sabato 17 maggio 2014

Preview, Arsenal vs. Hull City: il momento è arrivato – animo ragazzi!



Il momento è arrivato, meno di sei ore al fischio d’inizio della partita più importante dell’anno.
Anzi, probabilmente degli ultimi nove anni.

A Wembley ci giochiamo la finale di FA Cup contro l’Hull City, sorpresa del torneo.
Siamo ampiamente favoriti, ovviamente. Ciò non deve rappresentare un handicap, piuttosto dovremo essere bravi nel far pesare il blasone e l’esperienza che i nostri giocatori si portano dietro al cospetto di un gruppo di giocatori non abituati a partite di questo livello e di un Club che approda alla finale di FA Cup per la prima volta nella propria storia.
La partita di questo pomeriggio può suggellare una stagione che ci ha promesso di tutto per poi lasciarci con un po’ di amaro in bocca, pur consapevoli degli enormi passi avanti compiuti dalla squadra rispetto alle ultime stagioni: in testa alla classifica per circa la metà della stagione, i Gunners hanno mostrato una grande maturità e una grande disciplina salvo perdersi nel momento clou – incassando sconfitte indigeribili ad Anfield e a Stamford Bridge.

È stata una stagione intensa, strana per certi versi, e solo adesso viene il bello.
Sono nove anni che subiamo le derisioni dei tifosi avversari, nove anni che siamo obbligati a rispondere ad editoriali velenosi ed opinioni indecenti di presunti esperti i quali sembrano avere tutte le ricette per vincere mentre l’Arsenal Football Club, Arsène Wenger e i giocatori vengono dipinti come degli incapaci, nella migliore delle ipotesi.
Questo pomeriggio, sotto gli occhi di una nutrita delegazione di Italia Gooners che invaderanno i pub di Islington, gli uomini di Arsène Wenger avranno la possibilità di dimostrare di non essere quella banda di sprovveduti che in tanti dipingono.
Non è solo questione di chiudere qualche becco, tuttavia.
Principalmente sarà questione di rendersi finalmente conto che i traguardi che tutti speriamo che la squadra raggiunga non sono chimere ma obbiettivi reali, a patto di giocare con maturità e determinazione.

Una finale non è una partita come le altre, però solo giocandola come se fosse una partita qualunque si può pensare di uscire da Wembley con la coppa in mano.
Della grande delusione della finale di Carling Cup contro il Birmingham ricordo la tensione che sembrava attanagliare la squadra fin dal primo secondo; ricordo l’insicurezza dei giocatori in campo -  che si chiamavano comunque Robin van Persie, Bacary Sagna e compagnia – e ricordo ancora l’inevitabilità del gol avversario, che era chiaro sarebbe arrivato esattamente nel modo in cui è arrivato.
Quella paura e quelle preoccupazioni derivano dal fatto di affrontare la partita con l’enorme pressione di dover vincere a tutti i costi ma soprattutto la pressione derivante dal sapere che perdere la partita sarebbe stata una catastrofe.
E catastrofe è stata, perché quel pomeriggio ha lasciato strascichi per anni.

Quindi oggi pomeriggio dimentichiamo Wembley, dimentichiamo la coppa e dimentichiamo le attese, le aspettative e le pressioni.
Oggi pomeriggio affrontiamo l’Hull City, rispettabilissima formazione di Premier League che abbiamo già battuto due volte questa stagione e che dovremmo sapere come affrontare.
Sarà una battaglia perché le sole armi che gli avversari hanno a disposizione sono la velocità e l’agonismo, mentre a livello tecnico non ci sarà partita; pareggiando (o superando, ancora meglio) i livelli di aggressività e determinazione dell’avversario avremo una buona possibilità di vincere la partita e mettere a letto i fantasmi.

Ovvio che il pensiero vada immediatamente a Wojciech Szczesny e Laurent Koscielny, eroi della partita contro il Birmingham, ma come loro saranno altri i giocatori che vorranno cancellare dalla memoria quel bruttissimo pomeriggio – conto quindi anche sulla loro voglia di rivalsa per affrontare la partita nel modo giusto.
A proposito di giocatori, a livello di formazione il principale dubbio sembra essere la scelta del portiere: schierare Wojciech Szczesny, titolare acclarato, oppure continuare con Lukasz Fabianski, eroe in semifinale ma in scadenza di contratto e quindi in procinto di lasciare il Club?
La mia scelta sarebbe quella di schierare Wojciech Szczesny, essendo il nostro portiere titolare e soprattutto il futuro del Club, anche se riconosco che Lukasz Fabianski meriterebbe di giocare anche la finale dopo aver ben figurato in ognuna della sfide affrontate.
Per il resto la formazione sembra fatta, le uniche sorprese potrebbero venire dalla panchina perché le alternative a centrocampo sono tantissime: Mikel Arteta e Aaron Ramsey partiranno titolari, dietro di loro lottano per una maglia Tomas Rosicky, Kim Källström, Mathieu Flamini e Jack Wilshere – probabile che lo svedese resti fuori e che Jack Wilshere trovi posto in panchina, resta da capire chi lo accompagnerà tra Mathieu Flamini o Tomas Rosicky.

Questa la formazione che mi aspetto di vedere in campo questo pomeriggio:


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