sabato 4 ottobre 2014

Preview, Chelsea v Arsenal: Contromisure, queste sconosciute!





























Domenica non giochiamo contro Fàbregas.
Domenica giochiamo contro il Chelsea.
Personalmente, m’importa poco di sapere come giocherà Fàbregas contro di noi (bene, visto che è un gran giocatore) nè di sapere quale sarà lo stato d’animo di quel povero ragazzo – tradito da Arsène Wenger e costretto a firmare per il Chelsea.
Non mi frega nulla di sapere se Arsène Wenger avrebbe dovuto farlo tornare all’Emirates Stadium, se sarebbe stato possibile farlo coesistere con Mesut Özil o se sarebbe stato meglio fare in modo che rimpiazzasse direttamente il tedesco.

M’interessa sapere come Arsène Wenger ha pensato di evitare una sconfitta come quella dell’anno scorso, soprattutto.
M’importa di sapere quali saranno gli accorgimenti che la squadra adotterà a Stamford Bridge, come sarà programmata la preparazione pre-partita, quale sarà la strategia dei Gunners a casa del Chelsea.
Se proprio devo pensare a qualche singolo, mi concentro unicamente su quelli che indosseranno una maglia che porta sul petto un cannone.

Domenica pomeriggio a Stamford Bridge giochiamo con la grande favorita per la vittoria della Premier League – insieme al Manchester City – e soprattutto contro un avversario che l’anno scorso ci ha ridicolizzati con uno zero a sei che non ammette repliche.
Diciotto minuti da incubo che sono valsi il tre a zero e l’inferiorità numerica, preludio alla disfatta finale.
Nel giorno della millesima panchina di Arsène Wenger con l’Arsenal, abbiamo rischiato di incassare mille gol.
Vorrei tanto che i giocatori tenessero un profilo basso e facessero parlare il campo piuttosto che lanciare i soliti proclami prima della partita: trovo raccapricciante che Alex Oxlade-Chamberlain racconti al sito dell’Arsenal quanto i giocatori vogliano andare a Stamford Bridge “to make a statement”, ovvero lasciare il segno.
Fatelo – non ditelo.

Se ho imparato qualcosa durante i diciotto anni di regno di Arsène Wenger è che l’alsaziano non cambierà approccio.
Qualcuno lo chiama coraggio, altri stupidità.
Arsène Wenger vorrà andare a Stamford Bridge con l’idea (o l’illusione, se preferite) di dominare il possesso palla e surclassare l’avversario, fino a piegarlo del tutto; chiederà ai suoi di stare alti, giocare il pallone a centrocampo, fiondarsi numerosi in attacco e pazienza se rischiamo qualche contropiede! Chiederà ovviamente ai terzini di accompagnare costantemente l’azione offensiva, chiederà ai centrocampisti di sopperire al divario fisico con la tecnica e vorrà che davanti ci siamo sempre almeno quattro uomini negli ultimi trenta metri.
Come sempre, l’approccio sarà quello de la va o la spacca.

Che Sir Alex Ferguson abbia o meno reso pubblica la strategia adottata da sempre per sconfiggere i Gunners, per Arsène Wenger cambia poco.
L’ex manager del Manchester United ha scritto nella sua biografia di come preparasse la squadra ad affrontare l’Arsenal – parole che suonano fin troppo attuali:

“Negli anni abbiamo imparato molto sulla maniera di giocare dell’Arsenal: Arsène ha un’idea precisa di come la squadra dovrebbe giocare e noi dobbiamo evitare di voler strappare il pallone ai Gunners, dobbiamo pensare ad intercettare i loro passaggi.  Dobbiamo stare attaccatti a chi detta il passaggio (piuttosto che attaccare il portatore di palla) per intercettare il pallone e lanciarsi in contropiede alle spalle dei terzini, che saranno saliti per acccompagnare la manovra.”

Questo scrive Alex Ferguson nella sua biografia, volete che José Mourinho non abbia preso appunti o sviluppato ulteriormente la teoria?
Quanto può essere frustrante sapere che l’approccio sarà lo stesso anche questa volta?
Non credo sia quantificabile, in effetti.
Però quelli come me ingenuamente credono (o s’illudono, se preferite) ancora che la strategia possa funzionare e che il calcio catenaccio e contropiede di José Mourinho possa essere sconfitto.
Un’utopia, con giocatori come quelli a disposizione del portoghese.

Prepariamoci, quindi, ad una partita per lo meno intensa e ricca di gol – anche se il totale rischia di non essere granché equilibrato.
In quale direzione? Lo lascio decidere a voi.

La solita conferenza pre-partita ci ha confermato che rispetto alla sfida contro il Galatasaray solo Nacho Monreal potrebbe tornare tra i disponibili.
Niente Abou Diaby, quindi – nemmeno per uno spezzone di partita.
Avrei tanto voluto vedere un tandem di centrocampo composto da Abou Diaby e Santi Cazorla, con Mesut Özil davanti a loro.
Una combinazione di fisicità, tecnica e velocità che avrebbe potuto permetterci di assorbire meglio l’onda d’urto dei vari Matic, Ramires e Fàbregas – almeno per la prima ora.
Vedremo chi tra Jack Wilshere e Santi Cazorla giocherà al fianco di Mathieu Flamini e vedremo soprattutto se l’assetto offensivo sarà lo stesso visto contro il Galatasaray – la mia speranza è ovviamente che Arsène Wenger possa ancora puntare su Alexis Sanchez, Alex Oxalde-Chamberlain e Mesut Özil alle spalle di Danny Welbeck.

Il resto della formazione è praticamente già deciso dagli infortuni, i difensori sono contati e il portiere sarà comunque Wojciech Szczesny – con David Ospina che lo sostituirà in Champions League.

Prepariamoci al peggio oppure al meglio – niente vie di mezzo con Arsène Wenger.


Questi gli undici che l’alsaziano potrebbe mandare in campo domenica pomeriggio, ore 15:05 italiane:



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