giovedì 22 maggio 2014

Domanda: serve una versione migliore di Olivier Giroud o una spalla per il francese?


Il mio rapporto con Olivier Giroud è indefinibile.
Raramente un giocatore è riuscito a farmi cambiare opinione tante volte quante il centravanti francese, capace di farmi passare dall’odio viscerale all’estasi nello spazio di un mese, una settimana o a volte perfino novanta minuti.

Ragionando a mente fredda dico che Olivier Giroud non ha le qualità necessarie per guidare il reparto offensivo di una squadra che punta a vincere Premier League e Champions League. Per lo meno non da solo.
Sempre troppo grezzo a livello tecnico, non certo infallibile sotto porta, scarso di testa nonostante la stazza e monodimensionale in quanto a soluzioni offensive.
Ritratto così, Olivier Giroud assomiglia ad un vero bidone, al classico centravanti di sfondamento degno della tradizione dei Carsten Jancker e degli Jan Koller – in realtà però il francese è molto più di questo.
Ventidue gol e nove assist stagionali raccontano tutta un’altra storia, queste statistiche ci dicono che Olivier Giroud può essere il terminale offensivo della manovra dei Gunners e allo stesso tempo diventare la sponda ideale dei tanti nostri incursori e fantasisti – dote non da poco per chi si trova a giocare assieme a Theo Walcott, Aaron Ramsey, Alex Oxlade-Chamberlain, Lukas Podolski, Santi Cazorla e Mesut Özil.

Inoltre Olivier Giroud ha dalla sua parte un livello d’impegno senza pari tra gli attaccanti dell’Arsenal che io ricordi (forse Ian Wright lottava quanto lui ma di certo non era della stessa utilità in fase difensiva) e il vantaggio di rappresentare un’arma in più sui calci piazzati in difesa.
A voler essere maligni, è più utile sui corner avversari che sui nostri.
Poi c’è la sua voglia evidente di migliorare il proprio gioco, l’umiltà di mettersi in discussione e accettare le critiche – anche le più virulente, come le mie – senza mai scomporsi.

Come dovrebbe comportarsi quindi Arsène Wenger sul mercato, alla luce di quanto detto?

Difficile per me dire se l’Arsenal abbia bisogno di una versione lusso di Olivier Giroud oppure se sia più intelligente trovarne un sostituito molto simile – che per ora non è Yaya Sanogo, troppo acerbo – e allo stesso tempo fornigli più frecce che possano sfruttarne il lavoro spalle alla porta.
Mi risulta molto difficile condannare un giocatore che lavora duro per la squadra e che è migliorato in maniera esponenziale tra la prima stagione e la seconda – sotto ogni aspetto.
Sarebbe crudele spedirlo virtualmente in panchina nonostante la buona stagione, però d’altro canto l’Arsenal deve puntare al massimo e – in questo caso specifico – Olivier Giroud non lo è.
Fossi in Arsène Wenger cercherei un centravanti capace di giocare sia spalle alla porta che in profondità, un attaccante che assomigli ad un Robin van Persie – però senza tutto il contorno da bimbetto capriccioso.
Un numero nove che però possa anche muoversi su tutto il fronte d’attacco come un numero dieci, capace di dribblare un avversario se necessario o di bruciare in velocità il marcatore quando l’occasione
 è propizia.

Sfortuna vuole che non ce ne siano tantissimi in circolazione al momento, l’unico nome che mi viene in mente è quello di Karim Benzema ma del francese (l’altro) non mi convince la scarsa predisposizione al sacrificio.
Ci sono state tante partite in cui siamo rimasti bloccati, abbiamo fatto girare il pallone a vuoto senza trovare l’intuizione giusta (guarda caso durante gli infortuni capitati a Theo Walcott, Aaron Ramsey e Mesut Özil) e in quei frangenti Olivier Giroud è stato prettamente inutile se non dannoso.
Non solo per colpa sua, ovviamente, ma in quei momenti la pochezza delle soluzioni alternative offerte dal francese è stata lampante.

L’alternativa sarebbe trovare un altro Olivier Giroud (non Mario Mandzukic, per lo meno non a quel prezzo) e lasciare lottare i due per una maglia da titolare, sperando di trarre il meglio da ognuno.
Magari aggiungendo in rosa un Loïc Rémy, Antoine Griezmann o un Pedro (magari!) capace di partire dall’esterno e tagliare verso il centro al momento più opportuno, sfruttando una sponda del centravanti titolare, oppure giocare direttamente a fianco di Olivier Giroud (o chi per lui) in un 4-4-2 che Arsène Wenger non sembra aver paura di rispolverare quando necessario.

Personalmente, questa è la mia soluzione preferita e sarei assolutamente estasiato nel vedere il manager aggiungere un attaccante che possa svolgere il lavoro che oggi è appannaggio del solo Theo Walcott.
Un velocista capace d’inserirsi dietro la linea difensiva avversaria e che obblighi la squadra avversaria a cercare l’ennesima contromisura dopo aver cercato di arginare Theo Walcott, Mesut Özil, Aaron Ramsey e Olivier Giroud.

Quell’Arsenal potrebbe diventare una squadra terrificante.
Voi che dite?

2 commenti:

  1. Olivier Giroud nell'ultima stagione è stato essenziale in quelle partite dove il lancio lungo, anche per una squadra come l'Arsenal, è risultato essere l'unico modo per uscire se assediati nella propria metà campo. Riguardo alla tecnica individuale non sono d'accordo: ho visto pochi attaccanti della sua stazza stoppare palloni lanciati dalle retrovie con discreta eleganza e difendere gli stessi con tenacia. Per la prossima stagione opterei per una seconda punta, che andrebbe a sostituire Podolski, mobile e tecinca (alla Henry diciamo) da mettere o in coppia in un 4-4-2 ultra offensivo o come unico terminale in quelle partite dove potrebbe prevalere la componente tecnica a quella fisica, soprattutto in area.
    Sanogo lo maderei in prestito da qualche parte in Championship (in PL dubito che possa essere titolare in qualche squadra), per conoscere meglio la dimensione tattica del calcio inglese, magari cacciandola dentro qualche volta.

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  2. Che Olivier Giroud si batta come un leone per difendere il pallone e che spesso lo faccia con eleganza è fuor di dubbio, pero' sulla sua efficacia nel farlo ho molti dubbi. I palloni persi sono tanti, le sponde sbagliate sono altrettante e alla lunga certe mancanze diventano troppo evidenti...

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