lunedì 11 agosto 2014

Arsenal v Manchester City 3-0: trofeo? Amichevole di lusso? Chiamatelo come volete, si legge trionfo!



Amichevole di lusso ‘sta cippa.
Quando il campione uscente d’Inghilterra sfida il vincitore della FA Cup non è un’amichevole – è la supercoppa inglese.
Che si chiami Community Shield e che abbia poco fascino poco importa, si tratta del primo titolo stagionale e come tale finisce sull’albo d’oro di chi lo vince.
Lo abbiamo vinto noi, mettetevi l’anima in pace!

Una lezione di calcio per oltre un’ora, poi pura accademia contro quella che dovrebbe essere la squadra da battere in Premier League e che in sostanza non ha mai visto il pallone e non ha mai trovato le contromisure giuste per limitare il potenziale offensivo dei Gunners.

Piccolo memorandum a chi si nasconde dietro le assenze pesanti in casa Manchester City: anche noi eravamo in formazione (molto) rimaneggiata, belli di papà.
Se Pellegrini ha fatto a meno di Kompany, Zabaleta e Agüero (Demichelis, Negredo e Sagna non sono titolari abituali), Arsène Wenger ha dovuto rinunciare a Mesut Özil e Per Mertesacker (oltre a Olivier Giroud partito dalla panchina e Theo Walcott infortunato), quindi non è che l’Arsenal fosse esattamente a pieno organico.
Abbiamo finito la partita con una linea difensiva composta da soli terzini eppure Wojciech Szczesny è stato chiamato ad una sola parata e un paio di uscite al limite dell’area – quindi le scuse stanno a zero.
Tra l’altro non troppo tempo fa il Daily Mail elogiava l’impressionante rosa a disposizione di Pellegrini, pontificando sulla qualità delle riserve designate e sul grande numero di opzioni a disposizione del tecnico del Manchester City.
Cos’è cambiato nelle ultime settimane? Il City ha venduto tutti e ha i giocatori contati? Sono improvvisamente diventati tutti dei bidoni?

Parentesi polemica chiusa, veniamo a noi.

Come dimostrato dai giocatori e da Arsène Wenger subito dopo il fischio finale, la vittoria del Community Shield numero 13 è una bella soddisfazione ma gli obbiettivi sono palesemente altri: la partita di ieri è stata preziosa per vedere come i nuovi si stanno integrando in squadra e per fare una nuova iniezione di fiducia in vista della stagione che è appena iniziata – stop.
Non è poco, intendiamoci, ma effettivamente la partita di ieri assomiglia molto di più ad un check-up finale prima del via ufficiale piuttosto che ad una finale di coppa – con la piccola differenza che a dirlo sono i vincitori, non quelli che accampano scuse in seguito ad una sconfitta.
In quest’ottica, le belle prestazioni di Calum Chambers, Mathieu Débuchy e Alexis Sanchez sono state a tratti superbe e hanno confermato la bontà delle scelte estive di Arsène Wenger e della rete di osservatori, confortando chi – come me – non era del tutto convinto da amichevoli e Emirates Cup.
Il giovane difensore ex Southampton ha ben figurato al centro della difesa e ha effettutato un paio di ottime chiusure ma si è mostrato a volte eccessivamente disinvolto (un retropassaggio da brividi a Wojciech Szczesny); Alexis Sanchez ha causato danni immani negli ultimi trenta metri ed è stato un elemento determinante in ogni ripartenza, potendo contare su una velocità ed un controllo di palla fuori dal comune e Mathieu Débuchy, il mio personale Man of the Match, sembrava giocasse all’Arsenal da un decennio.

Per concludere, abbiamo tutti passato un ottimo pomeriggio: i giocatori in campo per come hanno messo a dormire le ansie del dover affrontare una “grande” dopo le scoppole dell’anno passato; Arsène Wenger che ha potuto mettere in mostra i nuovi arrivati e portare a casa un altro trofeo; Pat Rice sorridente e in forma che ha potuto premiare i giocatori a fine partita e tutti noi che abbiamo disinnescato immediatamente le possibili battutine e prese in giro in caso di sconfitta, oltre ad aver festeggiato il secondo titolo in ottantacinque giorni.

Quanto sia prestigioso questo trofeo lasciatelo decidere a noi.
Che lo abbiamo vinto.



Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti