giovedì 2 ottobre 2014

Arsenal v Galatasaray 4-1: DatGuy e la sua banda danno spettacolo all’Emirates


È vero che si tratta solo del Galatasaray, è vero che siamo alle prime battute della fase a gironi della Champions League ed è vero che domenica sarà tutta un’altra storia, però lasciatemi godere ancora qualche giorno la bella vittoria di ieri sera.

Era qualche mese che non si vedeva una fase offensiva così scintillante e azioni così veloci e penetranti, quindi se permettete me la godo ancora un po’.

La partita di ieri ci ha mostrato quel che potrebbe diventare l’Arsenal con Alexis Sanchez, Theo Walcott e Danny Welbeck supportati da Mesut Özil – ovvero una squadra che piò far paura a chiunque.
Potrà sembrare una tattica suicida, potrà portare a correr qualche rischio in più in fase difensiva ma quello è il prezzo da pagare per avere una delle linee d’attacco più impressionanti del campionato.
Non saranno nomi altisonanti come quelli del Manchester United o del Manchester City, però gli attaccanti dell’Arsenal sono perfettamente intercambiabili e sono in grado di cambiare posizione continuamente, rendendo la vita molto difficile ai difensori avversari.

Come detto, domenica sarà un’altra storia perché Mourinho probabilmente ha già elaborato il piano perfetto per approfittare di ogni nostro minimo punto debole (e ce ne sono ancora tanti!) ma penso che l’attuale sistema possa regalarci enormi soddisfazioni quest’anno.
Sarà fondamentale saper tenere il pallone anche quando siamo sotto pressione – l’aspetto che ci ha condannato a Stamford Bridge l’anno scorso – per evitare di subire contropiede letali, però se saremo capaci di non perdere palla in modo ingenuo potremmo abbattere qualsiasi difesa con la potenza, la velocità e la tecnica dei nostri attaccanti.

Torniamo però alla partita di ieri sera.
Per assurdo, non c’è molto da dire se non che Felipe Melo è ancora lo stesso decerebrato di sempre (come ha fatto Rocchi a non espellerlo?) e che quando giochiamo a ritmi alti siamo devastanti.
Quando ci dimentichiamo di dover per forza far circolare il pallone al ritmo di un requiem e partiamo diretti verso la porta, in genere succede sempre qualcosa di buono – come dimostrato ieri da Danny Welbeck e Alexis Sanchez.
Il primo – quello che non sa segnare, dicevano – ha infilato la prima tripletta della sua giovane carriera (solo Messi, Bale, Benzema, Rooney e Neymar sono riusciti a fare tre gol in Champions prima dei 23 anni – più Nicklas Bendtner ma non conta!) mentre il cileno ha dato spettacolo con un assist sublime, un gol da centravanti consumato e tante giocate che hanno costretto gli avversari ad usare le maniere forti – o illegali a volte.

Tra i tanti giocatori che hanno sfornato una prestazione eccellente, in tre mi hanno particolarmente colpio: Calum Chambers, Santi Cazorla e David Ospina.
Il primo gioca come se avesse decine di partite di Champions League alle spalle, tradendo a volte un’eccessiva sicurezza palla al piede anziché il timore di un debuttante; il secondo da regista ha fatto girare la squadra da maestro e messo in piedi combinazioni eccellenti con Mesut Özil – sfiorando nel finale un gol che avrebbe ampiamente meritato; il terzo è entrato in seguito all’espulsione di Wojciech Szczesny e ha sfornato tre buone parate e una ottima, respingendo un colpo di testa a botta sicura di Yilmaz.

Una sola nota negativa nella serata, la prestazione di Tomas Rosicky quando è entrato in campo per sostituire Mesut Özil.
Non so cosa stia succedendo al piccolo Mozart ma sembra svogliato, arrabbiato con il mondo e scostante – ben lontano dagli standard di qualità e quantità cui ci ha abituati nelle due passate stagioni.
Chissà, forse è solo l’aria della primavera a risvegliarlo...

Come detto, lasciatemi godere ancora un giorno della bella vittoria di ieri sera.
Poi saranno  di nuovo angoscia, preoccupazione e terrore che accompagnano ogni partita contro il Chelsea di Mourinho.
Per ora preferisco non pensarci.

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