giovedì 7 agosto 2014

Vi avanzano due spiccioli? Scommettete su questi tre nomi



Alexis Sanchez.
Mesut Özil.
Aaron Ramsey.
Tre nomi che fanno sognare tutti noi Gooners ; tre nomi che dovranno trascinare la squadra verso quei trofei che sfuggono da tanto tempo – o che non sono mai arrivati ; tre nomi indicati in maniera unanime da tifosi, stampa ed esperti come quelli in grado di fare la differenza in campo.

Troppo facile scommettere su questi tre nomi, quindi ve ne propongo tre alternativi:

Jack Wilshere.
Alex Oxlade-Chamberlain.
Héctor Bellerín.

Se vi avanzano due monetine e non sapete che farvene, puntatele su questi tre – il guadagno potrebbe essere inimmaginabile.
Se permettete, provo a spiegarmi meglio di seguito.

Jack Wilshere, centrocampista – 22 anni
Il ragazzo non ha ancora 23 anni, è bene non scordarselo.
Recentemente è balzato su tutte le prime pagine dei giornali per qualsiasi ragione che non fosse una buona prestazione sul campo.
Le foto della festa in piscina a base di ragazze, champagne e sigarette sembra averlo fatto sprofondare in coda alle preferenze di Arsène Wenger e dei tifosi, nessuno lo da ormai come titolare in squadra e per questo sembra destinato ad un’altra stagione piuttosto anonima, passata a fare da tappabuchi sulla linea mediana.
A guardare la rosa dell’Arsenal pare ci sia sempre uno migliore di lui per le varie posizioni che Jack può coprire: Mesut Özil e Santi Cazorla come trequartisti; lo stesso spagnolo, Alexis Sanchez e Lukas Podolski sulla corsia di sinistra; Theo Walcott, il cileno e Alex-Oxlade Chamberlain per la fascia opposta; Aaron Ramsey per quello di incursore.
Resterebbe scoperto il ruolo di centrocampista difensivo, però nessuno lo vede in quella posizione: troppo piccolo, troppo tendente a perdere il pallone in posizioni pericolose con le sue accelerazioni palla al piede, troppo indisciplinato.
Senza parlare poi del possibile arrivo di un grande nome per quella posizione e la già agguerrita concorrenza rappresentata da Mikel Arteta, Mathieu Flamini e Abou Diaby.

Senza voler sembrare un illuso, un Jack Wilshere in forma non è inferniore a nessun altro dei nostri centrocampisti – poco importa quale sia la posizione.
Passare due anni fermo mentre i tuoi compagni crescono, si costruiscono una carriera e diventano i beniamini della tifoseria non è facile – e lo è ancora meno se hai le stimmate del predestinato.
Il nuovo Liam Brady, ha detto qualcuno.
Non se sia esagerato oppure no, so che certe prestazioni di Jack Wilshere ce le ho ancora stampate in mente e mi confermano che il ragazzo tornerà a quei livelli.

Quale momento migliore se non ora? Adesso che i riflettori si sono spostati altrove, adesso che nessuno si aspetta nulla da questo ragazzotto che sembra prendere una brutta piega?
Per convincermi – e convincervi – ancora più forte voglio ricordare le parole di Arsène Wenger, pronunciate appena pochi mesi fa:
He's starting to think 'what Ramsey can do, I can do as well”

Come sapete, mi fido dell’alsaziano – quindi credo che Jack possa arrivare ai livelli di Aaron Ramsey.
Dopotutto nemmeno Aaron Ramsey sembrava poter diventare Aaron Ramsey e guardacaso anche lì c’era di mezzo un brutto infortunio e una lunga convalescenza...

Alex Oxlade-Chamberlain, centrocampista offensivo – 21 anni
Ecco un altro giovane veterano – 21 anni non ancora compiuti e già oltre cinquanta presenza con la maglia dei Gunners tra Inghilterra e Europa.
Come per Jack Wilshere, nessuno sembra prenderlo in considerazione per un ruolo da protagonista: errore!
Pochissimi in squadra hanno la sua vivacità e la sua aggressività, per non parlare poi del tiro forte e preciso. Aggiungiamo poi il fatto che è veloce, possiede un dribbling preciso e ha una potenza fisica degna di un rugbista ed ecco che il ritratto diventa subito molto interessante.
Arsène Wenger lo vede in posizione più centrale rispetto agli esordi, però le sua caratteristiche possono diventare molto pericolose anche sulgli esterni – indifferentemente a destra o a sinistra, dal momento che è virtualmente ambidestro – e ciò lo rende universalmente scomodo per qualsiasi marcatore.
Dati i vent’anni pecca ovviamente di continuità, però la voglia di emergere non gli fa difetto e questa potrebbe essere decisamente la sua stagione – qualsiasi sia la sua posizione in campo.
Magari non sarà un titolare fisso, magari fungerà da jolly offensivo per larghi tratti della stagione ma potrebbe ripercorrere perfettamente le orme di Freddie Ljungberg e diventare l’uomo del finale di stagione, la scheggia impazzita che risulta determinante con un singolo inserimento.

Occhio ad Alex Oxlade-Chamberlain quest’anno...

Héctor Bellerín, terzino destro – 20 anni
Il suo arrivo a Londra nel 2011 è stato completamente oscurato dal compagno Jon Toral, sbarcato dallo stesso aereo con la scomoda etichetta di nuovo Cesc Fàbregas.
Con tutta la stampa e i tifosi impegnati a studiare da vicino il nuovo fenomeno strappato al magico vivaio del Barcellona, l’ennesimo centrocampista dai piedi vellutati che avrebbe fatto sognare l’Emirates Stadium con le sue giocate (come Fran Mérida, più o meno...), solo Arsène Wenger e Steve Bould hanno fatto caso all’altro spagnolo – quello “scarso”.
Arrivato formalmente come ala, Héctor è immediatamente divenuto un terzino e da allora la sua progressione è stat impressionante: titolare con l’U18 e subito dopo con l’U21, lo spagnolo è stato spedito a farsi le ossa in Championship al Watford, dove ha brillato fin da subito – impressionando sia in difesa che in attacco, come dimostrato dallo splendido assist nella partita contro il Leeds.
Fino all’estate nulla sembrava far presagire un ingresso immediato di Bellerín in prima squadra ma la decisione di Arsène Wenger di mandare Carl Jenkinson – il vice designato del titolare Mathieu Débuchy – in prestito al West Ham ha fatto capire che l’alsaziano punta forte sul giovane difensore catalano.
Non mi sorprenderebbe affatto se l’ascesa rapida del terzino continuasse la propria parabola e permettesse a Bellerín di accumulare un buon numero di partite sia in Premier League che in Champions League – playoff permettendo.
Se c’è una persona che non guarda alla carta d’identità ma solamente alle prestazioni, quello è Arsène Wenger, quindi lo spagnolo ha tutte le possibilità per rendere la stagione indimenticabile.

È la scommessa più ardita, quindi anche la più affascinante.
Il gioco sta per cominciare, fate le vostre puntate...

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