St. Mary’s Stadium di sabato a pranzo – quindi la pressione sarà tutta sulle spalle dei nostri ragazzi.
Non so come Mauricio Pochettino e i suoi affronteranno la sfida, avendo già raggiunto la salvezza e non potendo ambire all’Europa, ma di certo non vedo l’Everton lasciare punti nel Sud-Ovest e credo che la differenza di motivazione farà tutta la differenza nella sfida.
Diverso invece il discorso per quanto riguarda il turno successivo, quando Roberto Martinez e i suoi ospiteranno un Manchester City alla disperata rincorsa del Liverpool capolista e noi scenderemo in campo il giorno dopo contro il West Bromwich Albion all’Emirates Stadium.
In quel caso entrambe le squadra avranno qualcosa per cui lottare dal primo all’ultimo minuto, entrambe non potranno permettersi passi falsi di alcun genere e quindi la pressione sarà enorme sia per l’Everton che per il Manchester City, con la sottile differenza che questi ultimi hanno giocatori già abituati a certi scenari mentre i primi potranno contare solo sull’entusiasmo e su una condizione fisica impressionante – una differenza che potrebbe pesare.
Una vittoria della squadra ospite seguita da una nostra il giorno dopo e sarà quarto posto; un pareggio a Goodison Park e una nostra vittoria contro il West Brom e ci basterà un punto a Carrow Road; una vittoria dell’Everton e tre punti per noi e la classifica sarebbe cortissima – generando un finale da brividi.
Senza escluere sorprese di qualsiasi genere, il penultimo turno di campionato assomiglia tanto ad un match-ball per i nostri cari Gunners e sarà fondamentale non sbagliarlo per evitare di affrontare l’ennesimo calvario all’ultima di campionato – come successo durante le ultime due stagioni.

Non vorrei dover andare a Carrow Road con l’acqua alla gola – anche se esistono ottime possibilità che il Norwich sia già retrocesso da qui a quel giorno dato che i Canaries affronteranno Manchester United e Chelsea prima della nostra visita – non fosse altro che per una legge dei grandi numeri, quindi conto sull’esperienza di Arsène Wenger e i suoi uomini per gestire la pressione derivante dal conoscere già il risultato dell’avversario diretto al momento di scendere in campo, che sia positivo o negativo.

Con Aaron Ramsey e Mesut Özil di nuovo in squadra, Olivier Giroud più brillante e una difesa di nuovo solida con il rientro di Laurent Koscielny, tre vittorie sono possibili da qui alla fine.
Tuttavia, fossi in Arsène Wenger, affiggerei negli spogliatoi le parole di un grande saggio – che un giorno disse:

“Be careful of the cat. Don't say you have the cat in the sack when you don't have the cat in the sack.”

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