lunedì 1 settembre 2014

Leicester City v Arsenal 1-1: Gunners brutti e prevedibili, pareggio giusto


Nell’anteprima di sabato mi chiedevo se gli uomini di Arsène Wenger avrebbero avuto energie e stimoli a sufficienza per avere la meglio sul volenteroso Leicester City.
La risposta che ha dato il campo è stata senza appello: no.

Troppo lenti, troppo imprecisi, troppo disuniti, i Gunners sono riusciti in qualche modo a passare in vantaggio grazie al secondo gol consecutivo di Alexis Sanchez – l’unica buona notizia del pomeriggio – salvo poi farsi recuperare immediatamente da Ulloa e rischiare la sconfitta nel finale di partita.
I padroni di casa si sono difesi con ordine e tenacia, tuttavia l’Arsenal non ha mai davvero dato l’impressione di poter tornare in vantaggio e fatico a ricordare qualche vera occasione da gol, ciò nonostante i 24 tentativi registrati durante la sfida.
Non ho ancora capito come siano calcolate le occasioni da gol, se vogliamo considerare la conclusione in tribuna di Mathieu Flamini, allora qualsiasi squadra può facilmente crearne cinquanta a partita.

Nonostante un possesso palla mai inferiore al 60% e il fatto di aver giocato la maggior parte della partita nella trequarti avversaria, gli uomini di Arsène Wenger hanno saputo trovare solo tre falle nella difesa ospite e hanno capitalizzato una sola volta, sintomo del tanto lavoro che resta ancora da fare per ritrovare fluidità e pericolosità in attacco.
Non voglio addentrarmi in discussioni tattiche circa il nuovo modo di giocare impostato da Arsène Wenger, voglio solo sperare che abbia in mente qualcosa di eccezionale perché sacrificare Mesut Özil a sinistra sarebbe una scelta più che discutibile dopo la cifra invesitita e soprattutto dopo aver rifiutato il ritorno di Cesc Fàbregas.
Il tempo ci dirà qual è l’idea di Arsène Wenger, per ora io vedo solo tanta confusione – e non mi piace per niente.

Avremmo potuto e dovuto vincere perché il Leicester City,  per quanto arcigno, è sembrato un avversario mediocre: perché allora non ci siamo riusciti?
Personalmente ho due opinioni al riguardo: in primis abbiamo lasciato in campo un difensore centrale che visibilmente non poteva colpire di testa a causa dell’infortunio, inoltre abbiamo costantemente cercato la soluzione più complicata possibile quando ci siamo trovati nei pressi dell’area di rigore avversaria, vanificando spesso azioni promettenti.
E Yaya Sanogo?
Ha avuto una giornataccia, non più non meno di tanti altri.
Anzi, quando è uscito siamo sembrati subito molto meno pericolosi – il che dovrebbe far riflettere.
Si è mosso, ha lottato, ha creato spazi nonostante non sia davvero pronto per guidare l’attacco dei Gunners.
Impossibile e inutile prendersela con lui, se vogliamo prendercela con qualcuno allora puntiamo il dito contro Arsène Wenger che affida al ragazzo un compito così difficile.
Forse ha ragione l’alsaziano e Yaya Sanogo a Gennaio sarà il centravanti più forte dell’intera Premier League, fatto sta che adesso sembra tutt’altro. Di certo Arsène Wenger non si tirerà indietro e continuerà a farlo giocare perché Yaya Sanogo è la sua personalissima missione, quindi meglio abituarsi e sperare per il meglio.

Mettiamoci l’anima in pace, godiamoci il delirio dell’ultimo giorno di mercato e dimentichiamo Leicester. Tra due settimane si ricomincia.

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