mercoledì 10 settembre 2014

Com’era la storia dell’Arsenal senza panchina?



C’era una volta una squadra guidata da un manager tirchio, divenuta negli anni la barzelletta della Premier League a causa dell’incapacità del suddetto di costruire una squadra ampia abbastanza da coprire adeguatamente infortuni e squalifiche.
Da allora, ogni infortunio sembra tramutarsi in un dramma.
Ogni volta che un giocatore dei Gunners finisce al tappeto (il più delle volte succede mentre gioca con la Nazionale del proprio paese), è subito il panico tra i tifosi: come faremo adesso? Chi giocherà? Perché c’è un bambino di otto anni sulla fascia? Perché lo speaker dell’Emirates Stadium sta chiedendo al pubblico se per caso qualcuno si è portato dietro i parastinchi?

Fosse stato solo un problema di infortuni, sarebbe andata anche bene perché prima o poi la sfortuna avrebbe smesso di accanirsi sui poveri Gunners.
Il fatto è che la famosa coperta era corta a prescindere dagli infortuni: quando il manager, illuminato da un’idea tattica di rara arguzia, si voltava verso la panchina per effettuare un cambio, ecco che la sua espressione cambiava radicalmente.
Il motivo è semplice, la mancanza di alternative.
In termini numerici, il conto è sempre stato buono; in termini di qualità, purtoppo un po’ meno.
Quante volte la squadra avrebbe avuto bisogno di un attaccante in più per recuperare il risultato e si è dovuta affidare a Nicklas Bendtner o Marouane Chamakh? Quante volte? Una di troppo, a prescindere.

Da allora, dagli anni delle otto scoppole rimediate a Old Trafford il 28 Agosto 2012, pare che il tempo si sia fermato nelle menti di noi Gunners.
Squadra corta e inadeguata, ricambi assenti o impresentabili, manager assolutamente immobile.
Quel giorno in panchina c’erano Gilles Sunu, Oğuzhan Özyakup, Henri Lansbury e Ignasi Miquel mentre in campo sono scesi Armand Traoré, Carl Jenkinson e Francis Coquelin – col senno di poi il risultato è anche buono.
Fortunatamente, il tempo non si è fermato per niente!
Nello spazio di tre anni, Arsène Wenger ha aperto quello stramaledetto portafogli e effettuato 22 acquisti a fronte di 15 cessioni, rinforzando la squadra con elementi come Per Mertesacker, Lukas Podolski, Mesut Özil e Alexis Sanchez – oltre ovviamente a fuoriclasse come André Santos e Chu-Young Park!

Date un’occhiata alle formazioni ipotizzate di seguito e ditemi se avete ancora paura che un infortunio, una squalifica o una partita da raddrizzare vi fanno ancora paura.
Guardate come Arsène Wenger può finalmente voltarsi verso la panchina e trovare la soluzione più adeguata alla circostanza in cui ci troveremo; guardate come possa elaborare piani tattici estremamente vari tra loro e sfruttare i punti deboli dell’avversario al meglio (non è sicuro che lo faccia, comunque); ammirate come dal centrocampo in su esistano tre alternative per ogni ruolo!

Le formazioni tipo:


Le scelte per ruolo:



Chi ha detto che l’Arsenal è una squadra senza alternative?


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