sabato 15 novembre 2014

Essere una leggenda può non bastare?


Un giorno ci ritroveremo a narrare le gesta del nostro amato Arsenal ai nostri nipotini e I nostri occhi si illumineranno ricordando sfide memorabili. Ci ritroveremo a girovagare nei meandri della nostra memoria, andando a scovare quei momenti in cui l'Arsenal giocava il miglior calcio del mondo; rivivremo stagioni clamorose, stagioni come quella degli "invincibili", o magari quei novanta minuti passati ad asfaltare gli avversari.
Come dimenticare di quelle volte che violammo l'Old Trafford? Come dimenticare la gioia vissuta nel vedere Overmars e Wiltord esultare dopo aver steso i "Fergie's boys"? Come poter non rammentare di quella volta che Henry ammutolì il Santiago Bernabeu? Come potremmo omettere quella cavalcata europea con ben dieci partite senza concedere lo straccio di una rete agli avversari? E vorremmo forse dimenticare di quel "North London derby" vinto con un secco 3-0?
Aspettate un momento. C'è qualcosa che non torna: c'è che stiamo vivendo il presente e, almeno nel calcio, il passato non conta!
Siamo in pieno "Wenger Out!", siamo nel pieno di una stagione che non vuol saperne di decollare e, improvvisamente, Wenger ha disimparato a fare l'allenatore! Perchè il calcio è un mondo particolare: pateticamente sfrenato; qui non importa quello che hai fatto ieri se oggi le cose non vanno bene. A nessuno importa più nulla se l'alsaziano ti ha fatto realisticamente pensare di poter diventare campione d'Europa. A nessuno importa più nulla se il francese ha trasformato degli "scarti" in autentici fenomeni. Oggi Wenger non è altro che un patetico perdente e, poco importa se a momenti sarà costretto a mettere Welbeck a fare il terzino, con Flamini trequartista!
E la stagione scorsa? Già! La stagione scorsa abbiamo riassaporato il piacere di tornare in vetta perdendo il titolo per soli sette punti e.....per colpa di Wenger! Perchè ovviamente l'aver lottato per il titolo era merito altrui, perderlo è solo colpa dell'alsaziano. Poco importa se quei sette punti di distacco siano stati il frutto di campagne acquisti faraoniche!
E oggi? Oggi stiamo qui a contestare colui che in futuro ricorderemo come una leggenda, perchè in fondo il mondo del calcio è così: c'è un presente che rimuove sistematicamente il passato, ma dopo due decenni tutto assume un sapore diverso.
Oggi Wenger è un incapace, magari domani ci ricorderemo di lui come di un filosofo prestato al calcio!
Magari lo rimpiangeremo il giorno dopo che ci avrà lasciati, perchè in fondo questo mondo funziona così, e la cosa non mi sorprenderebbe affatto. Wenger è una leggenda che, ogni qualvolta le cose non vanno nella direzione giusta, diviene lo zimbello della compagnia, dimenticando un piccolo particolare: le leggende vanno custodite!
E adesso?
Non voglio essere noioso, non voglio dover ricordare di quanto l'Arsenal "perdente" sia figlio dell'addio di David Dean, dell'arrivo di Abramovich, degli sceicchi, della costruzione di una nuova casa. Ma è doveroso ricordare quanto quello attuale sia un cantiere aperto. Oggi la filosofia societaria prevede "un grande colpo" ad ogni stagione, fino a raggiungere un livello tale da poter nuovamente tornare ad essere competitivi nei confronti dei colossi milionari. L'Arsenal e Wenger meritano fiducia, meritano di avere il supporto dei propri tifosi, meritano di essere ricordati nel presente, anche per quanto fatto nel passato.
La stagione attuale è figlia di un numero di problematiche tale da far venire il mal di testa!
Abbiamo un numero di infortunati da far invidia ad un qualsiasi pronto soccorso; la difesa è il reparto che sta pagando il prezzo più alto e, personalmente, credo che si tratti di un problema legato a filo doppio all'infortunio di Giroud, arrivato a pochi giorni dalla chiusura del mercato, dirottando la ricerca di un centrale difensivo verso l'acquisto di una punta. Non si fosse rotto Giroud, Wenger avrebbe potuto fare a meno di Welbeck, potendo disporre di un Alexis Sánchez ben capace di fare da ricambio al francese e, in casi estremi, puntando sull'imberbe Sanogo. Alla fine siamo rimasti con soli due centrali, con il solo Chambers pronto a sostituire un'eventuale defezione al centro della difesa, almeno fino a quando non si è rotto anche Debuchy! Koscielny? Già....pure lui!

4-1-4-1: un mistero oppure.....
Wenger ha commesso degli errori: questo è fuori discussione. Il tanto detestato 4-1-4-1 è stata una scelta che ha incartato ancor di più una squadra già parecchio insicura e ricca di punti interrogativi.
Il cambio di modulo può essere derivato dalla lezione di Guardiola che, arrivato al Bayern Monaco, nel tentativo di riproporre l'ossessivo possesso palla alla base dei suoi successi al Barcellona, ha dovuto fare i conti con una squadra con piedi decisamente meno fatati rispetto a quelli della squadra catalana. Guardiola aveva però previsto ogni cosa, portandosi dietro quel Thiago Alcantara già erede designato di Xavi. Con il suo inserimento in squadra, dopo aver saltato l'inizio della stagione, Guardiola ha allineato i piedi migliori della propria squadra, mettendo insieme una linea composta da: Thiago, Schweinsteiger, Robben, e Ribery. L'opera è stata completata con lo spostamento di Lahm davanti alla difesa, assicurandosi un mediano che conosce tanto bene la fase difensiva, ma dotato di un destro molto educato. In quel momento, il Bayern altalenante ha cominciato a girare come un rullo compressore, fino ad essere rimodellato all'infinito. Forse Wenger, che di Guardiola è un grande estimatore, ha idealizzato quel modulo per la sua squadra, spinto magari dalla consapevolezza che Özil si sarebbe presto fermato, cercando un'alternativa tattica che non prevedesse il trequartista. La squadra non è riuscita ad esprimersi, ma il modulo non è tutto. Che fine ha fatto il Ramsey della scorsa stagione? Perchè Wilshere non riesce più a garantire due prestazioni di fila ad alto livello? Sulla difesa non ci sono dubbi, perchè sarebbe un compito proibitivo per chiunque imbastire un reparto senza.....uomini! E l'attacco? Ma si, diciamolo pure: Giroud ci sta mancando tantissimo! Welbeck sta facendo il suo, ma gli anni passati al Manchester United stando al largo della porta avversaria ne hanno sminuito in parte quell'attitudine che un centravanti come il francese conserva intatta.
Servono fiducia e pazienza: noi abbiamo Wenger.....giusto?

Pietro La Barbera

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