mercoledì 29 ottobre 2014

AAA Cercasi giocatore per l’Arsenal. Per informazioni rivolgersi a?



Vi do una notizia in anteprima mondiale: siamo a corto di difensori.
Ebbene sì, la coperta dietro è corta!

Prima che me lo facciate notare voi, confermo di essere stato tra coloro i quali non considerano la povertà numerica del contingente difensivo un grosso problema – e resto della mia opinione.
Vedere Nacho Monreal fare lo stopper non è piacevole, lo ammetto, però non mi pare la fine del mondo se da qui al 1° Gennaio 2015 lo spagnolo dovrà giocare qualche altra partita da centrale o se Hector Bellerìn farà qualche altra presenza come terzino destro.
Non è un singolo elemento a determinare le sorti di una squadra, quindi una sconfitta non dipenderà certo dalla prestazione dell’uno o dell’altro.

A patto, dettaglio non da poco, che il 1° Gennaio Arsène Wenger aggiunga un difensore centrale alla rosa attuale.
E qui – come insegna il proverbio – casca l’asino: Arsène Wenger acquisterà un altro difensore?
Tutti gli indizi vanno verso la medesima direzione, quella positiva, però con l’alsaziano non si è mai troppo cauti.
Neppure le parole dello stesso manager durante l’ultima riunione dell’AGM, tenutasi qualche giorno fa, mi rassicurano del tutto – eppure sono state molto chiare.
Rispondendo alla precisa domanda di un partecipante, davanti a tifosi, stampa e dirigenza il manager ha detto:

“In generale credo che sul mercato ci siamo comportati in maniera davvero notevole. Sono d’accordo che avremmo dovuto aggiungere un giocatore in più, però non lo abbiamo trovato.” – Arsène Wenger, Ottobre 2014

Sono quelle ultime cinque parole a preoccuparmi, non potete nemmeno immaginare quanto.

PERÒ.
NON.
LO.
ABBIAMO.
TROVATO.

Arsène Wenger ha confermato davanti a tutti che tra lui stesso, gli osservatori e il direttivo nessuno è stato in grado di trovare un giocatore adatto a fare da riserva a Per Mertesacker e Laurent Koscielny.
Sono d’accordo con la filosofia del manager, secondo la quale ogni acquisto dev’essere orientato a migliorare il tasso qualitativo della squadra, però esiste una grossa differenza tra il rifiuto del comprare tanto per comprare e lasciare una squadra incompleta.
Mi chiedo quindi quali siano i parametri presi in considerazione dal Club quando si tratta di finalizzare un acquisto.
Vedendo come si sono svolte le cose in passato e mettendo insieme le informazioni che filtrano di volta in volta, le cose oggi funzionano più o meno così:

·         Uno degli osservatori dell’Arsenal segnala un giocatore interessante al Club.
·         Lo stesso compila un numero di schede e le trasmette al responsabile degli osservatori, Steve Rowley.
·         Se il giocatore è davvero interessante, Steve Rowley segue personalmente svariate prestazioni dello stesso.
·         Se l’esito dello studio è soddisfacente, Steve Rowley trasmette ad Arsène Wenger tutte le informazioni.
·         Arsène Wenger studia a fondo le schede del giocatore e decide se intavolare una trattativa oppure no.
·         Arsène Wenger stabilisce la cifra massima che è disposto a pagare, lui e Dick Law trattano con il Club d’appartenenza.
·         Se l’offerta è accettata, Arsène Wenger incontra il giocatore e decide se offrire un contratto.
·         Arsène Wenger e Dick Law trattano con l’agente del giocatore, l’alsaziano decide i termini dell’offerta.

Già Arsène Wenger ha il palato difficilissimo quando si tratta di valutare i giocatori, se in più aggiungiamo tutti i passaggi elencati qui sopra e teniamo a mente che l’alsaziano è molto rigido quando si tratta di elaborare un budget per l’acquisto e l’ingaggio del calciatore, ovvio che la possibilità che l’affare salti sia tutt’altro che remota.

Potrà sembrare strano, però per quanto mi riguarda il problema non è questo iter infinito.
O meglio, il problema non è questo se si tratta di acquistare un giocatore la cui valutazione è molto alta e il cui stipendio rischia di creare squilibrio all’interno della squadra.
Sono contento che Arsène Wenger sia così cauto quando si tratta di comprare giocatori come Mesut Özil o Alexis Sanchez – sono invece incredulo e preoccupato se lo stesso iter viene applicato quando si tratta d’integrare un cosiddetto comprimario alla rosa.

Se il procedimento elencato qui sopra viene applicato anche per trovare un quarto difensore centrale, ovvio che sia difficile trovarne uno.
Quando si vuole un giocatore di qualità, a prezzo contenuto e con poche preteste a livello salariale, il ventaglio delle scelte diventa molto ristretto.
Purtroppo si deve accettare l’idea che un Club di seconda fascia chieda qualche milione in più per lasciare andare uno dei propri giocatori migliori, come non si deve essere sorpresi se il giocatore in questione chiede uno stipendio due o tre volte superiore a quello percepito nel Club d’appartenenza.
Per un Club della statura dell’Arsenal, pagare un sovrapprezzo non dovrebbe essere un problema insormontabile.
È ingiusto, ovviamente, però non dev’essere un ostacolo insuperabile.

Nessuno sta chiedendo ad Arsène Wenger pagare cifre demenziali per un giocatore nomale (come fanno Manchester City e Chelsea), però sarebbe ora di trovare un compromesso che possa permettere alla squadra di essere completa in ogni reparto.

Se vogliamo solo giocatori di qualità, dovremo ahimé spendere tanti soldi.
Se vogliamo giocatori con valutazioni ragionevoli, dovremo chiudere un occhio sulla qualità.

In questo senso, il caso più eclatante è quello di Gary Cahill, per il quale Arsène Wenger ha rifiutato di stanziare più di otto milioni di sterline quando il giocatore stava lasciando il Bolton.
Vero che il contratto era in scadenza e il Bolton navigava in pessime acque, quindi la cifra offerta sembrava corretta, però il non aver voluto alzare l’offerta di pochi milioni ha finito col consegnare il giocatore al Chelsea – che in fin dei conti si è ritrovato in casa un centrale di livello con una spesa tutto sommato modica.

Non voglio dilungarmi troppo ma vorrei condividere con voi la preoccupazione che questa situazione sta generando: tutti nel Club sapevano che Thomas Vermaelen non sarebbe rimasto all’Arsenal, possibile che non sia stato possibile mettere in campo le risorse – umane ed economiche – utili a trovare un sostituto adeguato?
Ogni volta che una sessione di mercato si apre, ho la sensazione che il Club faccia una fatica enorme a muoversi su più fronti, intavolare più trattativa contemporaneamente e lavorare su più affari, anche diametralmente opposti tra loro.
Inspiegambimente, possiamo aprire e chiudere una trattativa in un lampo (come successo con Calum Chambers) oppure impantanarci in lunghe discussioni che non portano poi a nulla – facendoci trovare impreparati se l’affare non si concretizza.
L’estate scorsa ci siamo fatti fregare da José Mourinho con la trattativa – poi fallita – per Demba Ba e ci siamo trovati a giocare tutta una stagione con il solo Olivier Giroud e l’acerbo Yaya Sanogo, con i risultati che tutti abbiamo visto.
La pessima notizia è che non sembriamo imparare dai nostri errori.

Se è colpa della nostra rete di osservatori, colpa dell’instransigenza del manager nello scegliere i rinforzi o colpa di una gestione economica molto rigida poco importa, urge trovare una soluzione per ristrutturare e migliorare il nostro modo di agire sul mercato.

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