venerdì 26 settembre 2014

Preview, Arsenal v Tottenham: North. London. Derby. Non servono altre parole



Il giorno della riunione di famiglia è arrivato.
Non parlo del bel pranzo domenicale con la famiglia in senso stretto, le risate eccetera, parlo del matrimonio con ottocento invitati al quale – inevitabilmente – s’incontra il cugino di quindicesimo grado, spiacevole a frequentarsi, verde di bile dall’invidia dei successi altrui e sempre intento a raccontarti come lui farebbe tutto meglio se fosse al tuo posto.

Immagino abbiate capito chi sia quel cugino.
Ebbene, occhio perché domani alle 18:30 suonerà al nostro campanello!

Si presenterà a casa con la ferma intenzione di rovinare la festa, ovviamente, e farà di tutto per riuscirci.

Spetterà quindi al padrone di casa Arsène Wenger e ai suoi uomini fare in modo che il cugino antipatico abbia la lezione che merita, se possibile nel modo più spettacolare e umiliante che esista.
Idealmente, sarebbe bello ripetere i risultati del 2011/2012 e del 2012/2013 – se proprio non sarà possibile, anche un finale come quello del 2013/2014 andrà bene.
I cugini non paiono attraversare un gran momento di forma, sono stati sconfitti in casa dal West Brom nell’ultima di campionato e non vincono da tre partite – avendo fatto registrare la sconfitta interna contro il Liverpool e il pareggio a casa del Sunderland; tuttavia, un North London Derby è pur sempre una partita a parte, dove la forma conta meno di quanto dovrebbe mentre la determinazione ha un peso specifico enorme.
Per questo motivo sarà bene farsi trovare pronti fin da subito, per evitare che gli Sp*rs prendano le misure in campo e soprattutto per approfittare delle partenze lente dei nostri avversari, che hanno incassato un terzo dei gol totali entro i primi dieci minuti di partita.
Un gol immediato farebbe esplodere l’Emirates Stadium e farebbe sprofondare i cugini nel panico, costringendoli ad aprirsi per recuperare il risultato ed esporsi quindi alla velocità di Alexis Sanchez e Danny Welbeck.
Uno scenario da favola.

Non so quale sarà l’approccio scelto da Arsène Wenger, né quale sarà lo schema che l’alsaziano ha in mente però le sue parole in conferenza stampa a proposito dell’intesa tra Mesut Özil e Danny Welbeck fanno pensare che il 4-2-3-1 classico visto a Villa Park sarà confermato anche domani.
Con Santi Cazorla da una parte e Alexis Sanchez dall’altra, il quartetto offensivo ha le carte in regola per mettere a soqquadro l’instabile difesa avversaria – capace di concedere sei gol nelle ultime tre partite.
Sarà interessante capire chi tra Aaron Ramsey e Jack Wilshere partirà titolare accanto a Mikel Arteta, l’impressione è che il gallese sarà regolarmente al proprio posto nonostante un periodo di forma non esattamente brillante – per usare un eufemismo.
Peccato per Jack Wilshere, impressionante contro il Manchester City, perché dovrà verosimilmente accomodarsi in panchina e giocarsi solo uno spezzone di partita.
L’intesità di partite come quella di domani sembra perfetta per lo stile del nostro Jackie Boy, forse Arsène Wenger teme che possa farsi trasportare troppo dalla sfida di domani e non offrire adeguate garanzie alla squadra.

Le ultime notizie dall’infermeria dicono che Per Mertesacker e Kieran Gibbs (che compie 25 anni oggi, come passa il tempo!) sono a disposizione per la partita di domani, così come Mathieu Flamini, mentre Nacho Monreal è ancora alla prese con un problema alla schiena e non sarà della partita. Niente recupero miracoloso per Theo Walcott, che tonerà a pieno regime subito dopo la prossima pausa per le Nazionali, saltando quindi sia Galatasaray che Chelsea.

A proposito di Galatasaray e Chelsea, vincere domani pomeriggio ci permetterebbe d’iniziare al meglio questa settimana molto intensa – quindi cogliamo l’occasione al volo e diamo il via alla nostra stagione, finora sufficiente ma di certo non eccezionale.

Questi gli undici cui Arsène Wenger chiederà di occuparsi dei cugini:


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