venerdì 5 settembre 2014

Benvenuto, Danny Welbeck!



Probabilmente non è il colpo finale che molti di noi si aspettavano.
Per lo meno quelli che si aspettavano davvero che qualcosa succedesse, beninteso.
Personalmente non credevo che Arsène Wenger avrebbe aggiunto un attaccante alla rosa, temevo di dover continuare con Yaya Sanogo come riserva e Alexis Sanchez in versione centravanti.
Una prospettiva tutt’altro che cattiva, con il solo inconveniente che l’inserimento in squadra del cileno sarebbe passato da graduale a drastico.

Ed ecco che invece l’alsaziano apre il portafogli e sborsa £ 16m per acquistare il giovane attaccante cresciuto nel Manchester United.

Proviamo quindi a vedere quali siano i pro e quali siano i contro dell’operazione.
Primissimo spunto positivo: l’ultima volta che abbiamo fatto affari con il Manchester United, sir Alex Ferguson ci aveva rifilato Mickäel Silvestre – il miglioramento è quindi palese.
Anziché un bidone già ampiamente sul viale del tramonto, questa volta è arrivato un nazionale inglese appena 23enne ma con un bagaglio d’esperienza notevole – in Premier League, Champions League e in competizioni internazionali.
Arsène Wenger potrebbe quindi aver pareggiato i conti con il Diavolo, non fosse che resta in sospeso quella questione a proposito dell’olandese – però mica puoi combattere il piccolo bambino dentro l’olandese che grida Uniteeeeeeeeed!, no?

Passiamo a cose molto più serie, purtroppo.
Danny Welbeck è un centravanti piuttosto atipico, di quelli che sembrano piacere molto ad Arsène Wenger: capace di muoversi su tutto il fronte offensivo, bravo nel togliere punti di riferimento ai marcatori avversari, multidimensionale per come può offrire profondità alla manovra e al contempo favorire l’inserimento dei compagni, l’attaccante inglese riempe tutti i requisiti giusti per diventare il terminale offensivo della nostra manovra.
Sembrerebbe l’affare del secolo, quindi.
Perché il Manchester United ce lo avrebbe venduto così facilmente, quindi?
Sul mercato attuale, la cifra pagata dall’Arsenal per un attaccante inglese non è per niente eccessiva e può rivelarsi essere un investimento eccellente, non fosse per il fatto che Danny Welbeck non ha esattamente un ruolino di marcia da cannoniere.

Ad oggi il suo bottino migliore è di dodici gol nella stagione 2011-2012, quando da ventunenne reduce dal prestito al Sunderland ha saputo ritagliarsi uno spazio al Manchester United e andare a segno nove volte in Premier League, due volte in Europa e una volta in FA Cup.
Per una squadra che già deve sopportare l’imprecisione cronica di Olivier Giroud e Yaya Sanogo, l’arrivo di Danny Welbeck può non essere visto come un vero e proprio miglioramento.
Tuttavia, l’attaccante inglese e ispirazione ufficiale per il personaggio di Carl Carlsson dei Simpson può tranquillamente compiere lo stesso percorso che ha portato Daniel Sturridge da ruota di scorta al Chelsea a macchina da gol al Liverpool.

Come Danny Welbeck, Daniel Sturridge non ha mai segnato molto mentre giocava a Stamford Bridge e dev’essere sembrato un affarone per Roman Abramovich cederlo per £ 15m al Liverpool, salvo poi scoprire  che il ragazzo segna più di Fernando Torres, Demba Ba, Andriy Shevchenko, Hernan Crespo e Samuel Eto’o messi assieme.
Chi dice che il nostro buon Danny Welbeck non può fare altrimenti?

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