giovedì 11 settembre 2014

Arsène Wenger dà il benvenuto a Danny Welbeck, l’attaccante sgradito



La favola di Arsène Wenger che non avrebbe voluto Danny Welbeck continua.
Complici alcune dichiarazioni dell’alsaziano, non si placano le teorie del complotto secondo le quali il trasferimento dell’attaccante inglese dal Manchester United all’Arsenal si è svolto alle spalle dello stesso Arsène Wenger.

Nella tradizionale conferenza stampa pre-partita di questa mattina, le domande relative a come l’Arsenal affronterà il Manchester City si sono contate sulle dita di una mano, mentre infinite sono state quelle orientate verso l’arrivo di Danny Welbeck.
È stata una dichiarazione nello specifico a convincere ulteriorment i complottisti, la seguente:

“If I had not travelled that day, Welbeck would not be here. I'll explain that a bit later but the coincidence made that because I was on my way. If I had stayed at home, Welbeck would not be here today. That's the truth.”

“We are in 2014 and you can always be in touch with everybody even when you travel. The advantage of that day was I had to get up at six o'clock in the morning and I was available the whole day.”

Tradotto in italiano, la dichiarazione dice che il trasferimento non si sarebbe fatto se Arsène Wenger quel giorno non fosse stato in viaggio verso Roma (dove ha partecipato alla Partita per la Pace indetta da Papa Francesco).
Inoltre il manager dice che una coincidenza ha fatto in modo che l’affare andasse in porto e che il fatto di doversi alzare alle sei del mattino ha giocato un ruolo molto importante nell’intera trattativa.
Se ad un primo impatto può sembrare che Arsène Wenger confermi la teoria secondo la quale la sua assenza a Londra abbai permesso a Ivan Gazidis e Stan Kroenke di operare in tutta autonomia, forzando la mano al manager una volta trovato l’accordo, preferirei andare oltre le apparenze.

Personalmente, non credo a questa versione (e l’ho spiegato su www.gunnerstown.com, per chi fosse interessato) ma penso piuttosto che la coincidenza di cui parla Arsène Wenger sia direttamente legata al fatto di doversi svegliare presto e sia nello specifico la possibilità che l’alsaziano sia stato messo al corrente della disponibilità di Danny Welbeck molto in anticipo rispetto a qualsiasi rivale (e rispetto a noi e alla stampa). Se fosse stato a Londra, avrebbe probabilmente perso questo vantaggio e Danny Welbeck sarebbe potuto finire – che so – al Tottenham.

Le sue dichiarazioni successive, non riportate con la stessa enfasi, raccontano poi di un Arsène Wenger pienamente implicato nel trasferimento e d’accordo al 100% con il direttivo.

“It was quick because it was the last day of the transfer window but I had no hesitation to do it.”

Non ho mai creduto alla dietrologia, forse sarò troppo ingenuo.
Vorrei che non avessimo le nostre personalissime scie chimiche o microchip vari, preferisco lasciare certi discorsi ad altri.

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