mercoledì 17 settembre 2014

Borussia Dortmund v Arsenal 2-0: buon risultato per i Gunners!


Mettendo in conto il fatto che la partita sarebbe potuta facilmente finire tantissimi a nessuno per gli uomini di Jürgen Klopp, il 2 a 0 mi sembra tutto sommato un buon risultato.

Francamente, non so nemmeno cosa dire.
Una prestazione collettiva troppo brutta per essere giudicata in maniera costruttiva.
Scelte tattiche indifendibili, prestazioni individuali impresentabili e pure tutti gli episodi decisivi a sfavore – quindi una sconfitta più che meritata.
I due gol di scarto non rendono giustizia al lavoro svolto dai padroni di casa, sempre primi sul pallone e sempre più solidi fisicamente rispetto ai nostri.
Non fosse stato per alcune parate ed uscite tempestive di Wojciech Szczesny, il passivo sarebbe stato certamente molto più severo e le conseguenze per il morale della squadra disastrose – tornando a casa con una prestazione orribile ma un risultato tutto sommato accettabile (nella forma, ovviamente non ne la sostanza) forse abbiamo limitato i danni ed evitato di mandare tutto all’aria.

Arsène Wenger ha tanto lavoro da fare, tante riflessioni circa il modo di mettere in campo la squadra e gli interpreti da scegliere di volta in volta.
Non vorrei essere al suo posto in questo momento.

C’è un aspetto curioso però, qualcosa che ha attirato la mia attenzione.
Date un’occhiata alle statistiche qui sotto, tra la vittoria della passata stagione e la sconfitta di ieri sera non c’è alcuna differenza a livello di numeri.
A sinistra il resoconto della vittoria storica a Dortmund e a destra quello della batosta rimediata ieri.


Quest’anno il Borussia Dortmund ci ha dominati e sconfitti, l’anno scorso il Borussia Dortmund ci ha dominati e abbiamo portato a casa i tre punti.
Questione di episodi, quindi.
Ieri Danny Welbeck ha avuto l’occasione di portarci in vantaggio e ha calciato a lato, l’anno scorso Aaron Ramsey ha spedito la palla in rete e ci ha regalato i tre punti decisivi per passare il turno.
Come sempre in partite importanti come quella di ieri, non sfruttare le poche occasioni a disposizione vuol dire condannarsi da soli alla sconfitta.
Non ne faccio una colpa di Danny Welbeck, ovviamente, purtroppo però la realtà è questa: la prima squadra a segnare un gol spesso sposta gli equilibri tattici, mentali e fisici a proprio favore e rimontare diventa una vera impresa.
L’anno scorso abbiamo segnato per primi e ci siamo arroccati per difendere il vantaggio, quest’anno siamo andati sotto e abbiamo spalancato le porte alle folate offensive di una squadra che fa del contropiede la propria arma migliore.

Chiudiamo in fretta il capitolo Dortmund, cancelliamo immediatamente il ricordo di una serata così sciagurata e pensiamo a come riscattare una prestazione orribile.
Il manager in primis e ciascuno dei giocatori hanno l’obbligo di guardarsi negli occhi e trovare una soluzione – non ci sono scuse per giustificare l’assenza totale dal campo “apprezzata” ieri sera da noi Gooners.

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