giovedì 13 novembre 2014

Crisi! Crisi! Crisi! Crisi?


Mettiamola così: se tra il pareggio in casa con l’Anderlecht e la sconfitta a casa dello Swansea fossero passate due settimane, saremmo altrettanto arrabbiati?
O meglio, se avessimo vinto contro l’Anderlecht, la sconfitta al Liberty Stadium sarebbe stata presa altrettanto male?

Mi ponevo la questione perché, in fin dei conti, più passa il tempo e meno i due risultati mi sembrano catastrofici: una sconfitta a casa dello Swansea è tutt’altro che imprevedibile, dal momento che gli uomini di Monk  quest’anno hanno vinto quattro delle sei partite giocate in casa e hanno registrato una sola sconfitta finora.
Visto che quest’anno i gallesi hanno accumulato tredici punti in casa e solo cinque in trasferta, si capisce che l’Arsenal non sarà l’ultima squadra ad inciampare al Liberty Stadium.
Certamente il fatto di essere passati in vantaggio e di aver controllato la partita per oltre un’ora rende la sconfitta amara, però se avessi dovuto fare una previsione circa i campi sui quali avremmo potuto lasciare punti, quello dello Swansea sarebbe stato tra i papabili.

Dei due risultati più recenti è principalmente il pareggio interno contro l’Anderlecht ad essere inspiegabile, perché pur prendendo in conto la stanchezza, gli errori arbitrali e le carenze strutturali della squadra, tre gol di vantaggio dovevano essere gestiti senza troppi patemi.
Si può catalogare il pareggio come una di quelle giornate folli cui ci ha abitutato la squadra in questi anni? Penso di si.
Capiamoci, non voglio giustificare gli errori e le circostanze di cui sopra, però se a quel pareggio bizzarro fosse seguita una vittoria con lo Swansea, probabilmente avremmo catalogato la serata tra quelle da dimenticare al più presto.

La concomitanza dei due risultati ci ha mandati tutti fuori di testa, credo.

Prima del doppio fattaccio, la squadra veniva da un mese durante il quale aveva vinto contro Galatasaray, Anderlecht, Burnley e Sunderland, perso giocando alla pari a Stamford Bridge contro il Chelsea e pareggiato fortunosamente in casa contro l’Hull City.
Si poteva fare meglio – soprattutto in termini di prestazioni – però questo non assomiglia al ruolino di marcia di una squadra allo sbando.
Per fare un confronto con una diretta concorrente, nello stesso periodo il Manchester City ha vinto contro Manchester United, Sp*rs e Aston Villa, pareggiato contro il CSKA in casa, pareggiato a casa del QPR e perso contro Newcastle, West Ham e CSKA Mosca in casa.
Eppure il Manchester City ha una rosa due volte più completa e competitiva della nostra, una difesa che viene presa molto più sul serio della nostra (Kompany, Mangala e Demichelis paiono essere fenomeni) e quei tre mediani grandi e grossi che mancano terribilmente ai Gunners.
I campioni d’Inghilterra in carica, cui non dovrebbero far difetto né la grinta, né l’esperienza, si sono fatti rimontare due gol di vantaggio a Mosca dal CSKA – in una partita che pareva già ampiamente vinta.

Non è che allargando un poco la prospettiva, forse la catastrofe attuale si trasforma in un semplice periodo di cattiva forma?

Ripeto, non voglio difendere per forza una squadra che fino ad ora non ha espresso nè bel gioco, né ha trovato continuità di risultati, però ho la sensazione che la vicinanza di due risultati negativi abbia amplificato oltremodo la reale portata di un pareggio e una sconfitta.

Nonostante tutti i difetti che questa squadra attualmente mette in mostra (difesa numericamente scoperta, giocatori fuori forma, cinque infortunati e altri appena rientrati dopo lunghi stop), l’Arsenal si sta comportando meno peggio di quanto si possa credere.
Con un pizzico di brillantezza in più, il rientro dei tanti infortunati e una maggiore serenità, questa squadra può ritrovare il cammino che l’anno scorso l’ha portata e mantenuta ai piani alti della Premier League.
Con un Alexis Sanchez e un Danny Welbeck in più.

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