venerdì 21 novembre 2014

Preview, Arsenal v Manchester United: al ballo delle traballanti, chi resterà in piedi?


Il Daily Mail – come sempre – ci è andato giù troppo forte e ha finito col finire fuori strada (“Una volta era la sfida decisiva, oggi nessuna delle due riesce più ad arrivare almeno quarta”, diceva il titolo), però è innegabile che oggi la partita non abbia più la stessa portata che aveva a metà degli anni 2000.

Colpa della costruzione di uno stadio nuovo e di alcuni interventi sul mercato sbagliati da una parte, colpa di una transizione manageriale gestita malissimo dall’altra – fatto sta che oggi l’Arsenal è sesto e il Manchester United è settimo.
Tuttavia non credo che tutto ciò influirà più di tanto sulle ansie e le attese di noi tifosi, anzi posso assicurarvi che a livello personale le sensazioni sono le stesse.
Stesso stress pre-partita, stesso accumulo di tensione col passare dei minuti e stessa apnea – che ancora una volta durerà per tutti i novanta minuti, più recupero.

Per quanto le due squadre siano in una situazione molto delicata; per quanto entrambe le compagini cerchino ancora una fisionomia ben definita; per quanto Arsène Wenger e Louis van Gaal stiano ancora aggiustando il proprio undici di partenza, da una parte c’è l’Arsenal e dall’altra il Manchester United – ovvero i due Club che hanno fatto la storia del calcio inglese degli ultimi vent’anni.
Non so bene cosa aspettarmi nè dall’una, né dall’altra squadra ma credo che assisteremo ad una partita in cui le difese non brilleranno, quindi la speranza è che i nostri attaccanti siano più decisivi di quanto lo saranno quelli del Manchester United.
Se la situazione difensiva dell’Arsenal è preoccupante, quella del Manchester United è perfino peggiore: tra le fila dei Gunners mancheranno ancora sia Laurent Koscielny che Mathieu Débuchy, però dall’altra Louis van Gaal dovrà sperare fino all’ultimo di recuperare almeno due tra Phil Jones, Jonny Evans, Luke Shaw e Rafael – oppure ancora una volta saranno dei giovanissimi a scendere in campo all’Emirates Stadium.

Non che la prospettiva mi dispiaccia, se devo essere onesto.

La vera questione in casa Arsenal è sapere come Arsène Wenger disegnerà il proprio centrocampo e chi saranno i prescelti per guidare il nostro attacco: Mikel Arteta è di nuovo a disposizione, Jack Wilshere scalpita per tornare tra i titolari e Aaron Ramsey, pur in un periodo di forma non brillante, è pur sempre il centrocampista più completo a disposizione del manager.
La musica è la stessa anche per quando riguarda l’attacco: Olivier Giroud è regolarmente selezionabile dopo l’infortunio, Danny Welbeck ha sempre garantito prestazioni all’altezza e Alexis Sanchez – fuso orario permettendo – è intoccabile; senza dimenticare ovviamente Alex Oxlade-Chamberlain, tra i migliori ultimamente, è Theo Walcott, dichiarato indisponibile da Arsène Wenger ma regolarmente in campo per l’ultimo allenamento prima della partita.
Dovessi tirare ad indovinare, direi che vedremo Alexis Sanchez traslocare sulla sinistra, Aaron Ramsey e Jack Wilshere prendere il centro del palcoscenico e Alex Oxlade-Chamberlain continuare ad occupare la fascia destra – con Danny Welbeck davanti.
Quel 4-1-4-1 che tanto ci fa disperare potrebbe tornare quindi d’attualità.

Chissà, forse aumentare la presenza di uomini a centrocampo potrebbe aiutare a tagliare i rifornimenti a Rooney e compagnia – e ridurre quindi a zero le possibilità che il Manchester United combini qualcosa di buono in attacco.
Allo stesso tempo, chiedere ad Alexis Sanchez di partire largo costringerebbe Valencia (o Rafael) a riflettere bene prima di assecondare la manovra offensiva, oltre ovviamente a mettere il cileno nelle condizioni ideali per duettare con Danny Welbeck e i nostri centrocampisti – mai timidi quando si tratta di fiondarsi nell’area avversaria.

Basterà tutto questo per battere finalmente una rivale di rango?
Lo sapremo domani in serata. Per ora posso solo immaginare quale sarà la formazione scelta da Arsène Wenger.


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