giovedì 23 ottobre 2014

Anderlecht v Arsenal 1-2: Gunners in modalità Houdini, il trucco riesce solo all’ultimo secondo



Ottantotto minuti di noia, sofferenza e frustrazioni.
Quattro minuti di follia.
Il racconto della partita è più o meno tutto qui.

L’incontro di ieri sera ci ha confermato ancora una volta – se mai ce ne fosse stato bisogno – che il nuovo modulo è tutt’altro che assimilato e che i giocatori non sanno che fare in campo.
Ovviamente non sarà solo una questione di modulo, però per qualche strano motivo ogni volta che Arsène Wenger mette in campo la squadra con questo 4-1-4-1 finiamo con l’offrire prestazioni confuse e inconcludenti.
Continuo a pensare (o dovrei dire sperare?) che l’idea che l’alsaziano ha in mente sia talmente meravigliosa che questi stenti d’inizio stagione siano inevitabili; continuo a dirmi che un bel giorno, proprio mentre mi sto disperando per questa soluzione tattica, la squadra giocherà un calcio talmente impressionante che gli avversari decideranno perfino di non scendere in campo per evitare una figuraccia, accettando lo zero a tre a tavolino come la più onorabile delle sconfitte possibili.

Al momento, tuttavia, siamo leggermente lontani da quel risultato.

È bastata una banda di ragazzini vestiti di un orrendo viola scuro a metterci in difficoltà, anche se ad onor del vero nemmeno i padroni di casa avevano combinato granché fino al gol.
Però la velocità delle loro ripartenze e l’intensità del loro gioco hanno intrappolato i Gunners e costretto gli uomini di Arsène Wenger ad una drammatica rimonta finale.
Giocando con ali vere e allargando il campo, l’Anderlecht ha saputo approfittare al meglio della tendenza ad accentrare il gioco messa in mostra dall’Arsenal, la cui abbondanza in campo di trequartisti ha ovviamente generato un traffico che nemmeno sull’autostrada del sole il primo di Agosto.
Mentre Santi Cazorla, Jack Wilshere, Aaron Ramsey e Alexis Sanchez si tamponavano (letteralmente, sul finale di partita) a ridosso dell’area di rigore avversaria, dall’altra parte Praets si godeva il proprio spazio negli ultimi trenta metri e poteva scegliere se lanciare Najer largo sulla destra o Conte largo sulla sinistra.
Una differenza sostanziale, resa ancora più amara dal ricordo di come i Gunners siano stati spumeggianti ed efficaci contro il Galatasaray – quando (udite, udite) Alex Oxlade-Chamberlain e Alexis Sanchez avevano allargato la difesa avversaria fino oltre il parcheggio dell’Emirates Stadium e permesso a Mesut Özil di fare il bello e il cattivo tempo sulla trequarti.

Tutte le difficoltà, le frustrazioni e i problemi incontrati dall’Arsenal ieri sera si possono riassumere nelle due fotografie qui sotto: da una parte la posizione più frequentemente occupata in campo dai giocatori dell’Arsenal contro il Galatasaray, dall’altra quella di ieri sera a casa dell’Anderlecht.


Chiusa la parentesi tattica, vorrei concludere ricordando che per quanto orribile, la vittoria di ieri è tutt’altro che rubata e che questi tre punti ci mandano virtualmente agli ottavi di finale.
Abbiamo giocato male, malissimo a tratti, ma saremmo dovuti passare in vantaggio per primi a più riprese – e se lo avessimo fatto quando ne abbiamo avuto le occasioni probabilmente avremmo potuto chiudere con una vittoria molto rotonda; l’Anderlecht volenteroso e determinato non ha creato nessun pericolo nel primo tempo e si è reso pericoloso solo dopo aver segnato il primo gol, grazie a contropiede fulminei.
Detto ciò, se tra due settimane battiamo i belga a casa nostra e il Borussia Dortmund annichilisce il Galatasaray a Dortmund, la qualificazione sarà già matematica.
In compenso, l’idea di vincere il girone possiamo già dimenticarla e quindi prepariamoci tutti all’ennesimo sorteggio favorevole: io dico Real Madrid, voi?

2 commenti:

  1. Spero in Porto o Bayer Leverkusen...ma con la nostrr solita "fortuna" se prendiamo il Real ci va di lusso 😟😟

    RispondiElimina
  2. Sarebbe meglio pensarci a qualificazione acquisita, però facendo gli scongiuri e dando per scontato il secondo posto dico Real Madrid. Purtroppo

    RispondiElimina

I Vostri Commenti