sabato 8 novembre 2014

L'Arsenal: il club dove tutto è più folle!


Ci risiamo! Ancora una volta ci ritroviamo costretti a dover mandar giù una prestazione incolore, ennesimo esempio di autolesionismo calcistico e, ideale fotografia di una squadra che non riesce più a ritrovarsi. Nemmeno il filotto di tre vittorie consecutive, iniziato proprio con la rimonta all'Anderlecht nella sfida di andata, ha saputo far dileguare le tante ombre che fin qui ci hanno tenuto in pessima compagnia. Siamo stati tenuti a galla da un Alexis Sánchez sontuoso e, diciamolo pure, dalla pochezza dei nostri avversari: squadre talmente fragili da far pensare ragionevolmente che Chelsea e Manchester City le avrebbero seppellito sotto risultati tennistici.

Eppure tutto questo è normale: è da Arsenal!

Quando cominciai a seguire la Premier League non c'erano le televisioni pronte a portarti in casa una sfida tra il Leicester City ed il West Bromwich Albion; potevo vedere di tanto in tanto una sfida di F.A. Cup, o magari sperare in confronto europeo tra un club di Sua Maestà ed una squadra italiana. Nonostante ciò, vidi nascere leggende come Ryan Giggs, vidi trionfare il Blackburn Rovers, vidi Cantona colpire Matthew Simmons, e tanto altro ancora.
Mi affascinava il calcio di quelle latitudini ma, ancor di più, mi affascinava quel club londinese con il cannone sullo stemma e "lo stadio con l'orologio"! Già, il "Clock End", che nemmeno i bombardamenti dell'aviazione nazista durante la seconda guerra mondiale avevano buttato giù! C'era qualcosa di diverso in quel club, c'era qualcosa di folle: un po' come se ogni vittoria ed ogni sconfitta, fossero stati estratti dai romanzi di un abilissimo scrittore. 
Scoprire il passato dell'Arsenal, così come viverne il presente, è sempre stato accompagnato da situazioni talmente assurde da averci ormai fatto l'abitudine: quel pizzico di follia che in fondo in fondo è una parte molto importante dell'amore che nutro verso questo club. E così, l'abilissimo scrittore di cui sopra, ci ha tramandato autentiche gemme, avvolte di eroismo, dramma, o attraversate da sceneggiature tragicomiche come quella di martedì!

Come ci si può stupire del 3-3 contro l'Anderlecht? Come si può pensare che tutto ciò sia strano? Già, proprio noi Gunners, noi che per vincere il primo trofeo internazionale fummo costretti a vincere 3-0 contro...l'Anderlecht!
Come dimenticare il titolo del 1989? Uno di quei momenti che magari non hai vissuto perchè eri troppo piccolo, eppure così epico, e non privo di risvolti drammatici, da entrarti nella pelle fino a penetrarti nelle ossa. 
No, questo non è un club "normale", questo non è banalissimo club vincente: l'Arsenal è oltre! L'Arsenal è sempre pronto a dare vita a qualcosa di insolito. L'abilissimo scrittore ci ha voluto donare l'unico olandese "non volante", perchè noi siamo nati per le storie più stravaganti. E poi c'è il dramma di una finale di Champions League folle quasi come quel Milan - Liverpool di Istanbul; a Parigi perdemmo il portiere per espulsione, passammo in vantaggio con il goleador più insolito, e fummo condannati a vedere "The King" fallire impietosamente un paio di occasioni che, in un contesto "normale", non gli sarebbe stato possibile nemmeno se lo avesse desiderato lui stesso! 
E poi? E poi c'è Belletti, uno che se non fosse stato per quella maledetta rete, a Barcellona non se ne ricorderebbe più nessuno, perchè in fondo non era certo un fenomeno, e credetemi se vi dico che Belletti è la prova vivente che tutto è già stato scritto.....dall'abilissimo scrittore.

Si potrebbe andare avanti all'infinito; ve lo dice uno che, il 10 maggio del 1995, vide in diretta l'incredibile rete di Nayim! Era la finale di Coppa delle Coppe, e si giocava a.....Parigi! Perchè in fondo Parigi è sempre Parigi, l'Anderlecht è sempre l'Anderlecht e.....Newcastle - Arsenal 4-4!

Pietro La Barbera

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